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Egitto e Qatar ristabiliscono le relazioni diplomatiche

AFRICA di
Attraverso lo scambio di note ufficiali, mercoledì 20 gennaio Doha e il Cairo hanno ufficialmente concordato il ristabilimento delle relazioni diplomatiche.
In un comunicato del Ministro degli Esteri qatariota, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, si legge:
The Arab Republic of Egypt and the State of Qatar exchanged, on January 20, 2021, two official memoranda, in virtue of which the two countries agreed to resume diplomatic relations”.
 
Le origini della rottura
 
Lo strappo tra i due Paesi era avvenuto il 4 giugno 2017, nel quadro della cosiddetta “crisi del Golfo”, che ha visto l’Arab quartet composto da Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrein accusare Doha di sostenere e finanziare gruppi terroristici, come Hamas e Hazbollah, e di intrattenere relazioni pericolose con l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. La diretta conseguenza di tali accuse fu l’imposizione di un embargo economico e diplomatico ai danni dell’emirato, nonché l’espulsione dei cittadini qatarioti presenti nei confini dei Paesi dell’Arab quartet. Da parte sua, Doha negò le suddette accuse, dichiarando, in più occasioni, che alla base di tali politiche ostili vi fosse il malcontento per i propri successi economici, e che l’embargo si configurasse come un attacco alla sua sovranità.
La decisione definitiva sullo strappo, in realtà, era avvenuta a seguito di un ultimatum di tredici richieste alle quali Doha avrebbe dovuto allinearsi per mettere fine all’embargo. Tra le istanze presentate dal quartetto, quella di recidere ogni legame con “organizzazioni terroristiche”, chiudere Al Jazeera e le rappresentanze diplomatiche in Iran. Richieste difficilmente accettabili e che, di fatto, minavano l’autonomia della politica estera di Doha, come pure la stabilità delle sue relazioni con Teheran e il suo sostegno ai gruppi della Fratellanza Musulmana, riallineando il Paese al blocco dei vicini sauditi ed emiratini.
Dal giugno 2017, quindi, il Qatar è rimasto in una condizione di isolamento, come risultato della chiusura dei confini aerei, marittimi e terrestri disposta dai Paesi del “Quartetto arabo”.
 
La Dichiarazione di al-Ula
 
Dopo mesi in cui era stato già segnalato un crescente disgelo delle tensioni, il 5 gennaio 2021, i Paesi fautori del blocco hanno deciso di porvi ufficialmente fine e, nella nota Dichiarazione di al-Ula, hanno affermato di voler unire i propri sforzi per far fronte alle minacce comuni, in primis quelle poste dal programma missilistico e nucleare del regime iraniano.
Suddetta dichiarazione, firmata nell’omonima città saudita in occasione del 41° vertice del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC nell’acronimo inglese), è stata intitolata dagli stessi leader che l’hanno conclusa “Accordo di solidarietà e stabilità”, configurandosi, di fatto, come il risultato del processo di mediazione del Kuwait e degli Stati Uniti.
Il Kuwait ha svolto, infatti, un ruolo fondamentale per stabilizzare i rapporti tra i paesi del GCC, tanto durante la prima crisi diplomatica del 2014 — quando Arabia Saudita, EAU e Bahrein ritirarono i loro ambasciatori da Doha a causa del sostegno che quest’ultima aveva manifestato nei confronti della Fratellanza Musulmana in Egitto—, quanto nel successivo embargo del 2017.
 
La nuova fase di distensione 
 
Dopo una graduale riapertura delle vie di comunicazione, sia terrestri sia aeree, tra il Qatar e i Paesi fautori dell’embargo, anche l’Egitto ha recentemente riaperto le proprie porte a Doha, tramite lo scambio reciproco di due memoranda ufficiali.
La riapertura dei canali diplomatici tra Egitto e Qatar, cui farà seguito la nomina degli ambasciatori per le rispettive rappresentanze diplomatiche entro la fine del mese di marzo, è seguita alla riapertura dello spazio aereo egiziano, avvenuta il 12 gennaio scorso, che ha consentito ai voli di collegamento tra le due capitali di riprendere ad operare.

 

 

Giulia Treossi
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