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Gennaio 2021

SOUL, IL NUOVO FILM DISNEY-PIXAR SULLA RICERCA DELL’AUTENTICITA’

in RECENSIONI by

Il 25 dicembre 2020 arriva su Disney+ il nuovo film d’animazione, Soul, diretto da Pete Docter (Up, Inside out), prodotto dai Pixar Animation Studios e distribuito dai Walt Disney Studios Motion Pictures.

23° lungometraggio della Pixar, co-diretto da Kemp Powers, si compone di un cast vocale formato da Jamie Foxx, Tina Fey, Questlove, Daveed Diggs e Angela Basset. La sceneggiatura è stata scritta dallo stesso Pete Docter, insieme a Kemp Powers e Mike Jones.

Prodotto con un budget di oltre 150 milioni di dollari statunitensi, il film è stato presentato in anteprima al London Film Festival l’11 ottobre 2020. Inizialmente destinato all’uscita in sala, come avvenuto in Cina, Taiwan e Vietnam, dove la riapertura dei cinema lo ha permesso, è stato invece distribuito il 25 dicembre 2020 sulla piattaforma Disney + senza costi aggiuntivi per gli abbonati, a differenza di quanto accaduto per il precedente Mulan.

Il nuovo prodotto firmato Pixar e Disney, complici il lungo periodo di lavorazione e il contesto in cui si è trovato a uscire, si presenta come un film di altissima qualità, estremamente toccante, pensato per famiglie ma forse più accessibile ad un pubblico adulto, vista la complessità dei temi trattati.

Protagonista del lungometraggio è Joe Gardner, un insegnante afroamericano di musica jazz in una scuola media di New York, che nutre il sogno di esibirsi per conto proprio. Nonostante l’opposizione della madre Libba, che considera il suo desiderio di diventare musicista un’ambizione che non gli darà mai sicurezza e quindi da scartare, Joe è insoddisfatto della sua esistenza e crede che il senso della sua vita non si trovi dentro le mura di una scuola. La chiamata di un ex-allievo cambia improvvisamente le cose: Joe ottiene di presentarsi ad un provino per entrare a far parte della band di una nota jazzista, Dorothea Williams. Il professore riesce a stupire la donna con le sue doti ma, di rientro a casa, preso dall’euforia di quanto appena accadutogli, cade in un tombino e finisce all’ “Altromondo”.

Una volta resosi conto di trovarsi più di Là che di Qua, Joe fa di tutto per spostarsi e non andare incontro all’ineluttabile destino, e si ritrova così nell’ “Antemondo” (chiamato “Io seminario”). In questa dimensione, degli esseri indistintamente identificati come “Jerry” hanno il compito di attribuire una personalità alle anime presenti, per mandarle poi sulla Terra, all’interno di un corpo. Salvo che, prima di poterlo fare, queste dovranno completare il proprio distintivo grazie all’aiuto di un mentore, che li guiderà nel trovare la preziosa SCINTILLA. Joe viene scambiato per mentore e si ritrova così un’anima gemella da guidare: 22. L’impresa non è per niente semplice (neanche Madre Teresa ci è riuscita!), ma i due personaggi trovano un accordo: 22 aiuterà Joe a ricongiungersi al suo corpo e Joe l’accompagnerà nel trovare la sua scintilla, affinché possa completare il distintivo e andare via dall’Antemondo. Tuttavia, l’impazienza del musicista in versione anima li farà finire entrambi sulla Terra, 22 nel corpo di Joe, e l’anima di Joe nel corpo di un gatto, con il quale in ospedale si stava tentando di risvegliarlo dal coma. Il cambio di prospettiva costituirà per entrambi l’occasione di rivedere le proprie scelte e riscoprire l’essenziale.

Questo film si presenta come un viaggio nella psiche e un’occasione per riflettere sull’importanza di rimanere “connessi” con la propria anima (quell’anima che i greci chiamavano ψυχή, “soffio vitale”) e di quanto, invece, sia facile ritrovarsi ad essere un’”anima perduta”, rinchiusa in una bolla, che ha origine quando ci si lascia fagocitare da ansie e ossessioni o quando, al contrario, si trasforma la gioia in ossessione, distaccandosi dalla vita vera.

Joe (nella versione italiana doppiato da Neri Marcorè) è un personaggio arrogante, che non assapora la vita ma che, paradossalmente, è disposto a tutto pur di non perderla; al contrario, 22 (doppiata da Paola Cortellesi) è apparentemente cinica e afferma di odiare la vita sulla Terra, ma dimostra di avere proprio ciò che a Joe manca: il sentire. Tra i personaggi che ruotano attorno alla coppia, indimenticabile è Spartivento, capo dei “mistici senza frontiere”, la cui forte spiritualità gli permette di agire sia sulla Terra che al di fuori di essa.

Infine, elemento portante di Soul è la musica: Jon Batiste è l’autore delle musiche jazz per le sequenze del film ambientate a New York, mentre Trent Reznor e Atticus Ross hanno curato la musica elettronica (New Age) delle scene che si svolgono nell’ Antemondo. Batiste ha anche arrangiato una nuova versione della canzone It’s All Right, presente nei titoli di coda, originariamente eseguita dagli The Impressions.

In un momento in cui è Internet a garantire la connessione, questo nuovo lungometraggio ci ricorda che il segreto per non perdersi è ascoltare il proprio mondo interiore, cercare l’ispirazione (la “ZONA”) per capire che forse il senso della vita e la scintilla che tanto cerchiamo, non sono quello che credevamo essere. Elogiato dalla critica per le musiche jazz (non è un caso che il protagonista sia un afroamericano, prima volta per la Pixar), l’animazione e i temi trattati, Soul non delude e ci ricorda che, se non perdiamo la nostra anima… It’s all right.

                                                                              Erika Lo Schiavo

DALL’11 GENNAIO LA COLONNA SONORA DI

in CINEPASSIONE by

THE INGLORIOUS SERFS

FIRMATA DAL COMPOSITORE ITALIANO

DARIO VERO

Tempi duri per l’arte e la cultura quelli del Covid, che ha messo in crisi e ostacolato numerosi progetti; nonostante ciò, c’è chi, anche nel mezzo della tempesta, ha saputo tirare fuori creatività e ispirazione. E’ questo il caso del musicista italiano Dario Vero, compositore, orchestratore e direttore d’orchestra, scrittore di musica per serie tv, videogames, film e animazione, che ha firmato la colonna sonora del nuovo Sushi Spaghetti Western The Inglorious Serfs, diretto da Roman Perfilyev e prodotto da Star Media e Kristi Film.

L’artista, diplomato e laureato in Italia, presso i conservatori di Santa Cecilia e Licino Refice, si specializza negli States e in Austria sotto la guida di Joe Kraemer (Mission: Impossibile Rogue Nation, Jack Reacher, The Way of Gun) e Conrad Pope (Star Wars, Jurassic Park, Harry Potter, The Matrix, Terminator).

La nuova colonna sonora è stata un’impresa unica nel suo genere che ha visto coinvolti 88 musicisti sparsi in tutto il mondo, diretti in presenza e poi a distanza, con un’ospite d’eccezione: Tina Guo, violoncellista di Sherlock Holmes, Wonder Woman, Inception, e altri kolossal d’oltreoceano degli ultimi vent’anni.

Seguendo le orme del grande Ennio Morricone che nel 1971 firmava le musiche di Giù la testa diretto da Sergio Leone, Dario Vero crea una colonna sonora inusuale ed estremamente originale: basandosi sulla sceneggiatura del film e procedendo per immagini, il compositore mescola 42 tracce orchestrali e sinfoniche, in cui si incontrano e si incastrano tra gli altri il mandolino, il Koto, strumento musicale giapponese appartenente alla famiglia delle cetre, i tamburi Taiko giapponesi, l’Erhu, strumento di origine cinese simile al violino occidentale, lo Scacciapensieri, e l’americanissima chitarra elettrica. La titanica impresa ha visto coinvolti dall’Occidente 18 violini primi, 16 secondi, 14 viole, 12 celli, 10 contrabbassi, 3 flauti, 2 oboe, 2 clarinetti, 2 fagotti, 1 controfagotto, 6 corni, 3 trombe, 3 tromboni, 1 basso tuba, 1 cimbasso, 2 arpe e 5 percussionisti; dal mondo orientale, Koto, flauti Shakuhachi, Taiko, Erhu, Temple Block ovverostrumenti a percussione di origine cinese, tamburi a clessidra Tsuzumi e un Hurdy Gurdy Ucraino.

Il film fonde Est Europa, Giappone, Italia, Medio Oriente e Stati Uniti, e si presenta come la rivisitazione della storia di Taras Schevchenko, poeta e pittore ucraino vissuto nell’Ottocento la cui eredità letteraria è ritenuta uno dei pilastri della letteratura moderna ucraina. La vicenda segue Taras che, per riprendersi la sua amata e ritrovare fiducia in se stesso, imparerà l’arte della katana da un samurai giapponese, fuggito dal suo paese in cerca di vendetta. Ai due si affianca un venditore di armi ebreo incontrato durante il viaggio; l’autentica amicizia che si consoliderà fra i tre personaggi, sarà al centro di un’avvincente avventura. Questo Sushi Spaghetti Western ha tutte le dinamiche e le caratteristiche del western, senza però nativi americani o volti messicani ma ninja e samurai, con molti combattimenti, effetti speciali, stuntmen e riprese mozzafiato. Insomma, nonostante tutto, l’arte e la musica non si sono fermate.

Disponibile su iTunes e digital stores dall’11 gennaio 2021, The Inglorious Serfs.

Info:

www.dariovero.com

Teaser The Ingloriuos Serf: https://www.youtube.com/watch?v=pE2xecukTmk

erikaloschiavo
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