TUTTE LE EMOZIONI DEL GRANDE SCHERMO

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Fabrizio Borni

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QUANTO STIAMO PERDENDO CON I CINEMA E I TEATRI CHIUSI?

in CINEPASSIONE by

Questa Pandemia ha fatto più danni nei comportamenti che nella salute degli uomini.
Una Pandemia atipica che ha portato con se un virus straordinario incaricato di dare una svolta veloce e incomprensibile alle nostre abitudini più che a farci morire.
Si può morire pur rimanendo vivi, non vi è dubbio, e questa epoca così difficile e dura ci ha messo alla prova proprio di questo.
Ma cosa è accaduto e soprattutto cosa accadrà?
Beh tutti abbiamo vissuto le limitazioni e abbiamo assistito ai divieti e alle perdite economiche che hanno colpito duramente alcuni settori, ma pochi riescono a comprendere quale sia l’effetto reale compiuto ai danni di alcuni degli stessi. Un danno così profondo che nemmeno gli addetti ai lavori degli specifici settori in sofferenza forse ancora non hanno ben compreso.
Non parlerò di Alberghi, Turismo e Musei, ne di Ristoranti, Discoteche e Palestre ma del Cinema e dei Teatri che secondo me difficilmente torneranno alla vita di prima.
Stando a casa ci siamo abituati a usufruire di un “cinema casalingo” con una scelta talmente ampia che se da una parte ci rende la vita comoda e dall’altra ci riempe talmente tanto di prodotti che non sappiamo dare più il giusto valore ad ognuno di questi.
Immaginate quello che è accaduto con le fotografie.
Quando si usavano i rullini si scattavano solo le foto che per noi potevano sembrare più belle e preziose. Si facevano stampare e di quel rullino ne rimanevano poi davvero poche. Alcune sfocate, altre mosse, alcune buie ecc. Ma quelle poche buone avevano per noi il valore di un tesoro non economico quanto spirituale, affettivo.
Erano il fermo immagine di un momento prezioso che avremmo voluto ricordare un giorno e per sempre.
Poi con il digitale, e oggi con i cellulari, possiamo scattare foto ogni minuto. Possiamo farne talmente tante che poi le dimentichiamo negli album, nelle raccolte digitali dove finiscono per stare li o per perdersi se ci rubano il telefonino o lo perdiamo.
Cancellate per errore o viste e riviste in continuazione tanto da divenire ossessione più che piacere.
Per quanto posso sentirmi un privilegiato avendo una TV di ultima generazione, con un schermo importante ed un impianto sonoro di altissima qualità, non riesco a vedere a casa un film con lo stesso entusiasmo con cui lo vedevo al Cinema.
Perché?
Perché a casa comunque il telefono non si spegne e anche se si spegne c’è il fisso che potrebbe squillare in qualunque momento. Ci sono i cani che abbaiano o che ci ricordano l’ora della pappa; i figli che vanno e vengono con gli amici o i fidanzati. Il forno che suona per dirci che la torta è fatta e poi la facilità con cui si mette in pausa il film stesso se dovete fare pipì, se volete controllare se avete lasciato la luce del bagno accesa, oppure quando sentite quel rumore sospetto che è spesso nella vostra immaginazione ed è sospetto solo per voi che siete in casa.
Senza menzionare gli amici di turno o i parenti che ti fanno la sorpresa di Domenica.
Sembra divertente ma non lo è.
Andare al cinema era un rito. Ci si preparava per una serata che poteva anche andare avanti dopo il film, magari in un buon ristorante o anche per una bella passeggiata in una città meravigliosa com’era Roma.
Si sceglieva con cura il film da vedere. Si leggevano le recensioni, la critica. Ci si consigliava con chi lo aveva visto prima di noi. Si sceglieva poi il cinema dove andare. Se vicino casa o un po’ più lontano per sentirsi un po’ più distanti dagli impegni e “rumori familiari”.
Certo costava, era più caro che vedere 5000 film sulle piattaforme streaming sdraiati sul divano già in pigiama. Ma lo spettacolo costa ed è giusto che sia così.
E vedere un film sul grande schermo non ha TV che possa eguagliarne l’effetto e l’emozione.
Vale lo stesso per il teatro.
Nonostante in molti tra artisti e registi si stanno inventando il teatro on line, non posso immaginare di vedere una “Carmen” o “Aida” in televisione.
Come si può pensare che sia la stessa cosa.
Come si può immaginare che vedere a casa nel periodo di Natale commedie come “Rugantino” o “Aggiungi un posto a tavola” può dare le stesse sensazioni che si vivono dal vivo al Sistina, al Brancaccio, alla Sala Umberto…
Eppure noto che le persone si siano già abituate a questo cambiamento.
I cinema e i teatri sono stati chiusi nonostante fossero descritti come i luoghi più sicuri, eppure nessuno tra pubblico e artisti ha gridato aiuto.
Unico caso (molto isolato) quello di un piccolo produttore e regista indipendente, tal Luigi Pastore, che si è impegnato per tanti giorni a richiamare un’attenzione (dimostratasi poi poco attenta) sul fenomeno anzi sul pericolo di portare la gente all’abitudine di farsi il cinema e il teatro in casa.
Molti cinema non riapriranno così come i teatri e così come Brand di spettacolo come “Le Cirque du soleil” che ha dichiarato bancarotta.
Quante emozioni quegli artisti, quei clown, quanta educazione e quanto buon intrattenimento.
Chi ci farà sognare.? Chi porterà i nostri figli e nipoti, i nostri bambini a godere della magia dello spettacolo dal vivo?
Poteva avere ET lo stesso effetto se fosse stato trasmesso in streaming?
E lo Squalo? Avrebbe messo ugualmente così paura?
Pirati dei Caraibi? Avatar? Titanic?
Potete immaginare la marcia trionfale dell’Aida alla televisione mentre magari cucinate il polpettone?…Tanto siete a casa.
Il coinvolgimento diretto in un musical come “Forza venite gente” o “Jesus Christ Superstar”?
Certo a molti non interessa poi tanto perché queste sono cose per paesi che hanno una economia in crescita, dove c’è lavoro e benessere.
Dove c’è la voglia di crescita e non la decrescita certificata e accontentata dal reddito di cittadinanza e del chi si accontenta gode.
Ecco io credo che stiamo andando proprio in questa direzione e la cosa dovrebbe preoccupare.
Perché?
Perché rischiamo di chiuderci sempre più in casa e con noi stessi. Consolidare quel “distanziamento sociale” che tanto ci ha fatto spaventare e allontanare e vivere ognuno nel proprio castello, piccolo o grande che sia, da dove possiamo regolamentare il nostro mondo con un clic.
Scegliere il film che vedremo distrattamente, ordinare cibo pessimo a casa, allenarsi con lezioni on line patetiche come quelle di difesa personale; fare jogging in salotto mentre vediamo l’ultimo film di Checco Zalone, ridendo di noi stessi, dei nostri vizi e dei nostri difetti a costo quasi zero.
Forse è il prezzo che dovremmo pagare per essere nati nel Paese dove Cultura e Intrattenimento facevano parte della nostra storia e a cui molti, se non tutti, si sono ispirati.
Insomma eravamo troppo viziati e fortunati ma non lo sapevamo.

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Venezia: una 77^ edizione speciale con un pò di Dolce Vita

in FESTIVAL by
Presentato a questa particolare edizione del Festival del Cinema di Venezia un documentario di quelli che ce ne vorrebbero: “La verità su La Dolce Vita”. La storia di uno dei capolavori del nostro cinema raccontata in un film i cui avvenimenti, i dialoghi e le ricostruzioni sceniche sono basate su documenti originali e mai resi pubblici prima.

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In uno dei Borghi più belli d’Italia c’è un Museo del Cinema tutto da visitare

in CINEPASSIONE by

C’è un piccolo Borgo antico nella provincia di Macerata a 250 metri sopra il livello del mare, che accoglie i suoi visitatori tra le mura tipiche di un castello medievale con torri di avvistamento che risalgono al ‘300. Ed è proprio all’ingresso del Borgo che un antico edificio, oggi Palazzo Marinozzi, da il benvenuto non solo ai visitatori del paese ma anche a quelli di un Museo molto particolare, unico nel suo genere in tutto il mondo. Un luogo in cui la Cultura Cinematografica si manifesta come unica rappresentazione che si fonde nell’arte e nella tecnica pittorica nella realizzazione di bozzetti prima e poster poi dei più importanti film, non solo italiani. Continue reading “In uno dei Borghi più belli d’Italia c’è un Museo del Cinema tutto da visitare” »

Come cambia l’industria cinematografica,  il futuro del cinema dopo il Covid-19

in L'INTERVISTA by

Si parla molto del cinema in questi giorni in cui la crisi del Virus ha bloccato, con enormi danni economici e lavoratori a richio, l’industria cinematografica italiana. Abbiamo però voluto scoprire come stanno le cose nel pianeta della cinematografia mondiale, Hollywood, intervistando il produttore, regista e direttore della fotografia Elias Acosta nei suoi uffici di Vista Film International di San Diego.

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Fabrizio Borni
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