Presidenziali tunisine: i due outsiders Saied e Karoui competeranno al ballottaggio

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In Tunisia si è concluso il primo turno delle elezioni presidenziali che hanno visto in testa i due outsiders della politica tunisina Kais Saied e Nabil Karoui, rispettivamente con il 18,4% e il 15,6%. Saied è un professore di diritto costituzionale, mentre Karoui un potente magnate, attualmente in carcere con l’accusa di riciclaggio di denaro ed evasione fiscale. Il messaggio degli elettori è quindi chiaro: basta con i politici tradizionali. Il partito islamico di Ennahdha si ferma infatti all’11%, seguito dall’ex Ministro della Difesa Abdellakim Zbidi con il 9,4% e dal premier uscente Youssef Chahed col 7,5%.

Il secondo turno si terrà non oltre il 13 ottobre, secondo quanto dichiarato dalla Commissione elettorale tunisina. Si auspica una mobilitazione maggiore da parte degli elettori, visto che nel primo turno l’affluenza alle urne si attestata al 45%, ben al di sotto del 64% del 2014. C’è infatti una diffusa disillusione sulle effettive possibilità di un rinnovamento interno al paese, tanto atteso dal popolo tunisino. Nel corso della lunga transizione, i cittadini tunisini hanno mantenuto ferme le loro richieste al potere politico: stop alla corruzione generalizzata ed avvio a misure assistenzialistiche per riequilibrare le disuguaglianze sociali, favorendo il ritorno di una classe media capace di colmare le distanze tra i “troppo ricchi” e i “troppo poveri”.

Le elezioni del 15 settembre si sono svolte sotto l’occhio vigile della Missione di osservazione elettorale dell’Unione Europea (EU EOM).  Il mandato della missione, guidata dal vicepresidente del Parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo, è osservare ed analizzare l’intero processo elettorale al fine di effettuare una valutazione imparziale, neutrale e obiettiva delle operazioni di voto.  Dopo lo spoglio, una dichiarazione preliminare della missione UEha reso noto che le votazioni si sono svolte in un clima pacifico ed ordinato, valutando trasparente il voto ed efficiente l’organizzazione impiegata da parte della Commissione superiore indipendente per le elezioni (Isie). La campagna elettorale è stata pluralista, ed i diritti fondamentali sono stati rispettati nonostante lo stato di emergenza sia ancora in vigore. Tuttavia, la missione ha rilevato che le autorità non hanno sempre adottato le misure necessarie volte a consentire a tutti i candidati di fare campagna elettorale conformemente al principio delle parti opportunità, previsto dalla legge tunisina. Nei prossimi giorni la missione di osservazione UE pubblicherà un rapporto analitico completo, formulando raccomandazioni per le prossime elezioni, in attesa della seconda tornata presidenziale.

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