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CULTURA - page 109

La cultura italiana in tutte le sue forme dalla letteratura al cinema, dalla scultura al teatro

Ai Mercati di Traiano le opere di Gerhard Gutruf

ARTE/CULTURA by

Roma, 5 dicembre 2018 – Un viaggio “magico” nei Mercati di Traiano è quello che percorre e propone ai visitatori l’artista austriaco Gerhard Gutruf con la mostra dedicata al monumento più emblematico della Roma antica e contemporanea: il Colosseo. In programma ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali dal 6 dicembre 2018 al 3 marzo 2019 Viaggio nel Colosseo – Magico fascino di un monumento. Opere di Gerhard Gutruf è una mostra curata da Clara Bencivenga-Trillmich e da Karl Rudolf, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri dell’Austria e del Forum Austriaco di Cultura a Roma ed è sostenuta dal Kultur Niederösterreich. Per i possessori della nuova MIC Card – che al costo di soli 5 euro consente a residenti e studenti l’ingresso illimitato per 12 mesi nei Musei Civici – l’ingresso alla mostra è gratuito.

Essa costituisce il naturale sviluppo di un’esposizione ospitata nel 2013 nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura a Vienna. Il grande successo di pubblico di quel progetto, in cui l’immagine del monumento era soltanto evocata, ha rappresentato per l’artista lo stimolo giusto per affrontare una sfida ancora più grande: la realizzazione di una mostra più completa nella città stessa del Colosseo. Nasce da questa premessa l’allestimento di una mostra ambientata in un altro monumento emblematico della Roma antica e contemporanea: i Mercati di Traiano. Il complesso polifunzionale strettamente legato all’area dei Fori Imperiali costituisce un esempio suggestivo di architettura monumentale in laterizio di età imperiale e offre, pertanto, la cornice ideale per le rappresentazioni grafiche del Colosseo, “evocato” dal suo modello in scala proveniente dalla collezione del Museo della Civiltà Romana.

Un tempo edificio funzionale per la collettività, il Colosseo appare ancora oggi imponente e terrifico al tempo stesso. E questa sua natura – come sottolineato da Brigitte Borchhardt-Birbaumer – continua a esercitare una magica attrazione sull’artista che ormai da circa quaranta anni dedica gran parte del proprio impegno a studiare e ritrarre il monumento da un’angolazione contemporanea con disegni a prospettiva multipla, stampe, acquerelli, lavori a china e dipinti a olio che gli conferiscono una dimensione al di là del tempo – come ribadisce Heribert Hutter. Era infatti il 1970 quando il ventiseienne Gutruf effettuava il suo soggiorno a Roma grazie all’ambita borsa di studio del governo austriaco ed eleggeva il Colosseo come suo “primo amore” riconoscendovi l’incarnazione stessa di Roma.

Introdotta da un’opera di grandi dimensioni collocata nella Grande Aula, la mostra segue il percorso delle sale del Corpo Centrale dove, in connessione fisica e visiva con le ricomposizioni architettoniche e le sculture in marmo del Foro di Augusto, propone 32 opere, realizzate con varie tecniche e in diversi formati. L’esposizione, oltre a sviluppare uno stimolante dialogo tra le opere di Gutruf e le opere del museo, risalenti a due millenni fa, mette in luce anche l’attualità dell’antichità romana che tuttora rappresenta il comune denominatore della cultura europea e che vede nel Colosseo l’icona universale di questa identità.

L’artista ha quindi studiato un confronto “intimo” nelle sale museali con lo spazio dilatato dai Mercati di Traiano verso la città e verso il Colosseo che immaginiamo aldilà delle grandi finestre, percependo la diacronia del Tempo e della Storia, cercando e trovando una sua “cifra” espressiva nel rapporto con la forza massiva del monumento traianeo.

Anche Gerhard Gutruf entra così a far parte di quelle persone che nel tempo hanno attraversato il complesso, vi hanno sostato, lo hanno vissuto in una dimensione originale e unica.

Un’occasione da non perdere sarà la “Promenade con l’Artista”: una visita esclusiva e interattiva in occasione dell’apertura al pubblico giovedì 6 dicembre alle 17.30. Per i possessori della card MIC l’evento sarà completamente gratuito, la prenotazione è obbligatoria allo 060608 fino a 40 persone.

Durante la mostra, dalla metà del mese di gennaio 2019, riprenderanno gli ormai tradizionali “Martedì da Traiano” e saranno offerti al pubblico incontri con i protagonisti delle più recenti indagini sul Colosseo, toccando varie tematiche: da come funzionavano i sotterranei dell’arena, a quali straordinarie specie botaniche sono state rinvenute negli scavi, a cosa è successo dopo l’età imperiale, a chi erano realmente i gladiatori, a cosa significava la presenza dell’anfiteatro nelle città romane, e altro ancora! Info e programma su www.mercatiditraiano.it e www.traianus.it.

Al MAXXI la scuola del futuro discussa dall’ANP

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Durante il convegno “La scuola del futuro al MAXXI – Bellezza, efficacia, sicurezza”, Antonello Giannelli, Presidente dell’ANP, risponde al Ministro Bussetti che, durante l’audizione alla Commissione Cultura della Camera nell’ambito dell’esame in sede consultiva del ddl bilancio, ha dichiarato che “verrà meno la chiamata diretta dei docenti per le scuole di ogni ordine e grado.”

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I giardini Majorelle, l’eden impressionista di Marrakech

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La natura nell’Africa sahariana è un privilegio e i giardini sono concepiti come veri e propri paradisi terrestri. La luce a queste latitudini esalta il colore trasformandolo in un’entità dalla vitalità prorompente e dalla nitidezza assoluta, è forse questa la magia che rende i giardini Majorelle un luogo di suggestione, un tassello di pace incastonato nel mosaico berbero della “città rossa” di Marrakech. Un luogo di quiete dove passeggiare tra la flora lussureggiante e il canto dei fringuelli, un percorso evocativo fucina di ispirazioni, come un “giardino impressionista” dove il gioco di luci ed ombre sfuma i colori della natura con il declinare del sole. Un angolo di tranquillità ricco di fascino e di biodiversità, distante dal conturbante caos della città.

L’atelier dei giardini oggi sede del loro museo

Questo giardino venne progettato nel 1923 per volere dell’artista francese Jacques Majorelle che si trasferì nella città marocchina nel 1919 per motivi di salute. Fece costruire una villa liberty dall’eleganza moresca concepita come atelier con un grande giardino. Ben presto il creativo allargò i suoi spazi di lavoro oltre le mura lasciandosi ispirare dagli scorci del suo eden. Da sempre appassionato di botanica, Majorelle intarsiò quattro ettari della proprietà con specie arboree provenienti da tutto il mondo: gruppi di palme alternati a cespugli di bambù, cactus, yucca, gelsomini, bouganville e stagni punteggiati di ninfee. Sono numerose le protagoniste di questa biodiversità generosa che crea un dedalo di natura progettato secondo la razionalità dell’arte botanica descritta nel Corano.

In questo caleidoscopio di verde spicca il blu majorelle, identitario dell’architettura del luogo. Questa tonalità è un abbraccio vivido e sfrenato di oltremare e cobalto capace di accogliere e valorizzare i dettagli minuziosi dell’astrattismo dell’arte moresca e l’esuberanza di una natura sinuosa. Il visitatore che si addentra all’interno del perimetro del giardino dosa come un equilibrista emozioni contrastanti evocate dall’energia della luce e del colore e dalla quiete ritmata del soave canto degli uccelli e dal silenzio ovattato di alcune aree del giardino.

Quest’oasi urbana venne aperta al pubblico nel 1947 ma il suo splendore si affievolì all’incuria a causa dei problemi di salute e finanziari dell’artista sino al completo abbandono nel 1961. Il giardino ritrovò il suo splendore nel 1980 grazie all’imprenditore Pierre Bergé e allo stilista Yves Saint Laurent che già negli anni ’60 si innamorarono perdutamente di questo giardino e scelsero di salvarlo rispettando le regole dell’arte araba del giardinaggio. L’incontenibile ricerca del bello della coppia illuminò nuovamente quell’ipnotico blu che identifica questo luogo in tutto il mondo, un genius loci come una musa che diede allo stilista costante ispirazione tanto da associarla alla “magia del colore”, percezione radicata in una tradizione pittorica che rimanda a Paul Klee e Delacroix.

Il famoso blu majorelle

I giardini Majorelle sono una meta che stimola la vista ma accarezza anche l’udito, una meta polisensoriale dove convivono in armonia la forza del colore e la dolcezza dei suoni. Un mondo agli antipodi rispetto al caos della vicina medina dove il brusio del contrattare si impasta con i rumori dell’operosità artigiana. Marrakech è una città che offre tanti scorci diversi, un ossimoro sensoriale che evoca il confronto facendo apprezzare anche uno dei sensi spesso trascurato nel piacere del viaggio: l’udito, paradossalmente inascoltato alla scoperta di nuove realtà.

In questa città dove le sabbie del deserto confondono le linee dell’Atlante che svetta in lontananza, i giardini Majorelle sono un angolo di paradiso lussureggiante capaci di evocare affascinanti contrasti: sorgono sulle terre brulle del deserto tingendosi del blu dell’acqua e risuonano il silenzio nel crocevia di un centro urbano da sempre votato al commercio, un miraggio che si trasforma in realtà per il piacere dei sensi.

Immagine copertina: l’arte astratta dei giardini Majorelle. 

Photo credits: Elena Bittante

Suomenlinna, l’idilliaca isola fortezza di Helsinki

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Il mare che lambisce la città di Helsinki è disseminato di piccoli gioielli emersi, uno di questi risplende di storia e di natura, Soumenlinna. Nota come “la fortezza della Finlandia” è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Costruita dagli svedesi nel XVIII secolo a scopo difensivo contro l’invasione russa non passò alla storia per le sue glorie militari ma resta una pietra miliare del territorio finnico, terra contesa per secoli tra queste due potenze. Approdiamo in questo “atollo della storia” baciato dal vento del mar Baltico.

La fortezza a Kustaanmiekka  

Soumenlinna è un nucleo di isole collegate da ponti, meta imperdibile per chi visita la capitale finlandese, a pochi minuti di traghetto dal centro. Nonostante l’eredità di un passato difensivo, rivela nel rigore militare delle sue fortificazioni una natura generosa che addolcisce i suoi paesaggi regalando panorami incantevoli, attimi di relax e numerose visite culturali. Situata ad appena 15 minuti di traghetto dalla Kauppatori, la piazza del mercato di Helsinki, questo insieme di isole è considerato un grande giardino condiviso dagli abitanti della città e dai visitatori di tutto il mondo. Soumenlinna è una tappa obbligata soprattutto durante la bella stagione e in autunno per i colori vibranti della sua natura che la incornicia in un mix di sfumature che si impastano con il ceruleo Baltico che lambisce le sue coste. Dopo una breve tratta di mare si approda al piccolo porto nelle vicinanze del Rantakasarmi, la caserma del molo, un edificio ben conservato dell’epoca russa che addolcisce le sue linee austere con un caldo colore rosa, oggi sede dell’ufficio turistico.

Panorami di Soumenlinna, scorci che racchiudono la storia della Finlandia  

Entriamo nel cuore di Soumenlinna animato da un via vai di turisti e cittadini che godono dei suoi prati, delle sue mura che racchiudono un delizioso borgo e soprattutto dalla brezza marina che spira con forza pacata sulle coste che affacciano verso il Baltico. Un piccolo microcosmo urbano dove il tempo sembra essersi fermato: impossibile non cogliere l’atmosfera fiabesca del piccolo centro, percorso da stradine acciottolate che sbucano nella piazzetta identitaria dove riposa un eroe di guerra, la tomba di Ehrensvard. A poca distanza è possibile ammirare il cantiere navale emblema della dedizione della popolazione locale per il mare e omaggio alle fatiche di generazioni di costruttori, di velai e operai specializzati sin dalla metà del ‘700. Oggi è tuttora in attività come bacino di carenaggio per una ventina di navi, uno spettacolo da non perdere.

Cantiere navale attivo dalla metà del ‘700
Le gallerie all’interno delle mura

Per comprendere la storia dell’isola e dell’intera nazione, la tappa ideale è il Soumenlinna-museo nell’isola principale di Susisaari-Kustaanmiekka. Il passato si rivive non solo nelle sue sale ma anche nella realtà passeggiando nella parte più entusiasmante dell’isola-fortezza, a Kustaanmiekka dove è possibile aggirarsi tra i vecchi bunker e le fortificazioni ancora intatte. Vale un viaggio a Soumenlinna l’avventurarsi lungo il perimetro delle sue mura disseminate da vecchi cannoni superstiti e suggestivi scorci sul mare argentato, un’esperienza diretta per comprendere il suo ruolo nella storia.

Non mancano la chiesa, una biblioteca e accoglienti caffè per ritagliare degli attimi di relax e godere del verde, tanto verde che ipnotizza lo sguardo per la sua intensità durante l’estate e sfuma ai toni caldi di un quadro impressionista in autunno. La luce di queste stagioni è un privilegio che anima e riscalda le isole che verranno presto ricoperte da una coltre bianca di neve. Gli inverni rigidi della Finlandia esaltano la bellezza della natura estiva ed autunnale e valorizzano la piacevolezza di una vita all’aria aperta, per questa ragione i cittadini di Helsinki vivono in simbiosi con i parchi e i giardini. Soumenlinna è un’isola fortezza che racchiude una dimensione serena, urbana ma al contempo affine alla natura, come vuole la tradizione finlandese.

Abitazioni con “posto barca”
Uno dei numerosi caffè di Soumenlinna

Immagine copertina: vista sul mar Baltico da Soumenlinna

Photo credits: Elena Bittante


TOMMY EMMANUEL WITH SPECIAL GUEST JERRY DOUGLAS – ACCOMPLICE TOUR

CULTURA/MUSICA/PHOTOGALLERY by

Tommy Emmanuel, artista australiano, torna in Italia dopo due anni per una serie di concerti, accompagnato questa volta da un altro eccellente chitarrista, Jerry Douglas, per la prima volta nel nostro paese.
Ad inizio 2018 il nuovo album “Accomplice one”, che nasce dalla collaborazione con una nutrita schiera di prestigiosi artisti del calibro di Jason Isbell, Mark Knopfler, Rodney Crowell, Jerry Douglas, Amanda Shires, Ricky Skaggs, JD Simo, David Grisman, Bryan Sutton, Suzy Bogguss e molti altri, album che tra l’altro da il nome al tour mondiale che lo vede approdare finalmente di nuovo nel nostro paese.

Una delle 7 tappe italiane Roma dove, accolti da un caloroso pubblico che gremisce al completo la sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica, i due artisti si trovano sin da subito a loro agio e deliziano con i loro virtuosismi la platea della capitale.

Apre il concerto Jerry Douglas, vincitore di 14 Grammy Awards, denominato ‘il maestro contemporaneo ineguagliabile di Dobro’ dal New York Times, il tre volte vincitore del premio CMA Musician of the Year Jerry Douglas uno degli artisti di registrazione più innovativi, con all’attivo 14 album da solista ed il suo sound presente su circa 1500 album con artisti come Garth Brooks, George Jones, Paul Simon, Little Big Town, James Taylor, Emmylou Harris, Elvis Costello, Earl Scruggs, Ray Charles, Dierks Bentley, Douglas rappresenta la massima espressione tra i musicisti della chitarra resofonica.

Prosegue il concerto Emmanuel, presentando i brani dell’ultimo album e confermando la crescente popolarità a livello planetario acquisita a colpi di concerti, 128 date solo nell’ultimo anno e 5 continenti toccati.

Conobbi Tommy Emmanuel agli inizi degli anni 2000 in uno dei DISMA di Rimini e rimasi immediatamente folgorato dalla sua tecnica, dal suo virtuosismo, dalla capacità di far suonare ogni centimetro della sua chitarra e quella di coinvolgere ed eccitare la sinapsi di chi lo sta ascoltando. Da li a poco riceveva il riconoscimento CGP titolo attribuito solo ai chitarristi più influenti del mondo ed oggi uno dei 5 Certified Guitar Player esistenti.

Nel corso della sua carriera ha inciso oltre 25 dischi, ricevuto nomination ai Grammy Award, partecipato alla cerimonia conclusiva olimpica di Sydney 2000, suonato tra gli altri con artisti come Stevie Wonder, Eric Clapton, Michael Bolton, Tina Turner, Cliff Richard, John Denver, Bruce Welch, Joan Armatrading, Larry Carlton, Bill Wyman dei Rolling Stones. Un talento unico i cui fan vanno dagli appassionati di chitarra che hanno seguito la sua carriera per decenni, agli amanti di grandi canzoni e melodie che affollano gli spettacoli di Tommy per l’autenticità emotiva che guida e trasmette in ogni performance. Per Tommy, però, la ricompensa più grande è sempre la stessa: fare il prossimo grande disco e vedere il pubblico radioso al prossimo grande spettacolo.

“Quando ero un bambino, volevo essere nel mondo dello spettacolo. Ora voglio solo essere nel mondo della felicità, io faccio musica, tu diventi felice. E questo allora risulta un buon lavoro”.

Auditorium Parco della Musica Roma
Roma 06.11.2018

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Claudio Enea
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