Gli spazi per le fonti rinnovabili nel PNRR

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Ci siamo, siamo alle fasi finali di implementazione del PNRR, quel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sul quale si sono impegnati finora due governi, che è stato concepito e raccontato da un lato come un secondo piano Marshall per una ripresa esplosiva e dall’altro come una panacea agli annosi problemi strutturali dell’economia italiana.

Nel contesto del PNRR i temi dell’energia trovano posto in una delle sei Missioni, le linee strategiche su cui si articola il Piano, anzi, nella più corposa delle sei missioni, quella della “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica”, con i suoi 69 Miliardi di Euro sui 222 complessivi del PNRR.

Alcuni dei bandi che allocheranno i 69 Miliardi sono già stati pubblicati, i più recenti a metà Ottobre dal MiTE, il Ministero per la Transizione Ecologica, che ha emesso bandi per 1,5 Miliardi destinati a Comuni e EGATO (gli Enti di Governo per gli Ambiti Territoriali Ottimali) per il miglioramento e la meccanizzazione della raccolta differenziata, per gli impianti di trattamento/riciclo di rifiuti urbani e per lo smaltimento di PAD, acque reflue e rifiuti tessili. 

Ancora briciole, finora, rispetto alle disponibilità complessive che si dispiegheranno nel corso dei prossimi anni, e forse proprio per questo vale la pena fare un volo d’angelo per capire cosa verrà messo a bando. 

Le azioni principali della Missione 2 sono state definite in compatibilità con gli obiettivi e le strategie del Green Deal Europeo, il programma adottato tra il 2019 e il 2020 contestualmente alla nomina di Ursula Von Der Leyen come Presidentessa della Commissione Europea, programma che ha come altissimo obiettivo quello di rendere l’Europa il primo continente climaticamente neutro entro il 2050.

Per raggiungere questo macro-obiettivo, il Green Deal Europeo punta su un’ampia varietà di azioni per, ad esempio, l’aumento dell’efficienza energetica, l’ottimizzazione delle risorse, la circolarità dell’economia e l’incremento della sostenibilità della mobilità, azioni rispetto alle quali si vanno a uniformare tanto i Programmi Quadro, come Horizon Europe per quanto riguarda ricerca e innovazione, quanto i singoli Piani di Ripresa, quali il PNRR italiano.

Quali, dunque, le azioni della “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica”, e dove troviamo le aree di interesse per le energie rinnovabili? 

Una prima azione è il potenziamento del ciclo dei rifiuti, nel quale ricadono i bandi di cui abbiamo parlato sopra, ma in cui rientrano anche i bandi destinati ai Progetti “Faro” di Economia Circolare, per finanziare progetti altamente innovativi per trattamento e riciclo dei rifiuti da filiere strategiche, come quelle dei pannelli fotovoltaici e di pale eoliche, oltre che di carta, cartone e tessile.

Altre azioni della Missione 2 sono legati agli interventi sulle reti idriche ed elettriche. In particolare, nell’ambito delle reti elettriche, si finanzieranno interventi sulle smart grid, ossia sulle reti di distribuzione che consentano di bilanciare molto più flessibilmente i carichi e gli assorbimenti e che consentano quindi di integrare in modo molto più efficiente le fonti rinnovabili, in particolare gli impianti fotovoltaici ed eolici, che con il loro profilo di disponibilità irregolare tendono a creare problemi di bilanciamento sulle reti

Ci sono poi le azioni per l’incremento dell’efficienza energetica degli edifici pubblici e privati, nelle quali le rinnovabili rientrano da un lato come componenti agevolabili per gli interventi finanziati dall’ecobonus, e da un altro lato, indirettamente, nel potenziamento delle reti di teleriscaldamento.

Infine, e più corposa, ci sono le azioni esplicitamente a sostegno delle fonti di energia rinnovabili e all’uso dell’idrogeno nell’industria e nei trasporti, nelle quali rientreranno i bandi per la promozione delle comunità energetiche e dell’autoconsumo, che porteranno fino a 2 GW di potenza elettrica verde aggiuntiva, il finanziamento per lo sviluppo di biometano e di agro-voltaico, e in generale il supporto all’adozione dell’idrogeno, che con il cosiddetto “idrogeno verde” viene prodotto a partire da fonti energetiche rinnovabili.

Da qui al 2022 si apriranno tutti i bandi, con rifinanziamenti annuali fino al 2026 a seconda dell’azione, quindi questi saranno mesi di avvio decisivi, nei quali sarà cruciale stare all’erta per cogliere appieno le opportunità.

Di Marco Croella



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