Come è finito il Libyan Political Dialogue Forum: le conclusioni dell’inviata ONU Williams

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Il Libyan Political Dialogue Forum, svoltosi a Tunisi dal 9 al 19 novembre, ha riunito settacinque personalità libiche sotto gli auspici della Missione di Sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL), nell’intento di delineare il futuro assetto politico ed istituzionale del Paese. Contrariamente a quanto auspicato, il LPDF si è concluso senza un accordo sul nuovo esecutivo libico, ma ha portato, parallelamente, alla definizione di una road-map con cui il Paese nordafricano giungerà alle prossime elezioni, la cui data è stata fissata per il 24 dicembre 2021.

Ora abbiamo una chiara road-map per lo svolgimento delle elezioni il 24 dicembre 2021“, ha detto l’inviata ad interim del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Stephanie Williams, anticipando che i partecipanti al dialogo politico si riuniranno nuovamente in videoconferenza entro una settimana, per discutere di alcune questioni controverse ed ancora irrisolte.

Confidando nel fatto che il dialogo politico sia “l’unica soluzione alla crisi libica”, il nuovo incontro sarà finalizzato a limare le divergenze esistenti tra i rappresentanti delle tre regioni della Libia –Tripolitania, Fezzan e Cirnaica –, in modo da raggiungere un accordo sui meccanismi di selezione dei nuovi membri del Consiglio di presidenza, del Governo di unità nazionale e sui nomi delle personalità che assumeranno le cariche più alte nel Paese. L’obiettivo principale del Forum di Tunisi era, infatti, quello di ridisegnare i futuri assetti istituzionali del Paese, stabilendo un meccanismo per l’elezione del nuovo governo, a tre settimane dal raggiungimento dell’accordo per un cessate il fuoco permanente tra le fazioni rivali.

Al momento, tuttavia, essendo fallito il primo tentativo di nominare un governo di unità nazionale, non è possibile individuare chi avrà il compito di guidare la fase di transizione che culminerà con le elezioni presidenziali e legislative.
Secondo quanto affermato dall’inviata speciale dell’Onu Stephanie Williams, il Forum ha comunque raggiunto dei risultati soddisfacenti, ottenendo un’intesa proficua su alcuni fascicoli fondamentali. Infatti, oltre ad aver individuato una data per le elezioni del 2021, stabilendo così una “tabella di marcia verso la democrazia”, e all’accordo raggiunto sulla separazione tra il Consiglio di Presidenza e il Primo ministro, le parti si sono dette concordi sulla necessità di apportare un cambiamento storico nel Paese Nord-africano, ponendo fine al conflitto che da anni non concede tregua alla popolazione libica.

Secondo quanto dichiarato dall’inviata speciale ONU, nel corso dei dialoghi del LPDF è stato evidente che la maggior parte dei 75 delegati, rappresentanti delle circoscrizioni e delle parti politiche libiche, non accetti lo “status quo”, considerando l’attuale situazione in Libia come un’alternativa che non è più possibile sostenere.
In una conferenza stampa tenutasi nella tarda serata di domenica 15 novembre, l’inviata ONU ha invitato la classe politica libica ad aderire al movimento per il cambiamento («حركة التغيير»), sottolineando che non verrà consentita alcuna ostruzione al processo in corso, profilando, inoltre, la possibile l’individuazione di sanzioni internazionali per chi dovesse tentare di opporsi alla formazione del nuovo esecutivo.

Devono attenersi ai desideri dei libici per continuare il dialogo politico”, ha aggiunto Williams, indirizzando il suo discorso all’attuale classe politica libica.

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