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Salvatore Orfino

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IL PARCO ARCHEOLOGICO DEL COLOSSEO presenta VENERE IN MUSICA III edizione 19 – 23 giugno Tempio di Venere e Roma

in COMUNICATI STAMPA/CULTURA/European Affairs/MUSICA by

19 giugno
DIODATO

20 giugno
MORCHEEBA

21 giugno
ROKIA TRAORÉ

22 giugno
GINEVRA DI MARCO | BABELNOVA ORCHESTRA | ORCHESTRA ALMAR’À
“She هي Elle Lei voci di acqua e di terra suoni di mare e di sabbia”

23 giugno
RUSSELL CROWE & THE GENTLEMEN BARBERS

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INGRESSO GRATUITO CON PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
LE PRENOTAZIONI SARANNO ATTIVE DAL 12 GIUGNO
https://parcocolosseo.eventbrite.com

***

E dopo Venere in musica 2024, il Tempio di Venere e Roma ospita
Caro Mecenate con Pino Quartullo e Sergio Rubini (25 giugno)
Paola racconta Anna di e con Paola Minaccioni (26 giugno)
Puccini 100 e dintorni del M° Pasquale Menchise (28 giugno)

 

La musica più elegante, vitale e travolgente da ascoltare rapiti, sotto il cielo stellato, nelle prime serate d’estate, fra le meraviglie del patrimonio archeologico di Roma.

Giunta alla sua III edizione, torna dal 19 al 23 giugno Venere in Musica, la rassegna musicale ideata dal Parco archeologico del Colosseo diretto da Alfonsina Russo, curata da Fabrizio Arcuri che firma la direzione artistica.

Cinque imperdibili appuntamenti a ingresso gratuito in uno scenario unico al mondo: il Tempio di Venere e Roma, il più grande edificio sacro costruito dai romani (e uno dei più grandi dell’antichità), voluto da Adriano, costruito a partire dal 121 d.C. e dedicato alla dea Roma Aeterna e alla dea Venus Felix.

Un programma nel segno della contaminazione sonora in un luogo simbolo dell’incontro fra culture e di quella realtà multietnica che caratterizzava l’Urbe. “Venere in musica promuove sempre più la musica a 360 gradi e si rivolge a pubblici diversi, intercettando artisti e artiste che hanno il concetto di contaminazione nel loro dna” afferma Arcuri.

L’avvio della terza edizione di Venere in Musica costituisce un importante risultato per il Parco archeologico del Colosseo che ha fortemente voluto offrire alla città un palcoscenico di eventi in una cornice storica, architettonica e archeologica unica al mondo” – dichiara Alfonsina Russo, Direttore del Parco archeologico del Colosseo.  “L’ampia partecipazione di pubblico, composto da turisti/visitatori ma soprattutto da cittadini romani, ha sancito nelle scorse estati il successo del format che ha registrato il tutto esaurito in ciascuna delle serate proposte con oltre 5000 presenze. Per l’edizione 2024 l’offerta addirittura si rinnova e articola ulteriormente con una proposta artistica composita e ricercata, arricchita dall’attesa presenza di Russell Crowe e della sua band” – conclude il Direttore.

Il programma di quest’anno miscela sonorità che provengono da ambienti musicali differenti, dallo smooth jazz dei Moorcheba al cantautorato d’autore di Diodato, in una nuova tappa site specific del suo tour; poi le atmosfere maliane di una delle voci più significative della world music, Rokia Traoré, e il progetto che incrocia la Babelnova Orchestra, l’orchestra delle donne arabe e del Mediterraneo Almar’à e un’icona della musica alternativa italiana, Ginevra Di Marco, storica voce dei CSI e dei PGR; fino ad arrivare alla travolgente energia rock-blues del “gladiatore” per eccellenza, Russell Crowe insieme ai suoi The Gentlemen Barbers.

PROGRAMMA

La rassegna si apre mercoledì 19 giugno con il concerto di Diodato, un cantautore intenso e ricercato, tra i più apprezzati del nuovo pop italiano, con sei album all’attivo e una carriera costellata di riconoscimenti, fino al recentissimo David di Donatello, vinto nel 2024 nella categoria Miglior Canzone Originale con La mia terra, presente nella colonna sonora di Palazzina Laf di Michele Riondino. L’artista tarantino inaugura Venere in Musica dopo una serie di date nelle principali città del Brasile e con una serie di sold out già registrati per il suo prossimo tour autunnale nei teatri. A Roma presenterà i brani del suo nuovo album Ho acceso un fuoco in cui reinterpreta in una nuova chiave, più vicina alla dimensione del live, alcuni brani fondamentali del suo repertorio.

Ripercorreranno il proprio universo musicale e i quasi trent’anni di carriera anche i Morcheeba, la band londinese che ha plasmato il trip-hop e che il 20 giugno a Venere in Musica si esibirà live con i brani dell’ultimo album, il decimo della sua discografia, Blackest Blue, un’elegante raccolta che mette in evidenza tutte le peculiarità: il mix di downbeat, nu-soul, electro-pop e smooth jazz, le atmosfere chill e un approccio alla scrittura sempre positivo e rilassato.

La sera seguente, 21 giugno, sul palco allestito davanti al Tempio di Venere e Roma che guarda il Colosseo, salirà una delle più affascinanti esponenti della world music, la cantante e chitarrista maliana Rokia Traoré. Compositrice, polistrumentista, artista a tutto tondo con interessi e collaborazioni interdisciplinari – dalla letteratura al teatro, passando per il cinema e l’impegno nella formazione di giovani musicisti africani attraverso la propria fondazione – Rokia Traorè è un’icona della musica africana che mescola continuamente le radici tradizionali alle sonorità jazz, pop e rock di matrice europea e statunitense. Il suo live è incentrato sulla canzone Djamako – Allégresse, vero cuore di un viaggio nel suo repertorio, fra composizioni inedite e reinterpretazioni di classici e standard. Un concerto intimo con una formazione essenziale, un’esperienza fondata sull’idea di limite come punto di incontro fra culture diverse che si incontrano e si amalgamo nel reciproco rispetto.

Il 22 giugno appuntamento con un progetto che tiene insieme due formazioni centrali nel panorama della world music e una voce storica della scena alternativa e indie italiana: Ginevra Di Marco, fra le più raffinate interpreti del panorama musicale italiano, già voce dei CSI prima e dei PGR dopo, l’ensemble tutto al femminile Almar’à, l’Orchestra di donne arabe e del Mediterraneo, la BabelNova Orchestra, nata dall’esperienza dell’Orchestra di Piazza Vittorio e che ha appena pubblicato il debut album Magma.
Tutte e tutti uniti per “She هي Elle Lei. Voci di acqua e di terra suoni di mare e di sabbia”, un concerto dedicato a un universo femminile che evoca, con brani e canzoni più o meno note, storie e racconti di deserti, genti di terre vicine e lontane, danze, speranze, nascite, addii e nuovi inizi. Un tripudio di suoni, melodie e ritmi per una grande festa in musica.

Venere in Musica si chiude domenica 23 giugno con il live di una star mondiale del cinema che il pubblico italiano ha conosciuto di recente nella versione di artista musicale, Russell Crowe, band leader della formazione The Gentlemen Barbers. Dopo il successo al Festival di Sanremo 2024, dove è stato ospite nella terza serata, Russell Crowe torna infatti in Italia per una serie di concerti in luoghi di particolare bellezza, fra cui il Tempio di Venere e Roma. “Ho sempre avuto un’attrazione nei confronti dell’Italia. È affascinante pensare che questo Paese abbia dato al Mondo un grandissimo contributo, in termini di cultura e dal punto di vista sociale” afferma Crowe che sulla natura di uno straordinario live rock-blues aggiunge: “Rivisitiamo numerosi successi della storia della musica ridando vita a brani iconici, attraverso nuovi arrangiamenti, per regalare al pubblico un’esperienza davvero straordinaria”.

***

 

Dopo la terza edizione di Venere in Musica la programmazione del Parco archeologico del Colosseo prosegue subito con altri due preziosi appuntamenti. Il 25 giugno andrà in scena Caro Mecenate, un reading-concerto sotto forma di dialogo fra Sergio Rubini e Pino Quartullo, rispettivamente nei panni di due personaggi che hanno segnato la scena culturale dell’età di Augusto: il poeta Quinto Orazio Flacco e il diplomatico più vicino al Princeps, il potentissimo Gaio Clinio Mecenate.

 

Il 26 giugno l’attrice, scrittrice e stand up comedian Paola Minaccioni presenta Paola racconta Anna, un viaggio, su musiche eseguite dal vivo, nella vita di Anna Magnani attraverso i suoi racconti personali e i suoi film ma anche attraverso le parole di Pierpaolo Pasolini, Giuseppe Gioachino Belli, Mauro Marè, Sara Kane, Achille Campanile, Rodrigo Garcia e Gabriella Ferri. Il 28 giugno, infine, il Maestro Pasquale Menchise porterà in scena Puccini 100 e dintorni, omaggio a Giacomo Puccini nel centenario della morte del compositore lucchese.

INFO E PRENOTAZIONI

Il pubblico potrà entrare gratuitamente nell’area del Tempio di Venere e Roma, dalla piazza del Colosseo, a partire dalle ore 20:00. Gli spettacoli avranno inizio alle ore 21:00 e termineranno alle ore 23:00.
La prenotazione è obbligatoria fino ad esaurimento posti a partire dal 12 giugno, su eventbrite.it

Link prenotazione: https://parcocolosseo.eventbrite.com

PArCo – Ufficio per le relazioni con la Stampa                                             
Federica Rinaldi | Astrid D’Eredità
+ 39 0669984443
pa-colosseo.ufficiostampa@cultura.gov.it

PArCo – Servizio Valorizzazione, Mostre ed Eventi
Daniele Fortuna
www.colosseo.it

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Lou Duca e Greta Grillo – Inaugurazione mostra “Panta Rei” presso Saraceno Art Gallery

in ARTE/CULTURA/European Affairs/PHOTOGALLERY by

L’inaugurazione della mostra “Panta Rei” con la partecipazione degli artisti Lou Duca e Greta Grillo si è tenuta giovedì 9 maggio presso la Saraceno Art Gallery, situata in via di Monserrato 40 a Roma.
Lou Duca e Greta Grillo, pur operanti in ambiti artistici distinti come la scultura e la pittura, sono d’accordo nel riconoscere la bellezza intrinseca nella transitorietà e nella mutevolezza della vita. Il titolo della mostra rappresenta il concetto che tutto nell’universo è in costante cambiamento e trasformazione e sottolinea la natura fluida e impermanente della realtà, suggerendo che nulla rimane immutato nel corso del tempo. Fondendo la fluidità espressiva della scultura con la ricchezza materica della pittura, le barriere tra le loro discipline si dissolvono, consentendo alle loro opere di dialogare in modo armonioso e sinergico. Il tratto artistico, sia incisivo che spontaneo, cattura vividamente l’incontro delle loro diverse espressioni creative. La mostra alla Saraceno Art Gallery è concepita come un insieme artistico contemporaneo. L’esposizione mette alla prova lo spettatore con la sua natura insolita, mostrando al contempo una coerenza stilistica fondamentale e delineando una visione artistica integrata.

Lou Duca:
Nato a Milazzo, in Sicilia, con un profondo interesse per le arti applicate, Lou Duca ottiene la maturità in oreficeria presso l’Istituto d’Arte della sua città natale. In seguito, si trasferisce a Roma, dove si laurea in pittura presso l’Accademia di Belle Arti.
Nella capitale, Lou Duca ha iniziato a operare nel campo scenografico, contribuendo con la sua arte alla realizzazione di allestimenti per rinomati teatri di opera in tutto il mondo arricchendo il suo bagaglio tecnico, fondamentale per lo sviluppo della sua visione artistica nel corso degli anni. Grazie al suo sfondo multidisciplinare, ha esplorato una vasta gamma di tecniche artistiche, quali la scultura, il décollage e le installazioni video, mantenendo sempre vivo il legame con i testi, le opere d’arte e le architetture classiche.
La ricerca artistica di Duca si concentra sull’idea che la vita possa oltrepassare i confini soggettivi e andare oltre le limitazioni convenzionali. Attraverso l’uso di materiali resilienti che interagiscono direttamente con l’ambiente circostante, Duca crea opere che combinano riflessioni personali con un omaggio alla tradizione artistica. Le sue creazioni trasportano lo spettatore in un mondo alternativo, dove il persistente senso di instabilità e movimento si manifesta in immagini che catturano l’eterna bellezza e il dramma umano.
Lou Duca, in questa esposizione, trae ispirazione dall’idea del sublime del mondo classico. Utilizzando calchi delle statue romane, crea fedeli riproduzioni in cera, le quali, esposte al calore, perdono parte della loro perfezione, mettendo in luce la transitorietà inevitabile alla quale nessuno può sfuggire.

Greta Grillo:
appassionata d’arte fin da giovane, ha completato i suoi studi al Liceo Artistico Niccolò Barabino di Genova. Ha poi proseguito la sua formazione all’Accademia Ligustica di Belle Arti, dove si è specializzata nell’Arte Contemporanea, influenzando in modo unico e innovativo la sua visione artistica.
Inizialmente orientata verso la pittura informale, Greta Grillo ha presto abbracciato un approccio astratto e antillusionista, influenzata dalla collaborazione con Enzo Cacciola. Questo ha portato alla sua adesione alla Pittura Analitica come parte fondamentale della sua identità artistica.
Greta Grillo rivolge particolare attenzione alla materia cromatica, considerandola l’elemento centrale del suo processo artistico. Questo concetto è stato presentato per la prima volta nel 2012 al Palazzo Ducale di Genova, segnando l’inizio di numerose mostre personali e collettive. Ha costantemente evoluto la sua pratica artistica, collaborando con altri artisti e esponendo accanto a figure storiche della Pittura Analitica. Attualmente vive a Roma, dove lavora nel mondo dello Spettacolo come pittrice di scena per il Cinema, parallelamente alla sua attività artistica nel suo storico studio di Rocca Grimalda (AL).
Con la mostra “Panta Rei” Greta Grillo ci introduce al mondo della pittura astratta, dove la pittura stessa diviene protagonista del suo processo evolutivo. L’artista agisce come facilitatore del processo che porta alla creazione dell’opera, versando vernice industriale su tele plastificate, precedentemente sottoposte a tensione. Nel corso del tempo, questa vernice industriale dà vita a forme mutevoli, fino a raggiungere una forma definitiva al termine del processo di essiccazione.

Grande affluenza per il 44° Festival Internazionale dell’Aquilone “Artevento”

in ARTE/CULTURA/European Affairs/INIZIATIVE ED EVENTI/PHOTOGALLERY by

In questi giorni si sta svolgendo il Festival Internazionale dell’Aquilone “Artevento”, un evento che sta attraendo appassionati di tutte le età da ogni angolo del globo. Questo festival, considerato il più longevo al mondo nel suo genere, trasforma la spiaggia di Cervia in un palcoscenico vibrante per la magia e la creatività dell’arte eolica. Ho avuto il piacere di partecipare al festival dal 26 al 28 aprile, immergendomi completamente nell’atmosfera di questo straordinario evento. Gli splendidi aquiloni, vere e proprie opere d’arte, hanno trasformato il cielo in un dipinto vivente di colori mozzafiato. La spiaggia di Pinarella è stata attraversata da una folla entusiasta, con gli sguardi puntati verso l’alto per ammirare gli spettacoli dei maestri del volo. Coloro che hanno deciso di prolungare la loro permanenza fino alla sera del 27 aprile hanno avuto l’opportunità di partecipare alla “Notte dei Miracoli”, un evento straordinario dedicato a Marco Polo, tra draghi e lanterne.

Ho chiesto a Caterina Cappelli, direttrice artistica di Artevento, le origini di questo affascinante festival.

Il Festival Artevento ha visto la luce alla fine degli anni ’70, grazie all’ispirazione di Claudio Cappelli, un artista dotato di una sensibilità straordinaria. Fin da bambino, Cappelli costruiva aquiloni usando la croce di canne, acqua farina e carta, spesso utilizzando l’involucro di uova di Pasqua. La sua passione per gli aquiloni si è evoluta dopo un viaggio a New York all’età di trenta anni, dove aveva osservato degli adulti che manovravano un aquilone, scoprendo successivamente che si trattava di una replica di antichi aquiloni storici, in particolare quelli di Lawrence Hargrave, noto per i suoi esperimenti con aquiloni per il sollevamento umano. Questo incontro ha stimolato la sua immaginazione e ha suscitato in lui l’idea di organizzare un raduno per adulti appassionati di aquiloni.

Fin dall’inizio, l’evento si è caratterizzato per l’obiettivo di radunare persone provenienti da tutto il mondo, diventando un punto di incontro tra culture diverse. Artevento è rapidamente diventato un evento internazionale, tanto che già dalla sua seconda edizione è stato definito un “pellegrinaggio”. Partendo da una prospettiva artistica, il festival ha favorito l’interazione tra individui provenienti da ogni angolo del pianeta.

Questa caratteristica rende Artevento un evento assolutamente unico nel suo genere fino ad oggi. L’aquilone, originariamente nato in Cina e diffusosi successivamente in Giappone e in Corea, rappresenta un elemento di connessione tra culture e tradizioni diverse. È interessante notare che artisti orientali considerino oggi Artevento di Cervia un appuntamento imperdibile, nonostante nell’Oriente esistano grandi festival che celebrano la tradizione locale.

A livello di incontri internazionali, il Festival Artevento si distingue come un evento unico, spesso imitato in tutto il mondo per la sua capacità di promuovere la comprensione e la collaborazione tra culture diverse.

Artevento è più di un semplice festival: rappresenta l’espressione della creatività degli artisti partecipanti. Oltre a offrire mostre e workshop, questo evento è un vero e proprio laboratorio internazionale, un punto di incontro e di partenza per collaborazioni tra artisti provenienti da ogni angolo del mondo. È qui che nascono le idee, che poi prendono forma attraverso progetti che alimentano nuove esperienze, che sia attraverso mostre in gallerie o la visione di film che affrontano tematiche specifiche. Artevento è un crocevia di ispirazione e innovazione, dove l’arte si mescola con la cultura e la creatività con la collaborazione internazionale.

Un festival che ha visto la sua nascita negli anni ’70, in contemporanea con altri eventi simili in Inghilterra, Francia e Olanda, ma che, a differenza di molti di questi, è riuscito a resistere fino ad oggi, anche superando qualsiasi ostacolo. Ad esempio, durante la pandemia, il Festival ha adattato l’evento spostandolo dalla primavera ad ottobre, modificando la location e riducendo la partecipazione da 50 paesi a soli 7. La determinazione e la resilienza hanno permesso di superare con successo un imprevisto come il Covid-19.

Caterina Cappelli descrive il Festival come un luogo dell’anima, dove vengono accolti anche musicisti e band di vario genere desiderosi di esibirsi davanti a una grande folla che si raduna sulla spiaggia di Pinarella di Cervia.

L’organizzazione di questo evento è estremamente complessa poiché coinvolge contatti internazionali, con la necessità di gestire anche le tensioni geopolitiche del momento. È da notare che a Cervia, nelle edizioni precedenti, hanno partecipato insieme sia israeliani che palestinesi, così come russi e ucraini.

L’aquilone non è solo un semplice giocattolo, ma una forma d’arte riconosciuta anche dal Ministero della Cultura, che ha identificato in questo festival un importante baluardo per la salvaguardia delle culture legate agli aquiloni in tutto il mondo. In questo contesto, l’impegno di Caterina Cappelli è rivolto alla promozione, alla protezione e alla diffusione di quest’arte, attraverso laboratori didattici e, sperabilmente, con la creazione di un museo dell’aquilone. Questo museo consentirebbe di esporre e rendere accessibili le opere realizzate da numerosi artisti in tutto il mondo, permettendo così di preservarne il valore culturale e artistico.

Riflettendo sul significato e sul simbolismo dell’aquilone, ci si trova inevitabilmente a considerare concetti fondamentali come la libertà di espressione. Questo modesto oggetto, composto da semplici strisce di stoffa e un telaio leggero, ha il potere di sollevare la mente e lo spirito verso orizzonti sconosciuti. Mentre danza nell’aria, l’aquilone diventa un emblema di speranza, di sogni e di opportunità illimitate. Tuttavia, nonostante la sua innocua natura, è stato uno dei primi oggetti vietati in paesi governati da regimi dittatoriali.

Dal punto di vista organizzativo, il festival rappresenta un evento che coinvolge un gran numero di persone. Nell’edizione precedente, sono state registrate circa 600.000 presenze, con una copertura mediatica internazionale che ha generato oltre 2000 articoli di stampa. Anche quest’anno, si è registrato un grande afflusso di turisti e un forte interesse da parte dei media.

Naturalmente, non mancano le sfide, poiché trovare sponsor non è un compito facile. Tuttavia, Artevento continua ad essere un evento a ingresso libero, accessibile a tutti gli appassionati di arte e cultura.


Al via il Festival Internazionale dell’Aquilone di Cervia: un’esperienza ineguagliabile per gli amanti del vento

in ARTE/COMUNICATI STAMPA/CULTURA/European Affairs/INIZIATIVE ED EVENTI by

Nel pittoresco scenario costiero di Cervia, dal venti aprile al primo maggio 2024, si svolgerà il Festival Internazionale dell’Aquilone “Artevento”, un evento affascinante che attrae appassionati di tutte le età da ogni angolo del globo. Questo festival, considerato il più longevo al mondo nel suo genere, trasforma la spiaggia di Cervia in un palcoscenico vibrante per la magia e la creatività dell’arte eolica.

Per gli aquilonisti di tutto il mondo, questo evento è un vero e proprio pellegrinaggio, un’opportunità unica per esplorare la “patria dell’arte eolica” e per condividere la loro passione. Ogni anno, migliaia di partecipanti convergono su questa pittoresca città costiera per prendere parte a una celebrazione straordinaria della wind art e della cultura del volo degli aquiloni.

Il Festival Internazionale dell’Aquilone di Cervia non è solo un’occasione per vedere volare aquiloni, ma è anche un vero e proprio osservatorio internazionale sulla wind art. Gli artisti provenienti da tutto il mondo si riuniscono per mostrare le loro creazioni più spettacolari, trasformando il cielo in un caleidoscopio di colori e forme.

Sotto la guida di Caterina Capelli in qualità di Art Director, l’edizione di quest’anno sarà un’edizione record mai vista prima dedicata alla Regione Emilia-Romagna, per celebrarne la rinascita dopo la catastrofica alluvione della scorsa primavera attraverso la scelta di un simbolo evocativo – quale il fenicottero rosa, emblema di rigenerazione – di testimonial d’eccezione – con l’Antoniano Bologna e il coro dei bambini dello Zecchino d’Oro scelti come ambasciatori di Pace – e di numerosi anniversari, mostre e spettacoli in linea con il suo progetto e i suoi riferimenti valoriali.

Ogni anno, durante Artevento, gli artisti sono invitati a creare aquiloni che spaziano dalle forme più tradizionali a quelle più innovative e sperimentali. Queste opere d’arte possono essere realizzate con una vasta gamma di materiali e tecniche, permettendo agli artisti di esplorare nuove frontiere nell’ambito della wind art.

Dal 20 aprile, sono attese ben 50 delegazioni provenienti dai 5 continenti e oltre 250 artisti accomunati dall’obiettivo di celebrare non solo la sostenibilità e la libertà, ma anche la fratellanza e la pace fra i popoli attraverso la più originale contaminazione fra arti visive e performative.

Il programma di quest’anno prevede 12 giorni di eventi e spettacoli mozzafiato adatti a tutte le età che trasformeranno Cervia nella Capitale Mondiale dell’Aquilone, ma soprattutto tante novità e collaborazioni speciali, prima fra tutte la media partnership con RaiNews, Rai Pubblica Utilità e TGR.
Per l’occasione, ARTEVENTO consegna per la prima volta il Premio Speciale per Meriti di Volo a ben 2 realtà, quali Rondine Cittadella della Pace – organizzazione che si impegna per la riduzione dei conflitti armati nel mondo e la diffusione di un proprio metodo per la trasformazione creativa del conflitto in ogni contesto – e Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia. Il premio a Rondine sarà consegnato dal designer Marcantonio e verrà ritirato da una delegazione dei 30 giovani di 25 nazionalità diverse provenienti da Medio Oriente, Balcani, Africa, Caucaso e America Latina, attualmente ospiti di Rondine Cittadella della Pace. Inoltre ci sarà la presenza esclusiva di “Un Prato di Libri”, il Festival della Lettura per bambini e ragazzi.

ARTEVENTO CERVIA, a ingresso gratuito, ha in serbo uno spettacolo visivo sbalorditivo con tante novità e attività adatte ad un pubblico eterogeneo e spettatori di ogni età e abilità, dando vita ad un’esperienza partecipativa in un clima immersivo e multiculturale.
Ogni giorno, dalle 10 del mattino fino al calar del vento, si succederanno decine di proposte per tutti i gusti, con spazi dedicati alla musica dal vivo, alla danza etnica, al teatro di figura e al circo contemporaneo.

Per chiunque cerchi un’esperienza indimenticabile immersa nella bellezza e nella magia del volo, questo festival è un appuntamento imperdibile.

“MASTERPIECE: Sulle tracce della meraviglia” – La nuova Docu-serie di Raffaele Quattrone

in CINEMA e TV/COMUNICATI STAMPA/CULTURA/European Affairs by

Da domenica 7 aprile 2024, gli appassionati di documentari italiani avranno un nuovo appuntamento imperdibile con la serie “MASTERPIECE: Sulle tracce della meraviglia”. Ideata e diretta da Raffaele Quattrone, questa docu-serie promette di trasportare gli spettatori in un viaggio emozionante attraverso le opere più straordinarie dell’arte contemporanea internazionale.

Trasmessa su “Documentando, Archivio del documentario italiano”, ogni domenica alle 11, “MASTERPIECE” si propone di esplorare il mondo dell’arte con il coinvolgimento di numerosi importanti artisti provenienti da tutto il mondo quali Shirin Neshat, Imran Qureshi, Bertozzi & Casoni, Michelangelo Pistoletto, Vanessa Beecroft, Jeff Koons, Alberto Di Fabio, Mona Hatoum, Marinella Senatore e Anri Sala, scavando nelle loro storie, nei loro segreti e nel loro impatto sulla cultura e sulla società.

Il Creatore dietro le Quinte

Raffaele Quattrone, è un sociologo e curatore d’arte. Si divide tra Roma e Bologna e porta la sua visione unica e la sua passione per l’arte in questa serie, che rappresenta un viaggio alla scoperta dell’arte contemporanea internazionale e un omaggio alle meraviglie artistiche.

Un Viaggio Emozionante

“MASTERPIECE: Sulle tracce della meraviglia” trasporterà gli spettatori attraverso un percorso visivo che mescola linguaggio cinematografico, televisivo e documentaristico. La Docu-serie è composta da un primo episodio introduttivo – che anticipa le avventure dei protagonisti visibili nelle puntate successive, quali Stefano Paiano, Giulia Santullo, Arianna Sarghini e Carola Tangari – per un totale di 6 episodi.

L’anteprima delle puntate si svolge presso l’Hotel de la Ville, iconico palazzo settecentesco che svetta in cima a Trinità dei Monti, nel primo episodio i protagonisti raggiungono Rhinoceros, il Palazzo delle arti ideato da Alda Fendi e progettato da Jean Nouvel, con una vista spettacolare sul Palatino e sull’Arco di Giano restituito da Fendi alla città con l’illuminazione del premio Oscar Vittorio Storaro. Dal secondo episodio in poi il cast raggiunge la Real Academia de España, un iconico polo culturale posto sul Gianicolo con una vista mozzafiato sulla capitale, un luogo che da 150 anni è ancora oggi contemporaneo e continua ad ospitare operatori culturali internazionali, organizzando mostre, convegni e concerti con entrata gratuita. Un originale mix tra passato, presente e futuro.

Un Invito alla Meraviglia

“MASTERPIECE: Sulle tracce della meraviglia” rappresenta un’opportunità per gli spettatori di immergersi nell’arte contemporanea internazionale e di riscoprire il potere trasformativo dell’arte. Con la guida di Raffaele Quattrone, questa docu-serie promette di ispirare, educare e incantare il pubblico, invitandolo a contemplare la bellezza e la meraviglia che sono alla base dell’esperienza umana.
Non perdete l’appuntamento con “MASTERPIECE: Sulle tracce della meraviglia”, in onda ogni domenica alle 11 su “Documentando, Archivio del documentario italiano”.
Potrete accedere alla visione andando sul sito www.documentando.org oppure direttamente dall’app tramite smartphone e tablet.

Inaugurata la Mostra “TRIALOGO” alla Basile Contemporary a Roma

in ARTE/CULTURA/European Affairs/PHOTOGALLERY by

Il 23 marzo 2024 si è svolta l’inaugurazione della mostra collettiva “TRIALOGO” presso la Basile Contemporary in via di Parione 10 nel cuore di Roma. Questa esposizione d’eccezione mette in mostra le opere di tre esponenti dell’arte contemporanea italiana: Matteo Basilé, Danilo Bucchi e Paolo Grassino, offrendo al pubblico un’esperienza artistica straordinaria e multiforme.

Un “TRIALOGO” di espressione artistica.

La mostra prende vita attraverso il “TRIALOGO” tra le opere dei tre artisti di spicco, Matteo Basilé, Danilo Bucchi e Paolo Grassino. Questo dialogo visivo offre al pubblico uno sguardo approfondito nelle visioni e nelle tecniche di tre artisti contemporanei, ognuno con il proprio stile distintivo e la propria narrazione artistica.

Trialogo nasce con l’intento di unire in uno spazio espositivo comune tre artisti con stili artistici differenti, dove ciascun artista occupa uno spazio unico, mantenendo al contempo un dialogo intenso e dinamico con gli altri. Gli anni Novanta hanno rappresentato un periodo di radicale trasformazione nell’arte contemporanea italiana, con l’emergere di talenti che hanno ridefinito i canoni figurativi dell’epoca. Tra questi Matteo Basilé, Danilo Bucchi e Paolo Grassino. In un decennio in cui i movimenti d’avanguardia si placavano e la tecnologia digitale cominciava a prendere piede, questi artisti hanno sviluppato i loro stili distintivi, contribuendo a plasmare il panorama artistico italiano contemporaneo.

Durante gli anni Novanta, il contesto artistico italiano era caratterizzato da una pluralità di influenze e da una fervida ricerca di nuove modalità espressive. Matteo Basilé, Danilo Bucchi e Paolo Grassino sono emersi in questo contesto, ciascuno portando con sé le proprie influenze e sensibilità artistiche. Nonostante le radici comuni nel fermento creativo di quegli anni, ognuno di loro ha intrapreso un percorso unico, sviluppando uno stile personale che ha continuato a evolversi nel corso degli anni.

L’inaugurazione della mostra “TRIALOGO” presso la Basile Contemporary è stata un’esperienza immersiva e coinvolgente. Gli ospiti sono stati accolti da un’atmosfera vibrante, permeata dalla creatività e dall’innovazione, mentre esploravano le opere esposte e si lasciavano trasportare dalle diverse prospettive offerte dai tre artisti.

La mostra rappresenta un tributo alla ricchezza e alla diversità dell’espressione artistica nel panorama culturale del paese. Con “TRIALOGO”, Matteo Basilé, Danilo Bucchi e Paolo Grassino offrono al pubblico un’opportunità unica di immergersi nell’universo dell’arte contemporanea italiana e di cogliere la bellezza e la complessità delle loro visioni artistiche.

Il Concerto di Primavera all’Auditorium Parco della Musica: “The Best Of Disney Music”

in CULTURA/European Affairs/MUSICA/PHOTOGALLERY by

L’atmosfera magica e incantata del mondo Disney ha preso vita il 21 marzo 2024 all’Auditorium Parco della Musica di Roma durante il tanto atteso Concerto di Primavera. Un evento straordinario che ha visto protagonista l’orchestra composta da ben 92 elementi, sotto la direzione del maestro Gerardo Di Lella, nell’esecuzione di un repertorio indimenticabile intitolato “The Best Of Disney Music”.

L’emozione ha pervaso il pubblico sin dalle prime note, mentre l’orchestra ha trasportato gli spettatori in un viaggio incantato attraverso le colonne sonore dei più amati film Disney di tutti i tempi. Dai classici intramontabili come “La Bella e la Bestia”, “Biancaneve e i Sette Nani” e “Cenerentola”, fino alle moderne meraviglie come “Frozen” e “Rapunzel”, ogni brano ha risvegliato ricordi e emozioni nei cuori degli spettatori di tutte le età.

La serata è stata un’occasione unica per rivivere le avventure di personaggi iconici come Simba de “Il Re Leone”, i coraggiosi cuccioli di “La Carica dei 101” e l’indimenticabile Ariel de “La Sirenetta”. La musica ha svolto il suo incantesimo anche attraverso le storie di eroi e principesse intramontabili come Mulan, Pocahontas e Aladdin, fino ad arrivare alle straordinarie gesta di Hercules e al magico mondo di Pinocchio e il Gobbo di Notre-Dame.

L’interpretazione dell’orchestra, guidata dalla maestria di Gerardo Di Lella, ha reso omaggio alla magia e all’immaginazione dei film Disney, catturando l’essenza di ogni brano con maestria e passione. Le note familiari hanno suscitato sorrisi e applausi scroscianti da parte del pubblico entusiasta, il quale ha dimostrato il proprio affetto per queste melodie senza tempo.
Il Concerto di Primavera al Parco della Musica è stato molto più di un semplice evento musicale; è stata un’esperienza che ha riunito le famiglie, gli amici e gli amanti della musica e della magia Disney in un momento di gioia e condivisione. Grazie alla straordinaria performance dell’orchestra di Gerardo Di Lella, i sogni dei presenti si sono fusi con le note e i ricordi dei film Disney, creando un’atmosfera indimenticabile di magia e incanto.

In conclusione, il Concerto di Primavera “The Best Of Disney Music” all’Auditorium Parco della Musica di Roma ha dimostrato ancora una volta il potere universale della musica Disney nel portare felicità, emozione e meraviglia nelle vite di tutti coloro che vi partecipano.

Dolcenera inaugura il suo tour “Anima Mundi Piano Recital Teatrale” all’Auditorium Parco della Musica

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L’ 8 marzo 2024, l’Auditorium Parco della Musica a Roma è stato il palcoscenico che ha dato il via al concerto inaugurale del tour “Anima Mundi Piano Recital Teatrale” di Dolcenera. Con la sua presenza magnetica e la maestria musicale, Dolcenera ha incantato il pubblico con un’esperienza indimenticabile che ha attraversato le emozioni e le profondità dell’anima umana.

L’evento ha segnato l’inizio di un viaggio musicale che porta gli spettatori attraverso un percorso emotivo intenso, guidato dalla voce e dal pianoforte di Dolcenera. Il concerto è stato un’opportunità unica per il pubblico di immergersi nelle melodie avvincenti e nelle parole toccanti dell’artista, esplorando le sfumature della vita e della spiritualità attraverso la musica.
Il tour “Anima Mundi” rappresenta un nuovo capitolo nell’evoluzione artistica di Dolcenera, un’opportunità per lei di condividere la sua visione e la sua profonda connessione con il mondo attraverso la potenza della musica. Con il pianoforte come compagno e il palcoscenico come tela, Dolcenera ha trasformato l’Auditorium Parco della Musica in un santuario di espressione artistica e di introspezione emotiva.

La cantante salentina ha presentato il suo ultimo album “Anima Mundi” che rappresenta il suo settimo disco in studio. Dolcenera ha dimostrato la sua versatilità e la sua abilità nel comunicare con il pubblico attraverso la musica. Ogni nota suonata e ogni parola cantata ha raccontato una storia, evocando passioni, speranze, e sogni con una sincerità commovente.
Ma il concerto non è stato solo un’esperienza musicale; è stato anche uno spettacolo teatrale coinvolgente che ha trasportato il pubblico in un viaggio attraverso l’animo umano. Con un’illuminazione spot suggestiva, Dolcenera ha creato un ambiente intimo e coinvolgente in cui gli spettatori si sono sentiti completamente immersi nel mondo della sua musica e della sua arte.
L’artista ha condiviso con il pubblico i suoi pensieri sull’essenza della natura umana e su tematiche di impatto sociale e culturale. Terra, acqua, fuoco, aria e l’etere aristotelico, vengono associati a una serie di canzoni in scaletta, questo coinvolgimento con il pubblico ha reso il concerto ancora più speciale, creando un’atmosfera di condivisione e di connessione che ha reso il momento indimenticabile per tutti i presenti.

In conclusione, il concerto dell’8 marzo 2024 all’Auditorium Parco della Musica ha segnato l’inizio di un viaggio straordinario attraverso l’Anima Mundi di Dolcenera. Con la sua musica, la sua passione e la sua autenticità, Dolcenera continua a toccare i cuori e le anime del pubblico, trasformando ogni concerto in un’esperienza unica e indimenticabile.

Daniele Silvestri e il suo Resident Show: “Il Cantastorie Recidivo” – Roma, Auditorium Parco della Musica – concerto del 20/01/2023

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Il 18 gennaio è stato un giorno speciale per i fan di Daniele Silvestri, uno dei cantautori più amati e iconici della scena musicale italiana. Iniziava infatti una serie epica di 30 concerti all’Auditorium Parco della Musica di Roma, un evento straordinario che segna il trentesimo anniversario della carriera di Silvestri. Questa nuova avventura, intitolata “Il Cantastorie Recidivo”, è un omaggio sentito ai suoi tre decenni di successi musicali, e si svolgerà proprio nella città che lo ha visto crescere artisticamente.

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Sergio Mario Illuminato: L’Espressione Artistica nell’ ex Carcere Pontificio di Velletri – 11/11/2023

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Il mondo dell’arte spesso trova la sua espressione più significativa nei luoghi più inaspettati. Nell’ex Carcere Pontificio di Velletri, Sergio Mario Illuminato ha trasformato mura grigie in opere che raccontano storie, emozioni e speranza.
La mostra, intitolata “Iosonovulnerabile”, in un contesto espositivo inusuale offre al visitatore una esperienza immersiva, dove poter ammirare le opere dell’artista e il suo lavoro innovativo.
Le opere di Illuminato non sono inserite in questo particolare contesto ma ne sono parte integrante, respirano la stessa aria, si modificano con il passare del tempo. L’artista ha utilizzato particolari pigmenti organici che si ossidano con il tempo nell’ambiente dove sono stati inseriti, Illuminato le chiama Organismi Artistici Comunicanti

Il Contesto

Situato nelle immediate vicinanze di Roma, l’ex Carcere Pontificio di Velletri era noto principalmente per essere un luogo di reclusione e privazione della libertà. Con i suoi mattoni antichi e i corridoi intricati, offre lo sfondo perfetto per le creazioni di Illuminato. La mostra è un viaggio attraverso le fasi della sua evoluzione artistica, con opere che spaziano dalla pittura alla scultura e all’installazione. Ogni sala del carcere diventa un capitolo della sua storia creativa, mentre i visitatori si immergono nella profondità delle sue idee. All’interno della struttura il silenzio viene rotto da una cassa acustica che diffonde dei suoni sinistri. Le pareti raccontano attraverso le scritte lasciate nelle celle la testimonianza del passaggio di tanta umanità sofferente. Per terra cumuli di documenti, faldoni ormai non più utili ma che raccontano della vita e anche della morte di persone che sono state recluse all’interno di queste mura.

L’Arte come Mezzo di Espressione

Illuminato, noto per la sua abilità nel fondere l’antico e il moderno, ha intrapreso un progetto innovativo all’interno del carcere, utilizzando la pittura come mezzo per comunicare, ispirare e trasformare. Le sue opere non sono soltanto manifestazioni artistiche, ma rappresentano un ponte verso la comprensione, la riflessione e la speranza. L’artista ha visto oltre le mura grigie e ha immaginato un’opportunità per trasformare questo ambiente in uno spazio di espressione e riflessione attraverso l’arte.
In conclusione, la mostra di Sergio Mario Illuminato all’ex Carcere Pontificio di Velletri rappresenta un esempio tangibile di come la creatività possa superare le barriere fisiche e mentali, trasformando un luogo carico di storia oscura in uno spazio di rinascita e ispirazione.

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Salvatore Orfino
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