Intervista a Menotti Lippolis

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Il presidente di Confindustria Gabriele Menotti Lippolis, ha rilasciato un’intervista al quotidiano finanziario tedesco “Börsen-Zeitung”, in cui ha espresso la sua preoccupazione per l’Italia riguardante l’opportunità del PNRR. Egli ha infatti paura che l’Italia non sia in grado di investire le risorse a causa dei problemi legati alla burocrazia del paese.


“Temo che l’Italia non saprà sfruttare in pieno l’opportunità unica del PNRR e le enormi risorse finanziarie”. 

Lo ha dichiarato a Börsen-Zeitung, il principale quotidiano finanziario tedesco, il presidente di Confindustria Gabriele Menotti Lippolis, in un articolo nel quale vengono intervistati alcuni tra i protagonisti dell’economia del Sud.
Börsen-Zeitung accende i riflettori sui rischi che l’Italia e il Mezzogiorno non siano in grado di investire le risorse del PNRR anche per i problemi legati alla burocrazia e alla esigenza di drastiche semplificazioni  per le quali secondo l’imprenditore è “fondamentale  una rivoluzione copernicana”.
E anche per queste ragioni per Menotti Lippolis  “le infrastrutture sono la chiave ma la pianificazione richiede una burocrazia efficiente e personale qualificato”.
“Nell’intervista a Börsen-Zeitung ho sottolineato- spiega Menotti Lippolis- come purtroppo temo che l’Italia non riesca a liberarsi dalla giungla della burocrazia, che rischia di farci perdere le opportunità offerte dal PNRR con le enormi risorse finanziarie messe a disposizione del Paese. C’è la sensazione che tra i temi della pandemia e l’elezione del Presidente della Repubblica i partiti al Governo facciano perdere o comunque attenuare la spinta riformatrice del Governo Draghi.
Per il Sud il PNRR è un’occasione irripetibile! Bisogna correre per eliminare o ridurre significativamente diversi gap. Va rafforzata la struttura tecnica degli Enti locali per acquisire maggiore capacità progettuale ed operativa. Vanno semplificate in modo netto, direi radicale, le procedure autorizzative e quelle degli appalti. 

Insomma il fattore-tempo deve essere un imperativo categorico per tutti, non solo per gli imprenditori.”

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