Me la sarei attesa sin dalle prime battute una soluzione di arrangiamento che prevedesse una comunicazione radiofonica o qualcosa di simile. E infatti attendiamo sul finire del brano ed eccola arrivare l’uso dell’estratto della conversazione radio di Richard Russell, “The Sky King”, una chiusa assai significativa, una riflessione simbolica: la fine inevitabile di qualcosa può essere affrontata con lucidità e accettazione.

“The End Of Summer Days” è il singolo con cui i Porto Raro confermano la loro capacità di trasformare la musica in un viaggio emotivo profondo dentro pattern e landscape che sulle prime oserei definire distopici. E se da una parte “Daydreaming” dei Radiohead un poco mi torna alla mente (diviene potente questa circolarità che un poco mi fa accomodare lungo tutto l’ascolto, sottile e trasparente…), dall’altro il post rock inglese, quello grezzo di voci dai bordi pop dall’espressività sofferta e recitata, si fa strada nel mio immaginario di lande desolate, spazi aperti e sospensioni dal fascino inevitabili. Tutto sta finendo, la luce lascia il posto alle personalissime “tenebre” e questo consegna ognuno di noi a intese analisi. La fine dell’estate non solo come stagione, ma come stato d’animo: il momento in cui la leggerezza e le possibilità infinite lasciano spazio a ricordi, riflessioni e consapevolezza della perdita. La canzone è un’opera delicata e complessa, dove la malinconia non diventa mai mera tristezza, ma uno stimolo alla crescita interiore e alla presa di coscienza dei cicli della vita. Il duo firmato dalla maestranza di Pantaleo Rizzo e Roberto Pinto unisce armonie flamenco, improvvisazioni jazz e paesaggi elettronici, creando un equilibrio raffinato tra strumenti acustici e tensioni post-rock. Il pianoforte e le chitarre classiche dialogano con synth stratificati e chitarre distorte, costruendo una lenta evoluzione che in fondo mai si determina e si risolve. Si ragiona sul divenire… inevitabilmente si resta impigliati dentro un nulla di fatto. Probabilmente i puristi del genere troveranno un mix troppo “pop” per uno scenario così volutamente internazionale…
