The Malian singer Fatoumata Diawara performs live at Auditorium Parco della Musica on September 15, 2026 in Rome, Italy. (Credit: Roberto Bettacchi)

Fatoumata Diawara porta la tradizione del Wassoulou all’Auditorium di Roma

La sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma ha ospitato ieri sera il concerto della straordinaria Fatoumata Diawara.

Considerata una delle voci più rappresentative della World Music contemporanea, la cantante e chitarrista maliana che continua ad incantare i palcoscenici internazionali con il suo tour che unisce la potenza del pop-rock africano all’intimità del racconto personale e sociale.

Fatoumata appare sul palco come una visione: un abito bianco scenografico caratterizzato da una struttura leggera e voluminosa, valorizzato da ricchi ornamenti dalle vivaci cromie in stile tradizionale africano sia in vita  sia sull’elaborato girocollo. Una presenza scenica che domina lo spazio fin dal primo istante.

Accompagnata dalla sua band, in cui la chitarra elettrica dialoga con gli strumenti della tradizione dell’Africa occidentale, l’artista costruisce un ponte sonoro fluido e ininterrotto.

Un impasto raffinato dove la chitarra acustica e i groove funk si fondono con la polifonia vocale.

I concerti di Fatoumata Diawara, e quello di Roma ne è stata la conferma, fanno sì che il confine tra il palco e il pubblico svanisca completamente. Non è solo questione di ritmo o di melodie travolgenti, ma di un’energia magnetica che affonda le radici nella tradizione del Wassoulou, la musica popolare maliana, e si protende dritta verso il futuro.

L’artista si conferma come una delle presenze live più emozionanti e stilisticamente ricche del circuito internazionale. Un concerto che non si è limitato a intrattenere, ma che ha lasciato un segno profondo, unendo coscienze e culture sotto il segno universale della grande musica d’autore.

La scaletta del concerto

  • Fala
  • Djanne
  • Sigui
  • Sowa
  • Tcheba
  • Massa
  • Tati bakary
  • Denko
  • Farana
  •  Medley:
    •  Nterini
    •  Nsera
    •  Imagine
    • Bognya
    • Higher ground
    • No woman no cry
    • Yada // anissou

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