Quando un saggio viene costruito sul concreto, sulla critica che diviene scopo e risultate di opinioni e provocazioni, di pensieri nuovi e quella messa in discussione di certezze troppo spesso passate per “normali” con gratuito automatismo. Una Costituzione può promettere uguaglianza, ma resta da capire quanta parte di quella promessa riesca realmente a entrare nella vita delle persone. È da questa frattura che prende forma “L’Italia al contrario” di Sandro Storri, un saggio che guarda all’Italia non tanto attraverso le sue istituzioni quanto attraverso le conseguenze che le scelte politiche producono sui cittadini.

Il percorso è ampio e volutamente ambizioso: dalla crisi della rappresentanza all’astensionismo, dalla precarietà alle differenze territoriali, dalla fiscalità al rapporto con l’Europa, fino a immigrazione, sicurezza e politica estera. Storri insiste soprattutto su un principio: le disuguaglianze non sono semplicemente incidenti della storia, ma spesso l’esito di sistemi che distribuiscono possibilità differenti a persone formalmente titolari degli stessi diritti. È un libro militante e questa cosa mi mancava assai nella saggistica di oggi, soprattutto pensando alle voci che arrivano dal “basso” e non quelle pettinate già confortate da riscontri main stream. Talvolta questa impostazione porta il discorso verso conclusioni molto nette, sacrificando qualche sfumatura che avrebbe reso il confronto ancora più interessante. Ma sarebbe ingiusto chiedergli la freddezza di un trattato accademico: “L’Italia al contrario” nasce invece da un’urgenza civile. La questione più interessante rimane allora quella della libertà. Non basta che qualcosa sia permesso: bisogna essere nelle condizioni di poterlo scegliere. Ed è qui che il saggio tocca un problema filosofico prima ancora che politico. La distanza tra possibilità teorica e possibilità reale è forse il luogo esatto in cui si misura una società. La democrazia, sembra suggerire Storri, comincia davvero soltanto quando smette di essere una parola e diventa una condizione praticabile.
