Uzbekistan prosegue nel processo di adesione all’OMC

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Il vice primo ministro e ministro degli investimenti e del commercio della Repubblica dell’Uzbekistan, Sardor Umurzakov, ha discusso con il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC),  Ngozi Okonjo-Iweala, il programma d’azione per l’adesione dell’Uzbekistan all’Organizzazione. L’ingresso uzbeko nell’OMC favorirebbe il mercato interno di questo paese dell’Asia Centrale che dispone di significative risorse naturali ed energetiche, ma necessita di investimenti diretti stranieri (IDE) e una diversificazione dei partner commerciali per supportare il programma nazionale di sviluppo economico. 

Secondo quanto riferito dall’ufficio stampa del ministero degli investimenti e del commercio uzbeko, martedì 15 febbraio 2022 Sardor Umurzakov ha tenuto colloqui in videoconferenza con Ngozi Okonjo-Iweala per discutere la preparazione della quinta riunione del gruppo di lavoro sull’adesione dell’Uzbekistan all’OMC. Il ministro ha sottolineato che l’adesione all’Organizzazione mondiale del commercio è una delle massime priorità per il proprio paese e parte integrante della ‘Strategia di Sviluppo dell’Uzbekistan per il periodo 2022-2026’. Ngozi Okonjo-Iweala ha invece osservato che l’Organizzazione è pronta a fornire pieno sostegno all’iniziativa dell’Uzbekistan, compreso l’ampliamento dell’assistenza tecnica per i negoziati tra i rappresentanti della parte uzbeka ei paesi membri dell’OMC.

L’adesione all’Organizzazione porterebbe vantaggi significativi all’Uzbekistan, paese dell’Asia Centrale che vanta una posizione strategica importante connessa con la Belt and Road Initiative di Pechino e l’Unione Economica Euroasiatica di Mosca (con cui sta ancora discutendo e valutando una sua possibile membership). Il territorio uzbeko dispone di abbondanti risorse naturali (gas naturale, oro, rame) e di una popolazione giovane mentre il mercato interno, grazie alle riforme avviate sotto la presidenza di Shavkat Mirziyoyev, ha registrato una graduale apertura e il miglioramento dei regimi fiscali e delle garanzie economiche. 

L’Uzbekistan, inoltre, grazie all’ingresso nell’Organizzazione, potrebbe non solo ampliare il proprio volume di commerci, ma difersificare i propri partner commerciali che ad oggi vede la leadership di Mosca e Pechino i quali sono i destinatari di crica 80% delle esportazioni di gas naturale uzbeko. Infatti, la Cina attualmente può vantare un credito con l’Uzbekistan pari a 3 miliari di dollari, ossia il 16% del suo Prodotto Interno Lordo (PIL) e il 12,5% del suo debito estero (Central Asian republics’ economic dependence on China). Anche la Russia vanta un rapporto solido con l’Uzbekistan che se fino ad ora è riuscito a svincolarsi dall’essere membro dell’Unione Economica Euroasiatica, non ha potuto sottrarsi dai rapporti che legano la leadership uzbeka alla Federazione Russa scandita dal recente passato sovietico e anche da una strategia di Mosca volta a influenzare l’intera Asia Centrale definita come parte del blizhnee zarubezhe (vicino estero) russo. 

L’adesione all’OMC si traduce per le imprese straniere, tra cui quelle italiane, in nuove opportunità di investimenti in un mercato in crescita che presenta però delle difficoltà identificate nella limitata attività manifatturiera, nell’elevato tasso di disoccupazione, negli standard di vita bassi della popolazione e nella corruzione, problematiche che il Governo di Tashkent mira a contrastare proprio aprendosi ai mercati e agli investimenti esteri e creando un clima imprenditoriale favorevole che possa contare sulla stabilità interna. 

Articolo in media partnership con SpecialEurasia.

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