Resilienza: 678 milioni per investimenti su tecnologie 4.0 e risparmio energetico

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Il ministero dello sviluppo economico, sotto la direzione di Giancarlo Giorgetti ha stanziato 678 milioni di euro per sostenere le piccole e medie imprese italiane nella realizzazione di progetti innovativi, nel quadro delle tecnologie 4.0 e dell’economia circolare e di risparmio energetico.

I soldi, elargiti grazie al decreto firmato dal titolare del Mise, attingono al programma d’investimento europeo React-Eu e ai fondi di coesione.

“Da ministro dello sviluppo economico è mio dovere tutelare le imprese italiane individuando tutte le risorse necessarie e gli strumenti necessari per sostenere gli investimenti in progetti innovativi che mirano anche a ridurre l’impatto energetico sui processi produttivi”. Dunque, si evince come lo stanziamento di questi fondi rientri in un piano d’azione di medio e lungo periodo teso a fronteggiare la crisi energetica scaturita dalle tensioni in ucraina che ha visto il prezzo del gas alzarsi quasi del 50%, con gravi danni per tutto il settore economico del Paese e non solo. Giorgetti, infatti, si auspica che il sistema imprenditoriale italiano riesca, grazie all’ammodernamento degli impianti attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie, a rimanere competitivo sui mercati e a incrementare la produttività. Tutto nel quadro di una sostenibilità ambientale che riesca a favorire lo sviluppo e l’occupazione.

Entrando nello specifico del piano di investimenti si stima che 250 milioni andranno a sostegno delle imprese del Centro-Nord (Emilia-Romagna, Friuli di Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Valle D’Aosta, Veneto, Umbria e Trentino Alto-Adige), mentre 428 a favore delle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna).

Di queste risorse, una quota pari al 25% è destinata alle micro e piccole imprese che possono essere considerate il cuore pulsante del sistema economico della nostra penisola.

L’importo massimo destinabile per ogni singola impresa non potrà essere superiore a 3 milioni e dovrà favorire la trasformazione digitale dell’impresa attraverso l’utilizzo di quelle tecnologie che sono state individuate nel “Piano Transizione 4.0”.

Inoltre, questi fondi potranno essere destinati solamente a quelle attività che negli ultimi due anni non abbiano effettuato una delocalizzazione verso uno stabilimento in un’altra parte dello Spazio Economico Europeo (SEE).

 

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