Storico collaboratore dei Kool & the Gang, produttore e polistrumentista, Curtis Williams inaugura oggi un percorso finalmente personale. Fa muovere il ritmo, fa riflettere, sospende in alcuni tratti: “Ain’t Got a Man Tonight”, realizzato con Rx, anticipa il primo disco di inediti “Fitzgerald is Back”, un lavoro che attraversa inevitabilmente le sue radici e la sua storia e dunque parliamo di funk, soul, R’n’B, smooth jazz e suggestioni latine senza recidere il filo con una storia musicale vissuta ai massimi livelli. Il funk resta la radice, ma questa volta il centro del racconto è tutto suo. Liquido scenario notturno dentro cui ritrovare dinamiche umane, reali… nessun computer di mezzo. Bello il video che troviamo in rete… girato all’interno del locale Andy’s a West Hollywood, di proprietà di Anderson .Paak.

C’è una cosa affascinante nel Funk: può essere estremamente fisico e allo stesso tempo molto sofisticato. Tu che rapporto hai con il funk, visto che è stato il tuo vero pane quotidiano, a livello mondiale direi…?
Io e il funk siamo estremamente legati… ahah! Amo quei beat potenti e trascinanti e le linee di basso funky. Su queste fondamenta puoi poi aggiungere fiati e chitarre “chanking”. Puoi sentire elementi funk nella sezione solista del mio brano “Spanish Fire”. All’inizio è molto morbido, poi nel vamp entrano il beat funky della batteria, il basso funky e quella chitarra ritmica. È stato davvero divertente aggiungerci sopra l’assolo di sax soprano! Nell’ultimo brano dell’album, “Up On It”, invece, c’è un groove funk puro, con basso synth, un altro beat funky e ancora quella chitarra. Ma sopra ci sono voci morbide e divertenti. Quindi sì, resto davvero molto vicino al FUNK!
Quanto dei Kool & the Gang hai rapito e riportato in quello che sarà il tuo esordio solista?
L’influenza dei Kool & the Gang continuerà sempre a vivere dentro di me. Ho fatto parte di canzoni senza tempo, riconosciute in tutto il mondo, e sono stato circondato da musicisti straordinari. Volevo restare fedele allo standard dei Kool & the Gang, ma anche al mio standard personale: cercare di raggiungere il livello più alto possibile e spingermi sempre oltre dal punto di vista musicale. E naturalmente volevo includere canzoni con hook e testi capaci di catturare immediatamente l’orecchio. Mettere insieme questo album è stato gratificante e divertente. Questo progetto mi rende davvero molto soddisfatto!
Ci sarà spazio anche per qualche tributo, omaggio o citazione a quella grande avventura?
Ahah… c’è un piccolo riferimento nascosto in “Up On It”. I Kool & the Gang hanno “Get Down On It”, io ho “Up On It”… e dovrebbe portare la gente direttamente sulla pista da ballo!
Bello il video: un club, rapporti umani che si vivono sulla propria pelle… inizia a essere un manifesto contro il tempo completamente digitale che ci siamo ridotti a vivere. Vero?
In realtà non stavamo cercando necessariamente di lanciare un messaggio con il video. La regista ha semplicemente catturato perfettamente l’essenza della canzone. È un brano da club e quindi aveva bisogno di essere girato dentro un club. Abbiamo trovato il posto perfetto all’Andy’s di Los Angeles. Il locale è di Anderson .Paak ed è davvero pazzesco. Le luci, l’atmosfera e il modo in cui è stato girato portano lo spettatore direttamente dentro la scena, come se fosse lì. Adoro il risultato. E ci stiamo avvicinando a un milione di visualizzazioni. Arriviamoci!
Per la prima volta solista… oppure no? Insomma, questo disco segna una nuova fase di vita o stai ritrovando qualcosa che avevi lasciato da parte nel passato?
L’album è un’espressione di ciò che sono. Racchiude la mia musicalità e lascia emergere la mia anima. Vivo pienamente e abbraccio le gioie della vita e tutte le benedizioni che mi sono state date. Questo capitolo non rappresenta né una nuova fase né qualcosa che avevo lasciato indietro. È semplicemente la prima volta che condivido davvero la mia anima musicale. E molto altro arriverà nel prossimo futuro!
