Roma Pride 2026 un Trio di Ambassador d’eccezione per l’Orgoglio Arcobaleno

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Presentata ufficialmente la parata del Roma Pride, in programma per questo sabato. Lo slogan scelto per l’edizione 2026, “La Repubblica è chi la abita”, porta con sé una forte rivendicazione politica proprio in occasione degli 80 anni della Repubblica italiana. Tra i temi caldi emersi in conferenza stampa, le durissime repliche delle tre ambassador – Francesca Michielin, Margherita Vicario e Levante – alle affermazioni del generale Roberto Vannacci sugli omosessuali, e l’annuncio della partecipazione dell’associazione ebraica LGBTQIA+ Keshet.

Ad aprire la conferenza è stato Mario Colamarino, portavoce del Roma Pride, che ha spiegato le ragioni profonde dietro allo slogan di quest’anno, puntando il dito contro il forte ritardo legislativo del Paese: “La comunità Lgbtqia+ non è compresa all’interno dell’alveo dei diritti di questo paese. Non abbiamo le stesse dignità, la stessa uguaglianza, e questo per noi è una ferita aperta. Questo paese, l’Italia, è anche nostro, nonostante le istituzioni non facciano nulla per colmare questo gap e per ribadire i principi costituzionali secondo cui la Repubblica deve dare gli stessi diritti a tutti. Invece tante persone nella nostra comunità faticano a trovare lavoro, non hanno una casa, sono discriminate. Non ci stupisce, perché l’Italia è agli ultimi posti nelle liste per i diritti Lgbtqia+ in Europa.”

Le tre madrine dell’evento non si sono tirate indietro di fronte alle domande dei cronisti riguardanti le recenti e controverse dichiarazioni del generale Roberto Vannacci.

  • Francesca Michielin ha usato parole dirette e senza filtri: “Le cose che vengono dette non hanno nessuna base di dati reali, si basano sull’ignoranza delle persone. Questa invasione di cui parlano non c’è, anzi ringraziamo Dio che ci sono le persone che arrivano, perché il nostro paese sta invecchiando tantissimo. Dicono tutte… stronzate, non riesco a trovare un altro termine. Il generale Vannacci spreca i propri poteri, perché occupa uno spazio che potrebbe occupare meglio. Noi artiste abbiamo un privilegio e dobbiamo sfruttarlo al meglio per creare spazi a chi non ne ha.”

  • Margherita Vicario ha invitato a non sottovalutare il fenomeno, definendo quelle posizioni un rischio reale: “Non credo che liquidarle come ‘stronzate’ sia la strada giusta per affrontare il problema. Li riconoscerei più come pensieri molto violenti, che attecchiscono su una popolazione molto ignorante e allo stremo, stanca, ormai sballottata da più di 15 anni di social.”

  • Levante ha infine riflettuto sulla pericolosità della retorica del generale: “Il vero tema è il privilegio di Vannacci: il fatto che questa persona riesca, con i suoi discorsi, la sua ignoranza o furbizia, più il razzismo che lo abita, a conquistare queste persone. C’è invece bisogno di illuminare l’opinione pubblica rispetto alla comunità Lgbtqia+. Il lavoro che dobbiamo fare tutti insieme è spingere la comunità oltre il perimetro che ci sembra sicuro, ed è proprio per questo che deve esistere il Pride.”

Tutto è pronto per domani 20 Giugno, di seguito il percoso della parata:

Piazza della Repubblica, Piazza dei Cinquecento, via Cavour, Piazza dell’Esquilino, Piazza Santa Maria Maggiore, Via Merulana ,via Giovanni Lanza, via Cavour, via degli Annibaldi, Colosseo, via Celio Vibenna, Terme di Caracalla.

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