Il magazine della tua Città

Tag archive

Rome

DEEP PURPLE, Whoosh Tour a Roma

in CULTURA/MUSICA/PHOTOGALLERY by

Nell’ambito di un programma che mette insieme Maneskin, Chemical Brothers e Patti Smith, il Rock in Roma ha conosciuto sabato 2 luglio, all’Auditorium Parco della Musica, un momento entusiasmante con i Deep Purple.

La storica band inglese, tra i precursori dell’hard rock, non ha deluso le attese. Anche se non hanno più l’energia scenica degli esordi, i Deep Purple hanno saputo ricreare un’atmosfera magica.

E il pubblico ha mostrato, con un’ovazione, di gradire questo ritorno al passato, grazie a pezzi come “Highway Star“, “Perfect Strangers“, “Hush” e l’immancabile “Smoke On The Water“. 

Brani che sono inossidabili nella scaletta di ogni tournée, come quella approdata in Italia in questi giorni, e che a Roma ha visto di spalla gli statunitensi The Last Internationale (vedi articolo dedicato).

I tre storici del gruppo, il vocalist Ian Gillan, il batterista Ian Paice e il bassista Roger Glover, uniti al tastierista Don Airey e al chitarrista Simon McBride (che ha sostituito qualche mese fa Steve Morse), hanno rimescolato ricordi di hard rock e qualche spruzzata di prog, ricreando un’atmosfera magica e capace di materializzare sogni ed emozioni con lunghe sequenze dai “colori” delicati.

Molto spazio a virtuosismi e a lunghi assoli per sopperire alla voce di Gillan che a 76 anni ha perso vigore, ma non di certo l’entusiasmo.

Da segnalare l’omaggio del tastierista Don Airey all’Italia, che nel suo solo ha eseguito una magistrale versione di “Arrivederci Roma” di Renato Rascel.

Pubblico entusiasta della perfomance del gruppo che vanta ben 22 album in studio, tra cui il recente “Turning To Crime“.

Scenografia essenziale per una band, quintessenza dell’hard rock, che ha saputo regalare momenti di divertimento con un prodotto musicale sferzante, senza fronzoli, duro e a tratti veloce, caratterizzato da brani come “Nothing At All“, “Lazy“, “When A Blind Man Cries” e l’intramontabile “Black Night“, che ha chiuso la serata.

Articolo di Antonio Ranalli per JamTVla pagina web di JamTV

La scaletta della serata:

  • Highway Star
  • Pictures of Home
  • No Need to Shout
  • Nothing at All
  • Uncommon Man
  • Lazy
  • When a Blind Man Cries
  • Time for Bedlam
  • Keyboard Solo
  • Perfect Strangers
  • Space Truckin’
  • Smoke on the Water
  • Caught in the Act
  • Hush
  • Bass Solo
  • Black Night

The Pineapple Thief Live a Roma

in CULTURA/MUSICA/PHOTOGALLERY by

Roma, 25 Febbraio 2022

Articolo di Alessandro Esposito

Se è vero che faticosamente il mondo della musica sta tentando di ritornare ai suoi spazi più congeniali, gli spazi live, il merito deve andare anche a formazioni coraggiose come i Pineapple Thief.

Il gruppo capitanato da Bruce Soord, ha messo in scena uno spettacolo live di rara bellezza in quel di Roma, dove le capacità liriche unite a quelle tecniche hanno riportato gli spettatori a sensazioni oramai sopite dagli eventi degli ultimi anni.

Coadiuvato da musicisti di innato talento quali Jon Sykes al basso, Steve Kitch alle tastiere e soprattutto l’iconico Gavin Harrison alla batteria, mostro sacro del prog rock, osannato dal publico alla fine del concerto, i Pineapple Thief, hanno immerso gli spettatori in vibrazioni e sonorità sospese tra l’introspezione individuale e la mancanza di comunicazione verso il prossimo, temi senza tempo, che la band porta avanti dal lontano 1999, quando un giovane Soord scelse una via diversa dal convenzionale British Pop per esprimere la propria arte.

Tutti i brani dalla serata, da “In Exile”, passando per “White Mist” e la poderosa “Part Zero” hanno raccontato il mondo di questa band e di come la loro musica, oltre che coraggiosa, non si arrenda mai.

Concerto fortemente voluto dalla Band Inglese che porta in Italia un momento di normalità in questo periodo di pandemia. Il concerto è stato aperto dai Trope dove Diana Studenberg, accompagnata dalla sola chitarra ha piacevolmente intrattenuto il pubblico accorso.

Ma è bastato scoprire la batteria di Gavin Harrison per scaldare il pubblico romano, l’ingresso di Bruce Soord, di Jon Sykes, di Steve Kitch e della seconda chitarra Beren Matthews hanno dato inizio ad un concerto dove la band è partita con title track del loro ultimo album, “Versions Of The Truth”.

Un concerto intenso, pieno di sfumature acustiche, psicadeliche e rock, dove la band ha dato il meglio di se.

SETLIST

  • Versions of the Truth
  • In Exile
  • Demons
  • No Man’s Land
  • Our Mire
  • That Shore
  • Give it Back
  • Far Below
  • Driving Like Maniacs
  • White Mist
  • Uncovering Your Tracks
  • Wretched Soul
  • Part Zero
  • The Final Thing on my Mind
  • Nothing at Best

TROPE ——————–

Domenico Cippitelli
0 £0.00
Go to Top
× How can I help you?