Anohni – “Wilderness” torna in concerto in Italia

29 novembre 2026, Roma
Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone
Sala Santa Cecilia
Ufficio Stampa International Music And Arts

ANOHNI è un’artista che rifiuta di distogliere lo sguardo dai lati più complicati dell’esistenza umana riuscendo a trasformarli in materia sonora di rara intensità. Il concerto rappresenta un’esperienza di dialogo con il pubblico in cui ridisegnare i confini tra pop d’autore, sperimentazione e impegno civile e che troverà l’ideale cornice all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, a Roma per l’unico live italiano.

ANOHNI, dopo il tour europeo nell’aprile 2026, in cui ha ottenuto elogi per le celebri esibizioni alla Sydney Opera House e al Glastonbury Festival (MOJO ha definito il concerto come «una delle performance più straordinarie che Worthy Farm abbia mai visto»)– , torna in Italia per un’esibizione intima insieme al pianista Gaël Rakotondrabe, al percussionista Chris Vatalaro e al chitarrista Leo Abrahams.

Un concerto tra musica e immagini con videoproiezioni realizzate dalla stessa ANOHNI.

BIOGRAFIA

Nata nel Regno Unito e cresciuta tra Amsterdam e la California, ANOHNI approda a New York ancora giovanissima. È qui che, nel 1998, dà forma al progetto che porterà il suo nome, imboccando fin da subito una strada personalissima, nutrita da suggestioni animiste e da una sensibilità ecofemminista che non l’ha più abbandonata.

Una ricerca musicale che ha attraversato con naturalezza generi diversi: dall’elettronica più sperimentale all’avanguardia, dalla dance al soul. Un quadro musicale composto da un linguaggio unico e riconoscibile ma sempre in evoluzione.

SUCCESSI

Il primo grande riconoscimento arriva nel 2005, quando I Am a Bird Now le vale il Mercury Music Prize nel Regno Unito. Seguono The Crying Light (2009) e Swanlights (2010), oltre ai due album dal vivo Cut the World (2012) e Turning (2014). Nel 2016 pubblica Hopelessness, disco elettronico fortemente politico realizzato insieme a Hudson Mohawke e Daniel Lopatin: lo stesso anno arriva la candidatura all’Oscar per Manta Ray, elegia ambientalista composta per il documentario Racing Extinction di Louie Psihoyos.

L’ULTIMO DISCO: My Back Was A Bridge For You To Cross (Rough Trade e Secretly Canadian)

ANOHNI descrive il processo creativo di My Back Was A Bridge For You To Cross, il suo primo album dopo l’acclamato HOPELESSNESS del 2016, come minuzioso, ma anche ispirato, gioioso e intimo, un rinnovamento e una ridefinizione della sua risposta al mondo così come lo vede. Con questo album, l’approccio di ANOHNI è cambiato passando da sfidare la negazione globale a un’artista che cerca di sostenere gli altri in prima linea. “I learned with HOPELESSNESS that I can provide a soundtrack that might fortify people in their work, in their activism, in their dreaming and decision-making. I can sing of an awareness that makes others feel less alone, people for whom the frank articulation of these frightening times is not a source of discomfort but a cause for identification and relief. I want the work to be useful, to help others move with dignity and resilience through these conversations we are now facing“. 
 
My Back Was A Bridge For You To Cross esprime una visione del mondo attraverso diversi tipi di soggetti. Attraverso una lente personale, ANOHNI affronta la perdita di persone care, la disuguaglianza, l’alienazione, l’accettazione, la crudeltà, l’ecocidio, la devastazione causata dalle teologie abramitiche, il femminismo del futuro e la possibilità di trasformare i nostri modi di pensare, le nostre idee spirituali, le nostre strutture sociali e le nostre relazioni con il resto della natura.

Nel singolo “It Must Change“, ANOHNI descrive in modo soul i sistemi al collasso con una nota di compassione per l’umanità: “The truth is I always thought you were beautiful in your own way // That’s why this is so sad”. La voce di ANOHNI è sensuale e levigata, e arriva dritta al cuore. “We’re not getting out of here // No one’s getting out of here // This is our world,” sussurra. E ancora “You know how they always said that light was the opposite of darkness? // It’s just fire in darkness, creating life // So those opposites, they don’t exist // It’s just an idea that someone told you.”. Il video, interpretato dall’attivista britannica Munroe Bergdorf, è diretto da Iain Forsyth e Jane Pollard.

ANOHNI spiega: “Molte delle registrazioni di questo disco, come ‘It Must Change’ e ‘Can’t’, rappresentano la prima e unica volta che ho cantato quelle canzoni. C’è una magia quando improvvisamente metti in melodia parole a cui hai pensato per molto tempo. Si risveglia un sistema neurale. Non è personale eppure è così personale. Le cose si connettono e prendono vita“.

Un ritratto della leggendaria attivista per i diritti umani Marsha P. Johnson, scattato da Alvin Baltrop negli anni Settanta, compare sulla copertina di My Back Was a Bridge For You To Cross, a testimonianza di un rapporto di 25 anni con la memoria della Johnson, che ANOHNI ha tenuto in considerazione nella presentazione del proprio lavoro. L’approccio di ANOHNI dall’ultimo disco è cambiato, passando da dover sfidare la negazione globale a cercare di sostenere gli altri in prima linea. “Voglio che il disco sia utile. Con HOPELESSNESS ho imparato che posso fornire una colonna sonora che possa fortificare le persone nel loro lavoro, nel loro attivismo, nei loro sogni e nelle loro decisioni. Posso cantare di una consapevolezza che fa sentire gli altri meno soli, persone per le quali la franca articolazione di questi tempi spaventosi non è fonte di disagio, ma motivo di identificazione e sollievo. Voglio che il lavoro sia utile, che aiuti gli altri a muoversi con dignità e resilienza attraverso le ciò che stiamo affrontando“.

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