Conflitto in Ucraina: Putin dichiara la mobilitazione militare parziale

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In un videomessaggio alla nazione, il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato la parziale mobilitazione militare confermando la difficile situazione che le truppe russe stanno vivendo nel conflitto ucraino a causa della controffensiva che Kiev ha avviato per riconquistare il Donbass.

Nel video messaggio, il presidente russo Vladimir Putin ha parlato dei progressi di quella che ha definito “un’operazione militare speciale per smilitarizzare e denazificare l’Ucraina e liberare il Donbass” e delle misure per proteggere la sovranità e l’integrità della Russia. Nel suo discorso, Putin ha affermato che in Russia è iniziata una mobilitazione parziale giustificando la sua decisione affermando che:

“Per proteggere la nostra Patria, la sua sovranità e integrità territoriale, per garantire la sicurezza del nostro popolo e del popolo nei territori liberati, ritengo necessario sostenere la proposta del Ministero della Difesa e dello Stato Maggiore Generale di condurre una mobilitazione parziale nella Federazione Russa.”.

Putin ha sottolineato che solamente i cittadini russi della riserva militare saranno soggetti alla coscrizione, ossia coloro che hanno svolto il servizio militare e hanno già sviluppato esperienza nel combattimento ai quali verrà fornito un addestramento aggiuntivo prima di essere inviati al fronte.

Prima di questa parziale mobilitazione militare, le forze armate ucraine, supportate dalle agenzie di intelligence statunitensi e occidentali, avevano ottenuto alcune vittorie militari importanti e riconquistato diverse città costringendo le forze russe alla ritirata.  

Fino ad ora la Federazione Russa aveva schierato un numero limitato di truppe militari e negli ultimi sei mesi il Cremlino aveva dimostrato di saper adattare le proprie strategie militari a seconda della situazione sul campo nel conflitto ucraino. La parziale mobilitazione militare dichiarata per “difendere la sovranità del territorio russo” potrebbe portare a un ulteriore livello lo scontro militare tra le forze armate russe e quelle ucraine e prolungare ulteriormente il conflitto.

D’altra parte, sebbene l’Ucraina possa contare su un esercito più numeroso i cui soldati combattono per la patria e le proprie famiglie, una completa vittoria ucraina contro la Russia e le forze filo-russe in Donbass sembra lontana dall’essere raggiunta, soprattutto ora che, grazie alla parziale mobilitazione militare, il Cremlino potrà mettere in campo ulteriori 300 mila soldati.

La fine del conflitto sembra lontana e dipendente da quanto l’Europa e gli Stati Uniti potranno sostenere finanziariamente e militarmente l’Ucraina oppure la Federazione Russa sarà in grado di contrastare le sanzioni occidentali con una nuova cooperazione economica e accordi con partner asiatici e contemporaneamente soddisfare le richieste della propria nazione, evitando qualsiasi dissenso interno.

*Analisi in media partnership con SpecialEurasia.

Bookreporter Settembre

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