NATO: LA DIFESA PARTECIPA ALLA SWIFT RESPONSE 2022

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Oltre 500 paracadutisti della Brigata “Folgore” dell’Esercito italiano, insieme ad assetti aerei della Marina Militare e all’Aeronautica Militare, sono impegnati, fino al 20 maggio, in nell’esercitazione multinazionale che si sta svolgendo in Macedonia del Nord e che prende il nome si “SWIFT RESPONSE 2022”. Ogni anno, la Brigata “Folgore” prende parte alla pianificazione e condotta di operazioni di ingresso forzato (Joint Forcible Entry Operations – JFEO), queste sono operazioni eseguite in territorio potenzialmente ostile che prevedono attraverso lo sfruttamento della terza dimensione e la proiezione con brevissimo preavviso, la conquista e l’occupazione di una posizione solida e sicura, per poi condurre una o più operazioni successive.

Quest’anno la SR22 ha previsto l’esecuzione di cinque JFEO in 4 Nazioni diverse, in un’area che va dal Circolo Polare Artico, ai Paesi Baltici fino ai Balcani.

La Brigata “Folgore” ha partecipato con un Gruppo Tattico pluriarma, interamente aviolanciato e costituito da tutte le componenti della Grande Unità da combattimento (combat, combat support e combat service support).

Lo sviluppo della manovra assegnata al Gruppo Tattico italiano è stato sostenuto dagli assetti del Reggimento Logistico e dalla compagnia avio rifornimenti della “Folgore”, che ha effettuato il lancio di materiali, armamento e viveri per assicurare le risorse operative necessarie per la condotta di un’ampia gamma di attività tattiche offensive e abilitanti, incluso il superamento di un corso d’acqua.

Dopo una prima fase concettuale e di pianificazione che si è sviluppata congiuntamente ai paracadutisti dei Paesi Alleati, le unità esploranti della “Folgore” hanno eseguito un aviolancio con la tecnica della caduta libera ad alta quota e la navigazione “a paracadute aperto” nell’area dell’esercitazione, per assolvere compiti di ricerca e ricognizione delle zone di lancio e delle aree obiettivo ed assicurare un flusso informativo costante e puntuale per aggiornare la situazione operativa.

Successivamente, tutte le forze sono state aviolanciate con il compito di occupare, espandere e consolidare la testa di aviosbarco, quale condizione indispensabile per l’afflusso delle “follow-on forces”.

Nelle diverse fasi dell’azione, i paracadutisti italiani hanno effettuato “attività di scavalcamento” del 2nd para battalion dell’Esercito britannico e hanno impiegato gli elicotteri della Royal Air Force britannica per l’azione sugli obiettivi in profondità. Durante la fase di trasporto aereo dall’Italia e di aviolancio in Macedonia, i velivoli sono stati scortati da due caccia Eurofighter del 37° Stormo dell’Aeronautica Militare e da due AV-8B II plus della Marina Militare, decollati dalla portaerei Cavour.  Gli stessi aerei d’attacco hanno garantito la sicurezza dell’area effettuando Close Air Support, tramite la guida dei nuclei Joint Terminal Attack Controller in organico alla Brigata paracadutisti “Folgore”.

La “Folgore” è la Grande Unità da combattimento con capacità specialistica dell’Esercito Italiano, in grado di esprime capacità operative efficaci, versatili e “full Spectrum”, secondo il principio della massima integrazione inter-arma, interforze e interoperabilità multinazionale.

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