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In uscita Nessuno sa, il nuovo libro di Arianna Papini

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Verrà presentato ad Arezzo, presso la libreria La casa sull’albero, il nuovo libro di Arianna Papini intitolato Nessuno sa. Un’opera che volge lo sguardo verso la bellezza e la saggezza della natura che sorprende ogni volta di più; è un vero e proprio grido d’amore verso di essa.

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URBAN LEGENDS – RILA’S EDITION Vol. 1 di Francesca Santi

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“Non prendete mai una leggenda metropolitana alla leggera, soprattutto se ha gli occhi senza palpebre e cerchiati di fuliggine”. Rila, Urban Legends 

Arriva in libreria Urban Legends – Rila’s Edition Vol. 1 di Francesca Santi disponibile da oggi, 28 novembre. Cos’è una leggenda metropolitana? È una storia improbabile che viaggia di bocca in bocca, raccontata talmente tante volte da guadagnarsi attendibilità.

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Incandescente di Lucrezia De Lellis

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La poesia attraversa la distanza tra significati e significanti. Ha il compito di dissolvere, dal participio passato latino DIS-SOLUTUS: disfare, separando e disordinando le parti che compongono un tutto o mandando questo in frantumi. Le metafore, incandescenti, infuocate, ripristinano più veri e più lucenti i legami tra le parole, e delle parole con il nostro personale vissuto. Essa germoglia tra le macerie dell’anima dopo che, imprudente, si sporge a osservare la profondità del divario tra sé e il mondo. All’origine non vi è mai una pace interiore ma una vertigine di fronte al paradosso che fonda il senso.

Edoardo Buroni affermava che nella poesia e nell’essere poeti si individuano spunti semantici, enciclopedici o metalinguistici molto interessanti, che sovente si intersecano con altri temi cari all’autrice quali la dimensione spirituale, l’amore, la sofferenza, la carnalità, la pazzia e la vita. Sono tentativi di definizione evocativi, icastici, a volte ben circoscritti, a volte aperti a ulteriori pensieri non delimitabili in un orizzonte chiaramente definito; lo si può vedere già a proposito della poesia stessa. 

É quello che emerge in “Incadescente”, raccolta poetica di Lucrezia De Lellis, in grado di trasportare il lettore all’interno di una magia. La magia, secondo François Truffaut, non è quella dell’ipnologo tradizionalmente inteso, il quale è supposto a cercare, in vari modi, di veicolare il proprio ‘senso’ nella mente altrui, ma è il contrario! La magia non è altro che il sapere aprire l’accesso al ‘non-senso’ e a equipaggiare lo spettatore, a godere di esso invece di soffrirne. Scrivere versi non è dunque qualcosa che astrae dal mondo, ma qualcosa che conduce all’interno di una duplice dimensione: essere e non-essere, reale e non-reale.

“Scopro nuovi modi

Di essere me stessa,

Non trovo il fondo

Di questa mia essenza.”

Basta chiudere gli occhi, immergersi nelle parole della poetessa, abbandonarsi al proprio immaginario, al proprio reale. Lucrezia De Lellis regale un viaggio introspettivo, un viaggio di comprensione e accettazione di sé, del proprio essere, del proprio non-essere. Alda Merini diceva che la poesia è vita e la vita è poesia. Bisogna soprattutto vivere, stare fra la gente, avere contatti con le persone che ci interessano, magari andare a vedere un buon film altrimenti si parla solo di sé stessi. La prima condizione della poesia è la libertà, la gioia. La poesia è gioia, è transfert; non si può fare poesia in un luogo ristretto della dimora del proprio essere. La poesia è totale. 

Totale.

É questa la parola che descrive “Incandescente”.

Una poesia totale, matura, incredibilmente vera.

Il poeta altro non è che un uomo isola che viaggia tra sogno e realtà, che vive in quegli spazi fantastici dell’immaginario. La verità che emerge dai versi è una verità cruda, memorabile, talvolta sofferente, ma che si racconta come storia, come aneddoto, come appiglio alla vita, alla sopravvivenza. Il poeta è un buon giocatore, le sue bische clandestine sono le sue parole. È un giocatore “truccato”, fuorilegge della realtà.

“Cado negli 
Odori 
Dell’universo

Livido
Lo spessore 
Del silenzio 

Lascio sciogliere 
In questo buio 

Corpo senza scheletro, 
Cedo le mie ossa.”

Dal fondo di un’acqua smarrita, il nuovo romanzo di Marcello Furiani

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Il nuovo libro di Marcello Furiani parla di Guido, di professione editor, il quale accetta l’incarico di trasformare in romanzo alcuni appunti scritti da Andrea, amico della giovinezza, morto da tempo. Dai fogli emerge una persona nuova, un giovane solo, inquieto, innamorato di una donna che viene paragonata a una dea, della quale però non si può svelare il vero nome. Chi è questa misteriosa ragazza soprannominata Irene? E come mai, se l’amore era così forte come si evince dagli scritti, l’uomo non ne ha mai fatto parola con nessuno? Si tratta di pura fantasia, di un vezzo artistico o davvero il compagno di giochi aveva dei segreti? Quasi senza accorgersene, Guido riesce a risolvere un mistero che lo coinvolge, ma non sempre le risposte sono quelle che ci aspettiamo. Non sempre le risoluzioni sono quelle che desideriamo. L’editor scopre una verità scomoda che, suo malgrado, deve accettare.

Come sostiene l’autore Marcello Furiani: “L’idea di questo romanzo nasce dal possesso dei manoscritti di un amico della giovinezza, il quale purtroppo ha avuto disagi psichici che lo hanno portato al suicidio. Ho voluto trovare in questo libro una sorta di ricompensazione nei suoi confronti anche attraverso un’indagine sulla schizofrenia, che può essere vista o come una totale perdita senso oppure può essere compresa, dato che è una possibilità umana in ciascuno di noi”.

Oltre ai due personaggi maschili emergono due personaggi femminili – come sostiene Marcello- “Arianna riflette la tenerezza, l’emotività, l’intelligenza e Daria, che invece riflette la carne ma è anche la disillusione, la fragilità, una maschera di seduzione che si è costruita. Due donne diverse ma accomunate da una ferita che non si è mai cicatrizzata”.

Un romanzo di ricordi, di consapevolezze e di verità amare. Un flusso narrativo intimo e confidenziale per imparare ad accettare una realtà che non sempre incontra il nostro favore. Dopo “Senza vero desiderio di andare”, un’altra grande prova di alta letteratura, per lettori esigenti e preparati al meglio.

Dall’estratto: “solo nei ritorni possiamo intravedere quello che siamo diventati, osservarci dalla nostra infanzia come in una lente rovesciata, vederci camminare con gli occhi di un tempo, con quello sguardo che ci interroga per le attese e le promesse naufragate di cui allora era imbevuto con l’insolenza e l’illusione della giovinezza”.

AUTORE

Marcello Furiani nasce a Bergamo nel 1959. Da qualche anno vive ad Alessandria. Ha pubblicato “A novembre, era una neve” (Joker Edizioni, 2010), “Senza vero desiderio di andare” (Brè Edizioni, 2019) e la plaquette di poesie “Mia perfetta misura” (Amazon, 2021). Congiuntamente all’attività di scrittura si è occupato di ricerca filosofica.

 

Di Anna Tulimieri

 

 

Il nuovo romanzo di R.J. Palacio, l’autrice bestseller di Wonder

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Dopo il successo di Wonder, un fenomeno pubblicato in 50 Paesi, con 16 milioni di copie vendute, di cui 1 milione in Italia, R. J. Palacio torna con la straordinaria avventura di un ragazzo e del suo pericoloso viaggio attraverso il Far West alla ricerca del padre.

“Pony è un grande cambiamento, è un libro molto diverso da Wonder. Quando ho iniziato a lavorarci ero un po’ nervosa perché quando io amo un autore vorrei sempre leggere lo stesso libro più e più volte e Pony è veramente un cambiamento (…). Sapevo che sarebbe stato un libro sulla perdita ma anche sui rapporti che non muoiono mai e come l’amore è eterno e ci aiuta ad andare avanti. Questo è nel profondo.”- R. J. Palacio

Il dodicenne Silas viene svegliato nel cuore della notte da tre sconosciuti a cavallo che portano via suo padre, lasciando il ragazzo solo e spaventato in compagnia di una misteriosa presenza. È allora che alla sua porta si presenta un pony. Un esemplare fuori taglia, grande quasi quanto un cavallo, dal manto nero e dai grandi occhi azzurri, simili a quelli di un cervo. Silas, pur non sapendo cavalcare, non ha scelta: deve mettere da parte i suoi timori e trovare il coraggio di partire nella speranza di salvare il padre. Sarà un viaggio pericoloso, in cui si scontrerà con la violenza e la natura selvaggia, si imbatterà in sceriffi e fantasmi, ma soprattutto un viaggio in cui dovrà affrontare le sue più grandi paure. Una storia sul potere dell’amore e sui legami che uniscono le persone sfidando la distanza e il tempo.

L’AUTRICE 

R. J. PALACIO, nata nel 1964, ha lavorato per vent’anni in editoria come grafica e art director. Palacio è il suo pseudonimo, ispirato al nome della madre di origini colombiane. Il suo primo romanzo, Wonder , immediatamente balzato in cima alle classifiche internazionali, è diventato nel 2017 un film di Stephen Chbosky con Julia Roberts e Owen Wilson. Su richiesta dei fan ha scritto altri tre capitoli della storia di Auggie: Il libro di JulianIl libro di Christopher e Il libro di Charlotte, oltre a una graphic novel, Mai Più. Per non dimenticare (White Bird) da cui è stato tratto l’omonimo film diretto da Marc Forster.
Il suo libro Pony uscirà in tutte le librerie a partire dal 19 ottobre.
 
Di Anna Tulimieri

Nude emozioni: tra versi poetici e mandala

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Si presenta giovedì 13 ottobre 2022 ore 17:00 alla Biblioteca Diocesana in Piazza Duomo 11 a Caserta, il libro di Anna Mozzi “Nude emozioni – Un abbraccio di vita”, Apeiron Editore, con il Patrocinio dell’Amministrazione Comunale della città.

A discuterne con l’autrice, Lucia Monaco (Vice Presidente Fidapa BPW Caserta e docente università “L. Vanvitelli”) e Virginia Iorio (docente), accompagnati dalle letture dell’attore Pierluigi Tortora e i versi musicali del maestro Peppe Romito. Saluti del Vescovo di Caserta Monsignore Pietro Lagnese, del Sindaco Avv. Carlo Marino, dell’Assessore alla Cultura dott. Vincenzo Battarra.

Un libro che si può definire un’autentica opera d’arte, non solo per l’eleganza delle pagine ben rifinite, ma anche per i contenuti, come i suggestivi mandala dell’artista Francesca Bartalini Waudby e la profonda e significativa prolegomena di Alexandra Rendhell.

Anna Mozzi dedica il libro al padre con strofe complesse, non scadenti in quella banalità che oggi ha travolto il genere letterario, nonostante la loro composizione risalga a quando l’autrice aveva appena sedici anni, due anni dopo la perdita del genitore. I versi liberi, senza rime e senza eccessi, sono il frutto di quel dolore e diventano un percorso di crescita, dove non mancano richiami all’amore, allo scorrere del tempo, alla morte stessa, di fronte alla quale non resta che trovare altre modalità di rinascita.

“A mio padre, che il destino crudele precocemente mi sottrasse. A mio padre, ingenuo aedo di questo mondo vicino o lontano!”- così s’avviano le pagine a tratti amare, e con una fotografia in bianco e nero di un uomo giovane che porta allegro la figliola di circa cinque anni sulle spalle.

Il volume tratta anche di purificazione spirituale, di quella che potremmo definire catarsi dell’anima. La stessa corposa postilla, di ben otto commoventi pagine, mette fine, o dà il via – questo solo l’autrice può saperlo – ad un viaggio attraverso un dolore non ancora sopito, un dolore che accomuna l’umanità e che si può sanare soltanto con solitarie introspezioni, dove la poesia rimane l’antidoto supremo.

Uno stralcio della Postilla Sparsi frammenti d’inquietudine

(Il Desassossego di Fernando Pessoa nei miei ricordi Paterni)

Un pomeriggio come tanti… Io e Te dovevamo andare a prendere Mamma alla stazione di Caserta, perché tornava col treno da Gricignano d’Aversa, dove insegnava… Mentre aspettavamo l’orario per uscire di casa, mi misi in piedi sulla cassapanca e ti imposi di metterti sotto braccio con me…Con la promessa di andare a passeggiare a piazza Carlo III per ammirare Palazzo Reale, in un sacchetto, hai messo le briciole di pane da offrire ai piccioni… Usciti di casa, all’improvviso, ti sei fermato dinanzi alla Chiesa di Sant’Anna, Patrona di Caserta, e, meditando, mi hai detto: «Bella di Papà, ricordati sempre che noi stiamo su questa terra, ma non apparteniamo ad essa. Guarda il Cielo!»… Ho avvertito, dentro di me, un elevato senso di misticismo, sovrasenso, sublimazione indimenticabile…”.

L’AUTRICE

Anna Mozzi, nata a Caserta, è laureata in Psicologia a Roma, nella seconda metà degli anni ’70 , ha ricoperto l’incarico di psicologa nell’équipe socio-psico-pedagogica della provincia di Caserta per l’inserimento dei disabili nelle scuole. Tra un importante incarico e l’altro in ambito sanitario, nel frattempo, in nome della passione per la scrittura ha restituito il Diritto di Parola e Cittadinanza agli utenti del Dipartimento di Salute Mentale, quale fondamento e garanzia etico-politica della legge 180 del 1978 (nota come Legge Basaglia), attraverso la pubblicazione dei libri “Le rose bisogna annaffiarle se no muoiono!” (Erregraph , 2002), “…anche gli Angeli vengono alle mani …” (Cuzzolin , 2004), “La sola Grazia è l’Amore” (L’Aperia , 2007 ) . Ha poi pubblicato il libro di poesie “PensieRosa” (L’Aperia, 2009), interessandosi, altresì, alla Fondazione della Psicologia di Genere, in partnership con il Dottorato di Ricerca Interpolo in Studi di Genere dell’Università di Napoli. Nel 2018, per i tipi di Apeiron Edizioni ha pubblicato il libro di poesie “Blu Oltremare” con illustrazioni originali di Francesca Bartalini Waudby.

Di Anna Tulimieri

Alberi: un romanzo fantasy “ecologico”

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Edoardo Ferri è un “misuratore di alberi”: analizza la vegetazione. E proprio mentre svolge questa attività, accompagnato dalla sua aiutante Valeria, scopre che all’interno della corteccia di alcuni esemplari sono presenti simboli misteriosi. Inoltre, in quel bosco, accadono fenomeni strani: voci sospette, ombre inquietanti e piccoli cadaveri dentro alle cortecce. Ben presto i due ricercatori scoprono che quelle terre sembrano essere schiave di una maledizione di cui i paesani non amano parlare, e soprattutto con i forestieri. I ragazzi cominciano a indagare, coadiuvati da Margherita, una barista del luogo. Si troveranno davanti a credenze, sortilegi e misteri. Edoardo farà la conoscenza di Erminio, un barbone che non parla con nessuno da troppo tempo. Cosa nasconde? Ci si può fidare di lui? Un ritmo incalzante, una suspense continua per un romanzo dove il bene vuole sconfiggere il male nella loro lotta eterna. Edoardo riuscirà a essere il vincitore?

 “In questi boschi ci sono cose che nessuno conosce veramente. I taglialegna non girano mai da soli, vanno sempre in gruppo. Sarà per evitare incidenti, ma anche perché ad addentrarsi senza compagnia tra quegli alberi antichissimi, a volte hanno paura. E non sono uomini da poco. Più di uno è sceso a valle con un braccio o una gamba rotta senza aiuti, stringendo i denti”

Gli autori di Alberi sono Fernando Lizzani e Mariano Rampini.

Fernando Lizzano, nato a Roma il 22 dicembre 1963, è, da una quindicina d’anni, regista di programmi televisivi (“Linea Blu”, “Linea Verde Orizzonti”, “Top – Tutto quanto fa tendenza”, “Linea Verde”, “Linea Verde Life”), di collegamenti in diretta e di servizi filmati (“Cominciamo bene”, “Novecento”, “Telethon”, “Alle falde del Kilimagiaro”, “Carràmba che sorpresa!”, “Occhio alla spesa”, “I raccomandati”, ecc.). In precedenza, è stato critico cinematografico (“L’Umanità”, “Il manifesto”, “Altro cinema”, “Radio Città Futura, ecc.) e ha scritto fumetti, documentari (la serie De Agostini “Viaggio nelle meravigli dell’archeologia”), fiction radiofoniche (“Invito in giallo con delitto” su Radiouno), televisive (“Le mille e una notte”, “Sant’Anna: l’eccidio”), programmi televisivi (“Che fine ha fatto Babbo Natale?”) e, non accreditato, sceneggiature di film horror.  A maggio 2020 ha pubblicato il suo primo romanzo “Piccole infamie vista mare” (Edizioni Aporema). A marzo 2021 è uscito il suo secondo romanzo “Le notti di Artemide” (Bertoni editore).

Mariano Rampini, nato a Bologna il 7 dicembre del 1953. Ha vissuto a Roma dal 1961 e ha lavorato come giornalista per testate specializzate in politica sanitaria fino al 2011. Legge fantascienza, fantasy, horror, weird praticamente da sempre ma ne scrive dal 1980 (circa). Raccoglie buoni consensi a cominciare dall’Italcon di Modena nel 1981. Seguono quelli del Premio Italia 1982 e il Premio Amatrix 1983.  Più recentemente si è aggiudicato il Premio Gianfranco Viviani (nel 2019 e nel 2020 rispettivamente per le categorie Fantasy e Fantascienza). Ha pubblicato per l’editore Fanucci di Roma (1989) il romanzo Saghe di un mondo perduto (secondo al Premio Italia del 1990). A distanza di tempo sono poi arrivati L’ultima notte dell’anno e I Ranger di Rogers (Robin Edizioni, rispettivamente 2011 e 2012). Lo scorso anno (2021) per i tipi di Aporema Edizioni, è uscito il romanzo Terre Aride Nel cuore dell’ombra. Suoi racconti sono apparsi in numerose antologie: Fanucci (tra tutti quelli pubblicati da citare l’introduzione a Il ciclo della strumentalità di Cordwainer Smith del 1989), Edizioni Tabula Fati (in Fantasie d’Oriente – 2021) ed Edizioni Scudo (Soundscapes – 2021).

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Di Anna Tulimieri

Itinerari autobiografici: frammenti d’Italia nel mondo

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Amolà presenta il nuovo libro di Lucia Tirri, un viaggio in mondi reali e immaginari degli italiani all’estero tra spazio, identità e scrittura.

Come sostiene Sebastiano Martelli nella prefazione: “Lucia Tirri realizza una mappa consistente delle autobiografie di emigrazione, strutturata e analizzata con il supporto di una aggiornata bibliografia critica … Queste scritture rappresentano di sé ma anche per conto di altri, a volte di pezzi di comunità, il continuo flusso di memoria e di vissuto della diaspora, un continuo rinviarsi di voci, memorie, silenzi dal paese all’Altro Mondo”

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Di Anna Tulimieri

La favola di Masciulli, “il manoscritto anonimo sarà un libro per Natale”

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Come nelle migliori favole estive d’altri tempi, anche questa storia inizia in una notte stellata, però molto recente e coinvolge chi del suo sogno ha fatto la sua ragione di vita: si parla di Alessio Masciulli, il giovane editore di Catignano (Pescara) che non ha mai smesso di credere alle emozioni che il mondo dell’editoria gli regala sempre e pur essendo in fase di rinnovamento della sua azienda, ha già una favola da raccontare. Proprio lui che vede nel libro il suo migliore amico, che vede tra le pagine da sfogliare una terapia e che non si è fatto scoraggiare nemmeno dal Covid ma anzi, durante l’emergenza sanitaria, ha donato libri a molti amministratori di comuni che non avevano più mezzi per strappare un sorriso alle famiglie chiuse in casa ed ormai annientate dalla paura e dal dolore, poichè vittime della solitudine.

“La notte del 31 Luglio 2022 – spiega – tornavo a casa da una cena ed entrando nel cancello ho notato una scatola anonima per terra. Ho pensato fosse rotolata lì per caso dato che la serata era molto ventosa ma avvicinandomi ho scoperto che era sigillata con del nastro adesivo e collocata vicino al muro in maniera sospetta. Non era vuota e così l’ho raccolta, l’ho portata in casa e l’ho aperta subito. La mia curiosità ha avuto il sopravvento: conteneva un manoscritto rilegato con copertina rossa, senza titolo e senza autore”.

Ancora oggi, dopo settimane, l’autore di questo gesto non ha un nome, ma di sicuro lascia spazio all’immaginazione: “Non c’era nessun riferimento sul manoscritto se non il solo testo stampato in nero. Mi sono messo a letto e ho iniziato subito a leggerlo perché già dalle prime righe la storia mi ha rapito in un modo particolare. Ero rapito da questa magica lettura e non sono riuscito a riemergere fino alla fine del libro, se ‘fine’ possiamo definirla”.

E’ una storia “natalizia” e racconta proprio di un manoscritto consegnato da un ragazzino di notte in una piccola casa editrice: si tratta di una favola moderna piena di riflessioni e di belle sensazioni tanto che, come spiega l’editore “con lo staff della Masciulli Edizioni abbiamo deciso di pubblicarla ovviamente con tutte le precauzioni del caso. Un fatto strano è che poche settimane dopo l’arrivo del manoscritto ho ricevuto una telefonata durante la quale una voce maschile dichiarava di essere l’autore misterioso e quando ho chiesto una prova, poco prima di chiudere la telefonata, mi ha suggerito di leggere pagina 28, poichè è li che accade qualcosa di magico. In effetti è così. Ma sarà una sorpresa per i lettori”.

Intanto nell’incantevole laboratorio della Masciulli, ricchissimo di novità, si lavora sul titolo e sulla copertina per questo misterioso libro che verrà pubblicato entro Novembre 2022, e come conclude Alessio “speriamo che questa storia trovi il suo autore e che la magia in essa contenuta emozioni tante persone e faccia davvero un grande miracolo. Fino a che non sapremo il suo nome, i diritti d’autore saranno congelati ed il ricavato delle vendite donato in beneficenza“.

Di Anna Tulimieri

“Michele Strogoff”: il classico di Jules Verne illustrato da Franco Caprioli

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“Michele Strogoff”, famoso romanzo di Jules Verne scritto nel 1876, è stato più volte adattato per il cinema. La celebre opera del padre della fantascienza sarà questa volta protagonista della trasposizione a fumetto da parte di uno dei più stimati e innovativi autori del settore, Franco Caprioli.

Nato a Mompeo, in provincia di Rieti, e vissuto a Roma, Franco Caprioli (1912 – 1974) si dedicò inizialmente alla pittura per poi passare all’illustrazione e al fumetto, collaborando principalmente con «Il Vittorioso», «Topolino» (giornale) e «Il Giornalino». Uno straordinario artista dall’animo nobile e dal tratto molto personale e raffinato, noto per il suo caratteristico “pointillisme”, a cui sono debitori molti dei maestri a lui successivi. Un autore profondamente innovativo, nelle cui opere si riflette il grande amore per il mare unito alle passioni per l’etnologia, l’archeologia e la preistoria su cui si è a lungo documentato nel corso della propria vita.

Tra i suoi lavori più memorabili si ricordano proprio la storia del corriere dello zar di Russia, Michele Strogoff, e quella del capitano del veliero Delphin narrata ne “I violatori del blocco”, un’altra celebre opera di Verne. Pubblicate entrambe originariamente su «Il Giornalino» negli anni Settanta, le due opere approdano ora in libreria in un volume unico pubblicato da Edizioni NPE. Due trasposizioni in cui ogni tavola è un’opera d’arte.
“Michele Strogoff” narra la storia di un capitano dei corrieri dello Zar Alessandro II, incaricato di recapitare un messaggio segreto al fratello del sovrano. Per farlo dovrà attraversare tutta la Siberia, arrivando fino a Irkutsk. Una missione a cui è legata la sorte dell’intera Russia, minacciata da una rivolta tartara. Comincia così il viaggio di Michele Strogoff che, tra pericoli e agguati, proverà con grande audacia a portare a termine il proprio compito. 

“Caprioli non traduce Verne, lo reinventa… il linguaggio narrativo viene assorbito e trasformato da quello grafico e la vicenda ci viene restituita e svelata in immagini di stupefacente bellezza”-Claudio Nizzi

Il volume è il secondo della collana dedicata a Franco Caprioli. In libreria dal 30 settembre.

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Di Anna Tulimieri

Redazione
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