GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

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ESTERI - page 30

Attentato contro il primo ministro giapponese Kishida

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TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Attentato contro il primo ministro giapponese Fumio Kishida. Una bomba artigianale, simile a un fumogeno è stato lanciato mentre Kishida stava tenendo un discorso a Wakayama, nel Giappone occidentale. Arrestato il presunto attentatore, un 24enne. Kishida è stato portato in salvo dagli uomini della sicurezza. Non risultato eventuali feriti tra i presenti. Solo una grande nuvola di fumo che ha invaso la zona.

Foto: agenziafotogramma.it

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Ucraina, Zelensky “Il mondo reagisca sulla decapitazione dei soldati”

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KIEV (ITALPRESS) – “C’è qualcosa che nessuno al mondo può ignorare: con quanta facilità queste bestie uccidono. Non dimenticheremo nulla. Nè perdoneremo gli assassini”. Lo dice il presidente ucraino Volodymyr Zelensky commentando, in un videomessaggio su Twitter, i filmati che circolano sui social dei soldati di Kiev decapitati dalle forze armate russe. “Questo è un video che mostra la Russia così com’è – prosegue – che tipo di persone sono. Questo non è un incidente, non è un episodio isolato. Era così già prima. Tutti devono reagire”.
-foto agenziafotogramma.it-
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Un turista italiano ucciso in un attentato a Tel Aviv. Meloni “Profondo cordoglio per la morte di Alessandro Parini”

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TEL AVIV (ITALPRESS) – Un turista italiano è morto in un attentato avvenuto a Tel Aviv, dove un’auto è stata lanciata sulla folla. “Le autorità israeliane confermano la morte del cittadino italiano Alessandro Parini e riportano il possibile ferimento di altri connazionali nel vile attentato a #TelAviv. Esprimo ferma condanna contro il terrorismo e vicinanza alle famiglie. La Farnesina è al lavoro”, scrive su twitter il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Ci sarebbero almeno sei feriti. Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esprime, in una nota, “profondo cordoglio per la morte di un nostro connazionale, Alessandro Parini, nell’attentato terroristico avvenuto in serata a Tel Aviv”. Il Presidente Meloni esprime “vicinanza alla famiglia della vittima, ai feriti, e solidarietà allo Stato di Israele per il vile attentato che lo ha colpito. Il Presidente del Consiglio e il governo sono in contatto con le autorità israeliane per seguire gli aggiornamenti e l’eventuale coinvolgimento nell’attacco di altri cittadini italiani”.

-foto agenziafotogramma.it-
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Ue-Cina, Von der Leyen “Risolvere le questioni con il dialogo”

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PECHINO (ITALPRESS) – “Qualsiasi sia lo strumento che scegliamo, vogliamo risolvere le questioni attraverso il dialogo. Quindi, fondamentalmente, si tratta di disinnescare i rischi con la diplomazia”. Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa al termine dell’incontro trilaterale a Pechino con il presidente cinese, Xi Jinping, e il presidente francese, Emmanuel Macron.
“Contiamo sul fatto che la Cina non fornisca alcun equipaggiamento militare alla Russia, direttamente o indirettamente, perchè sappiamo tutti che armare l’aggressore sarebbe contro il diritto internazionale”.
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Tunisia, Ammar “Per gestire i flussi dei migranti ci servono più mezzi”

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TUNISI (TUNISIA) (ITALPRESS) – “Per gestire i flussi dei migranti clandestini verso l’Europa, la Tunisia sta impiegando tutte le risorse e i mezzi a sua disposizione. Ma questi non sono illimitati, tanto più che stiamo attraversando un periodo di difficoltà per l’economia e le finanze pubbliche. Di più non possiamo fare”. Lo dichiara Nabil Ammar, 57 anni, ministro degli Esteri tunisino in una intervista a La Repuublica.
“Abbiamo bisogno di finanziamenti e di materiale. La Tunisia ha ricevuto molto meno fondi europei per finanziare questa battaglia di altri Paesi, come la Turchia ma anche l’Italia stessa” continua. “A emigrare da qui non sono solo i tunisini, la maggior parte provengono dai Paesi subsahariani. La Tunisia è un Paese di passaggio, presa come in una morsa tra il suo Sud e il suo Nord. Abbiamo imbarcazioni e mezzi operativi che sono stati donati dai Paesi europei, Italia compresa, per intercettare questi migranti”. “Il Governo di Giorgia Meloni ci sta sostenendo tantissimo. Ma sia con l’Italia che con l’Europa dobbiamo allargare la cooperazione al di là dei migranti. La Tunisia ha tante potenzialità: creiamo qui e nei Paesi subsahariani le condizioni per uno sviluppo vero. Andiamo al di là della logica: vi diamo i soldi e in cambio voi bloccate la migrazione clandestina».

– foto: ufficio stampa Guardia Costiera

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Conclusa udienza d’incriminazione, Trump respinge le accuse

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ROMA (ITALPRESS) – Dopo circa un’ora si è conclusa l’udienza di incriminazione dell’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, al tribunale penale di Manhattan, dinanzi al quale si è dichiarato non colpevole dei 34 capi di accusa contestati dal gran giurì. Come previsto dalle procedure, Trump è stato tratto formalmente in arresto al momento del suo ingresso in tribunale, ma non è stato nè ammanettato nè rinchiuso in cella di detenzione prima dell’udienza. L’ex presidente è stato quindi rimesso in libertà in attesa di essere convocato per le udienze preliminari del processo, senza pagare alcuna cauzione. Trump all’uscita non ha rilasciato dichiarazioni alla stampa. Dopo aver ascoltato le accuse contro di lui, scaturite dall’indagine per un pagamento in contanti effettuato all’attrice di film per adulti Stormy Daniels durante la campagna presidenziale del 2016, Trump ha respinto le accusa formulate dal gran giurì che sarebbero di cospirazione e falso in bilancio. Trump è il primo ex presidente degli Stati Uniti ad affrontare accuse penali. L’ex presidente, che ha promesso di continuare la sua candidatura per il 2024, farà rientro in Florida e parlerà stasera dalla sua residenza di Mar-a-Lago in Florida.
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-foto agenziafotogramma.it-

La Finlandia entra nella Nato, Stoltenberg “Giornata storica”

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BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – La Finlandia diventa il 31° membro della Nato. L’ingresso diventa effettivo con la riunione del 4 aprile dei ministri degli Esteri dell’Alleanza Atlantica.
“Oggi è una giornata storica, diamo il benvenuto alla Finlandia. Proprio in questo giorno, nel 1949, è stato firmato a Washington il Trattato istitutivo della Nato”, ha detto il segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg.
“Ed è difficile immaginare un modo migliore per celebrare il nostro anniversario che far diventare la Finlandia un membro a pieno titolo dell’Alleanza – ha proseguito -. I ministri degli Esteri della NATO si incontrano in un momento cruciale per la nostra sicurezza, con la guerra di aggressione del presidente Putin contro l’Ucraina che continua”.
“Mi aspetto che quando gli alleati si incontreranno al vertice di Vilnius, accetteranno un impegno di investimento per la difesa più ambizioso, in cui consideriamo il 2% del Pil per la difesa non come un tetto ma come un minimo. Dobbiamo investire di più nella nostra sicurezza, in un mondo che è più pericoloso”.
Inoltre “Cina e Russia si stanno avvicinando sempre di più, lavorano insieme, e diventa ancora più ovvio che dobbiamo stare insieme ai nostri partner nell’Indo-Pacifico”, ha detto Stoltenberg.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Nato, Stoltenberg “Giornata storica, la Finlandia entra nell’alleanza”

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BRUXELLES (ITALPRESS) – “Oggi è una giornata storica, perché tra poche ore daremo il benvenuto alla Finlandia come 31esimo membro della nostra alleanza”. Lo ha detto il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, al suo arrivo alla riunione dei ministri degli Esteri della Nato. “Ciò renderà la Finlandia più sicura e la Nato più forte – aggiunge – E proprio in questo giorno del 1949, il Trattato di Washington e il trattato istitutivo della Nato furono firmati a Washington”.
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Zelensky “La presidenza russa all’Onu indica il fallimento dell’istituzione”

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KIEV (ITALPRESS) – “La Russia presiede il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ed è una prova del fallimento delle procedure nelle istituzioni mondiali”. Lo ha affermato in un tweet il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “Ieri l’esercito ha ucciso un bambino di 5 mesi, i suoi genitori sono rimasti feriti. E’ uno dei centinaia di colpi di artiglieria che lo Stato terrorista lancia ogni giorno”.
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L’Impero su cui non tramonta mai il sole

La geopolitica dell’impero di Roma venne regolata da un criterio semplice ma efficace: divide et impera!

E il successo di tale formula fu così elevato che, nel corso dei secoli, tale pratica venne adottata da molte altre potenze che giocarono un ruolo fondamentale nella costruzione dell’ordine internazionale. Quindi non c’è da meravigliarsi se anche la Cina abbia fatta sua questa formula diplomatica, adeguandola alla sua visione pragmatica di sviluppo delle relazioni internazionali basata sulla formulazione di accordi bilaterali asimmetrici.

La diplomazia cinese, infatti, ha adottato lo stesso concetto sia nel campo delle relazioni internazionali di carattere collettivo, sia in quello delle relazioni con i singoli Stati, impostando una linea diplomatica che, nel primo caso, si propone come alternativa ai valori occidentali, ricalcandone le linee concettuali generali, mentre nel secondo caso, quando si tratta dei singoli Stati, tende a impostare un rapporto bilaterale dove il membro privilegiato del rapporto è la Cina stessa.

Se gli USA hanno dato vita al Summit for Democracy, la Cina presiede l’International Forum on Democracy: Shared Human Values; quando l’Occidente si riunisce a Davos per il World Economic Forum, Pechino mette in campo il suo China Development Forum e presiede la Boao Forum for Asia Annual Conference.

In pratica, la Cina propone una versione alternativa a ciò che viene ritenuto, a torto o a ragione, l’imposizione di un modello univoco, con l’intento di presentare la propria visione di un ordine internazionale che propone valori morali e culturali simili a quelli occidentali, ma declinati in modo differente.

Tale innovazione concettuale sembra suscitare interesse anche in alcuni Paesi della Vecchia Europa, soprattutto quelli, come la Spagna, il cui retaggio storico li indirizza a sviluppare i propri interessi secondo una visione legata più verso il Nuovo Mondo che nella direzione del fronte orientale.

Ed è proprio da questo Paese che riparte l’azione cinese volta a rinforzare la politica del bilateralismo delle relazioni che ha come obiettivo l’Europa.

Infatti, il Primo Ministro spagnolo, Pedro Sànchez è il primo leader occidentale che ha ricevuto un invito per un incontro da Xi Jinping dopo il vertice di Mosca di quest’ultimo con, il quasi alleato, Putin.

I motivi alla base dell’incontro sono principalmente due, uno formale, quello di sottolineare il cinquantesimo anniversario delle relazioni diplomatico ispano cinesi al fine di rilanciare e rafforzare i rapporti economico finanziari tra i due Paesi, già evidenziato con la partecipazione spagnola alla recente edizione del Boao Forum, e un altro, molto più sostanziale, che guarda con interesse al prossimo ruolo che la Spagna ricoprirà in luglio, quando assumerà il turno di presidenza dell’Unione Europea.

Su quest’ultimo fattore sono puntati gli interessi di Pechino in quanto Madrid è l’unico membro della NATO e dell’Unione Europea che abbia, seppure con delle riserve, considerato con favore la proposta cinese per la soluzione della crisi ucraina. Inoltre, anche se parte attiva dell’Alleanza e dell’Unione Madrid vive, comunque, l’esperienza del confronto con l’Orso Russo ovattata dalla sua condizione di retrovie strategiche lontane e, quindi, nella considerazione di Pechino potrebbe rappresentare un elemento su cui fare leva per supportare la visione di una Cina neutrale, equidistante e desiderosa di risolvere la crisi ucraina.

L’applicazione del citato concetto del divide et impera è, quantomai, attuale se consideriamo la non casualità della linea cinese che, oltre al ruolo che la Spagna è in procinto di assumere, combina altre due considerazioni importanti: la prima è la posizione particolare di Madrid che rappresenta l’ala geografica della NATO e dell’Unione che sta perdendo terreno a favore di un baricentro sempre più orientato all’area baltico-orientale; la seconda è la vocazione secolare che lega e attrae gli interessi spagnoli verso il loro vecchio impero nelle America Centro Meridionale e nel Pacifico.

In quest’area geografica la penetrazione diplomatica cinese ha già iniziato a conseguire diversi successi di rilievo, con il corteggiamento del Brasile nell’ambito dell’impulso dato al partenariato del BRIC, riorientando il supporto diplomatico di alcuni Paesi a suo favore nella disputa con Taiwan (l’Honduras è l’ultima recente dimostrazione dell’efficacia dell’azione di Pechino), oltre all’attrazione che il nuovo modello di ordine mondiale esercita su Stati di non cristallina impronta democratica. La possibilità di sfruttare positivamente la valenza un protagonista fondamentale nelle relazioni con quella parte dell’Emisfero Sud come Madrid, amplierebbe le chances di successo di Pechino nel suo programma di estensione globale della sua influenza anche nell’America del Sud.

Un ultimo criterio da considerare per comprendere la via cinese della diplomazia nei confronti dei barbari europei (che è la denominazione usata da secoli dalla Cina nel definire quelli che non sono figli del cielo come loro) e che indica quanto poco elevata sia la considerazione politica di cui gode la nostra Unione Europea a Pechino, è quello che deriva dall’attenzione rivolta ai vertici europei, che sono ammessi ai meeting con la Cina solo se accompagnati dai rappresentanti di Paesi considerati come interlocutori autorevoli.

In quest’ottica vanno interpretate sia le visita che il Presidente Macron effettuerà ad aprile in Cina, sia quella effettuata dal Cancelliere Scholz nello scorso fine anno, alle quali sono stati ammessi, nel primo caso la Presidente della Commissione Europea (che questa volta potrà contare su un posto a tavola seduta)e nel secondo caso il Presidente del Consiglio Europeo.

La considerazione che viene riservata a Francia e a Germania da Pechino non consiste però nella riconosciuta egemonia alla guida dell’Unione, come i due Paesi ancora si illudono di avere, ma probabilmente risiede nella loro importanza ai fini economico-commerciali che il binomio può avere per gli interessi della Cina ai fini di un’affermazione nel cuore economico del continente. E il fatto che questi due Paesi effettuino le visite accompagnando, di fatto, i vertici dell’Unione, sottolinea la scarsa considerazione che Pechino ha dell’Unione Europea, vista non come una organizzazione autonoma e comunitaria interprete di un sentimento condiviso di valori e cultura, ma considerata alla stregua di un’appendice locale e di contorno alle due economie principali.

Questa interpretazione assume maggior peso se si considera che l’invito ricevuto da Madrid non implica anche l’aggiunta di un qualsiasi rappresentante dell’Unione e che, dall’altra parte Sànchez si è ben guardato dal coinvolgere la stessa Unione per l’evento.

La Spagna è vista da Pechino come un interlocutore, sì utile in un contesto europeo di cui fa parte marginalmente, ma principalmente favorevole a supportare la politica verso l’America del Sud. Quindi niente connessioni con l’Unione Europea nella visita di Stato.

La Cina, come detto inizialmente, ha dato nuova vita al principio del divide et impera di latina memoria, dimostrando di essere una grande Potenza Planetaria, le cui ambizioni non sono quelle di costruire un impero territoriale come in Occidente siamo siano soliti considerare, abbinando al concetto di imperium il dominio fisico e materiale di una regione. L’impero di Pechino è un impero basato sullo sviluppo di relazioni commerciali, economiche e finanziarie bilaterali e asimmetriche dove l’interesse cinese si combina, da una posizione di forza, con quello del partner di turno e dove, però, le regole del gioco sono quelle dettate da Pechino.

Considerando la proattività del leader cinese e il progredire della espansione dell’influenza che la Cina sta proiettando nel contesto geopolitico globale Xi Jinping potrà con orgoglio affermare al prossimo Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese che la sua illuminata presidenza ha donato alla Cina un impero su cui non tramonta mai il sole!!!!

Maurizio Iacono
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