Libri, autori e tanto altro

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Presentazioni di libri, fiere e incontri, la cultura attraverso i libri

Più libri più liberi e i ragazzi 

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Dal 7 all’11 novembre avrà luogo a Roma, presso la Nuvola dell‘Eur, la ventesima edizione di Più libri più liberi. Un evento che continua a mantenere un rapporto diretto con le scuole per invogliare i giovani ragazzi alla lettura.

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Al via la VII edizione del premio letterario “ Storie di Sport”

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Torna il premio “Storie di Sport”, evento in onore di Rocky marciano. La scorsa edizione ha visto vincere, per la prima volta, una donna. La giornalista calabrese Alessia Principe, infatti, si è aggiudicata il premio con “9841” .  

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Roma, Mercatini di Natale in Piazza della Balduina.

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SenzaBarcode e SBS portano i libri tra gli stand l’otto dicembre

Il secondo appuntamento per gli scrittori della scuderia di SBS Comunicazione è per giovedì 8 dicembre. La festa dell’Immacolata, che segna anche il primo giorno dei festeggiamenti natalizi, sarà all’insegna della mostra mercato a cura dell’Associazione Il Bagatto.

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SenzaBarcode e SBS Comunicazione, nuovamente ospiti, saranno presenti con un meraviglioso programma dedicato agli appassionati di lettura e quanti sceglieranno un libro come strenna da mettere sotto l’albero.

Alle 11.30 si apre il ciclo di presentazioni con Marco Costantini e il suo nuovissimo L’angelo di stoffa, una storia emozionante, di famiglia e di amicizia. Dove la figura calda e rassicurante dei nonni si abbraccia a un piccolo angelo di stoffa. Nella cornice del Natale. Pubblicato da SBS Edizioni, in commercio da ottobre 2022, il libro è già stato selezionato per la vetrina nazionale di Casa Sanremo Writers. Marco sarà al Palafiori il 8 febbraio.

Alle 15 c’è Circe, una metamorfosi inaspettata di Alessandra Muschella edito da Argentodorato. La storia, inaspettata, sa essere saggia, profondamente saggia nella sua semplicità: dimostra come l’intensità possa essere trovata dentro ogni aspetto, anche quello più tragico, della vita di ognuno.

Alle 17 lo spazio dedicato ai lettori più adulti, è la volta di Dario Pasquali e il suo ultimo libro Wuthering winds edito da Robin. La storia di un padre e un figlio, che nel presente sono un uomo anziano, il padre, che deve affrontare i suoi ultimi giorni di vita e un giovane, il figlio, che decide di stare accanto a suo padre, mentre lui stesso è ancora alla ricerca di un suo vero posto nel mondo… Dario Pasquali sarà a Casa Sanremo Writers il 10 febbraio.

Presso lo stand di SenzaBarcode (www.senzabarcode.it) e SBS Comunicazione (www.sbscomunicazione.it)  sarà inoltre possibile incontrare Margherita Bonfilio, poetessa con il suo Il vaso di Pandora per CTL Editore. La sua opera sta ricevendo diversi premi, non ultimo quello come migliore copertina e sarà al Palafiori l’otto febbraio.

“Saranno tanti i libri e gli amici che ci seguiranno alla Balduina”, racconta Sheyla Bobba per SenzaBarcode e SBS. “Stare in piazza con i nostri libri è diventata ormai una piacevole e fortunata consuetudine. Vi aspettiamo anche per brindare alla fine di ogni presentazione”.

Alessandro Russo, per l’Associazione Il Bagatto, da sempre attento a offrire una parte culturale nei suoi eventi, ci tiene a “ringraziare le Amministrazioni locali che ci sostengono, ma specialmente il quartiere che popola sempre numeroso i mercatini”.

Per informazioni sull’esposizione dei libri Sheyla Bobba 3456048479, per il resto del mercatino Alessandro Russo 338 965 7690.

Massimo De Vico Fallani presenta a Roma la sua opera: Le cancellate romane Sette-Ottocentesche. 

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Lo scorso 24 novembre, Massimo De Vico Fallani ha presentato “Le cancellate romane Sette-Ottocentesche” all’interno dell’Archivio Storico Capitolino, una scelta tutt’altro che casuale.

Massimo De Vico Fallani, un nome che è un’autorità nell’ambito architettonico e paesaggistico. È stato funzionario architetto della Soprintendenza ai Monumenti di Firenze e Pistoia (1980-1986) e di quella Archeologica di Roma (1986-2008) con l’incarico di direttore dei parchi e giardini. Coordina il Corso di Restauro di Parchi e Giardini storici della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio della ‘Sapienza,’ Università di Roma. È autore di diversi progetti di restauro di giardini storici e sistemazione di parchi archeologici, l’ultima “fatica letteraria” lo ri-porta a Roma, in particolar modo si sofferma sullo studio delle cancellate, dei portoni, dei cancelli singoli o multipli. 

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Non c’è trattatistica o metodo inerente allo studio delle cancellate, non in Italia, De Vico Fallani è un vero e proprio pioniere. Nella sua opera monumentale, frutto di un lavoro durato anni, il nostro Autore ha consultato archivi di Stato, biblioteche, ha approfondito la conoscenza di un tipo di manufatto artistico, di un tipo di artigianato che in Italia, a differenza di altri Paesi, non è adeguatamente preso in considerazione dalla letteratura professionale e dall’opinione pubblica. Dunque, fulcro dell’opera sono le cancellate romane, in particolar modo quelle settecentesche e ottocentesche. In realtà, l’Autore pone l’attenzione su cinque epoche: Medioevo, Rinascimento, ‘600 (ornato da cancellate gentilizie), ‘700 e ‘800 (animato da cancellate decorative). 

“Le cancellate romane” si presenta come un libro particolare, all’interno non è accademico, non è esclusivo, è un libro che nasce da una curiosità. A proposito di ciò è interessante partire da una recensione asprissima di Mario Praz nei confronti del Manierismo, uscì su “Il Tempo”. Praz vedeva la sua Roma come una città ancora affascinante, ma di fatto degradate, decaduta. Del resto credeva che l’arte, non fosse veramente arte, ma solo la documentazione di un’epoca. 

Quanto detto da Praz è tanto illuminante, quanto criticabile, basti solo chiudere gli occhi e tornare indietro nel tempo, in particolar modo al pontificato di Alessandro VII: il Pontefice amava lo scintillio dell’acqua, amava osservarla dalle spallette sul Ponte di Castel Sant’Angelo (spallette che crollarono nel 1450, anno del Giubileo cristiano a causa di un numero esorbitante di persone). Per evitare un’altra tragedia chiese a Bernini di ampliare la sezione delle spallette, di decorarle, la Musa ispiratrice del noto architetto fu la maglia delle reti da pesca. Dio viene riscoperto partendo da un elemento che, solitamente, si dà per scontato: la grata di ferro. Il ferro, materiale duro, violento, diventa malleabile, si lascia plasmare, si trasforma in un filo con il quale ricamare la città. Come il baco da seta ha un capo da tirare per svolgerlo e dipanarlo, così il libro ha un filo dorato che bisogna seguire per immergersi nell’evoluzione delle cancellate, un itinerario per percorrere anche l’evoluzione del gusto artistico

In conclusione, De Vico Fallani pone l’accento su una specifica tipologia di portoni: l’analisi critica di circa 17.0 cancellate ha portato a individuare il particolare valore e l’identità figurativa di questa produzione artistica. Soffermandosi sulle origini, lo sviluppo, i rapporti con paesi esteri quali Francia e Gran Bretagna; le innovazioni tecnologiche e produttive legate alle nascenti industrie siderurgiche e metallurgiche hanno portato allo sviluppo di un nuovo artigiano: il fabbro ferraio, a lui il merito della realizzazione della cancellate romane.

Più libri più liberi: perdersi per ritrovarsi.

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Più libri più liberi, la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, promossa e organizzata dall’Associazione Italiana editori torna alla Nuvola dell’Eur dal 7 all’11 dicembre. Chiara Valerio e Silvia Barbagallo dirigono la nuova edizione, come commenta il presidente Riccardo Franco Levi “con l’arrivo di Chiara Valerio il gruppo di lavoro di Più libri più liberi si arricchisce di una nuova presenza femminile – commenta Annamaria Malato, presidente della Fiera – in linea con lo straordinario lavoro che Silvia Barbagallo ha svolto in questi anni e che tanto ha contribuito alla crescita della nostra manifestazione. Siamo certi che Chiara, nei prossimi anni, saprà disegnare i contenuti culturali della Fiera dando continuità alla costante ricerca di innovazione che caratterizza il continuo mutamento del nostro mondo”.

Più libri più liberi pone lo spettatore, il lettore, l’autore, davanti ad un telaio. Telaio attraverso cui si tessono fili. Fili rossi del destino. Fili di lana che avvolgono l’atmosfera con il loro calore. Sono fili di seta, come il mare di Lorenzo Mattotti, che, anche quest’anno, si occupa della grafica dell’evento, sui quali si galleggia. Navighiamo o semplicemente galleggiamo? É realtà o invenzione? Ci siamo resi conto che questo è ciò che è stato il Mediterraneo per secoli. Il Mare è un simbolo fondamentale dell’immaginario collettivo. Racchiude un insieme di immagini archetipiche che riviviamo spesso nei nostri sogni, paesaggio di storie e avventure dai profondi significati simbolici

“L’acqua, il mare, è il simbolo dell’inconscio per eccellenza, con tutti i contenuti rappresentati da tutti gli esseri che vivono nelle sue profondità. Noi tutti abbiamo navigato nel mare uterino delle nostre madri e l’acqua ci ricollega a uno stato in cui non ci sentivamo ancora separati dal grande universo. (Norma Bärgetzi Horisberger)”

L’intersezione razionale e occasionale di linguaggio ed emozione porta alla luce la ricchezza, la conoscenza, la religione e l’ateismo, la letteratura e la scienza. La fiera ha un obiettivo: la perdita. Perdersi per ritrovarsi. Perdersi per conoscersi. Perdersi per andare verso una morbida luce dorata, luce che risuona attraverso molti oggetti e luoghi senza identità. Dunque, il Mediterraneo funge da metafora di tutti i mari e di tutte le tempeste, da qui è nato il tema del 2022.

Tra gli ospiti annunciati, Alessandro Baricco, Michela Murgia, Pilar del Río Gonçalves (presente in fiera per un ricordo del Premio Nobel Josè Saramago nel centenario della nascita), Paul B. Preciado, Erling Kagge, Mohamed Mbougar Sarr(Prix Gouncourt 2021), Licia Troisi, Marco Malvaldi, Djarah Kan, Pietro Turano, Zerocalcare, Marcello Fois, Carlotta Vagnoli e molti altri. E tra gli appuntamenti più attesi quello con l’iraniana Azar Nafisi.

Sognavamo al cinema

CULTURA/EVENTI by

È il 1976 Vania Protti e Manfredi Traxler davano vita ad una stagione unica: quella dell’Academy Pictures, una stagione che permette di “essere nel cinema”, di vivere il cinema, grazie alla distribuzione cinematografica di film d’autore. 

Il 5 ottobre 2022, presso la Casa del Cinema di Roma, è stato presentato il volume “Sognavamo al cinema”, di Vania Protti Traxler. In una lunga intervista Vania Traxler racconta la sua brillante carriera di distributrice cinematografica: dalle origini – il nonno conobbe i fratelli Lumière – ai film e ai registi distribuiti. Tra gli altri, Emir Kusturica, Rainer W. Fassbinder, Wim Wenders, Peter Greenaway, Spike Lee, Eric Rohmer, Agnès Varda, Mike Newell, Baz Luhrmann, Peter Jackson, Leos Carax: con i Traxler il cinema d’autore è diventato mainstream. Per l’intervista ha scelto 50 film, tra i più importanti e indimenticabili, per chi li ha visti e per chi lo farà: come dice lei, “per sognare ancora”. I coniugi Traxler fecero conoscere al grande pubblico alcuni dei più grandi registi contemporanei di grande livello come Kusturica, Greenaway, Wenders, Rohmer, Jarmusch, Egoyan, Almodóvar, Kieslowski, Lee, Ford, Solondz e tanti altri. La scelta dei film avveniva tramite l’autenticità e il valore che i Traxler coglievano dalla visione del prodotto, non era mai una scelta dettata dal calcolo. Promuovevano la pellicola fidelizzando il pubblico e attivando un rapporto di fiducia con gli esercenti che grazie a questo, davano spazio anche ai film più deboli del loro listino.

“Sono convinta che l’emozione procurata dal primo impatto con un film sia la cosa più importante. Come continuo a sostenere che il più bel film della storia del cinema sia Via col vento. Non ci sono santi.”

“La storia comincia nel 1904 quando mio nonno di Libiola, un piccolo paese vicino Mantova, insieme a un gruppo di ragazzi all’avanguardia mise su un cinema improvvisato: c’era chi stampava le locandine e chi suonava il piano perché allora i film erano muti”. All’inizio Vania non segue però le orme della sua famiglia e si mette a lavorare in una boutique, ma il cinema le “ribolliva nel sangue” Tanti gli aneddoti presenti nel libro. Uno su tutti: “A Venezia comprai A single man di Tom Ford. L’ufficio stampa mi ossessionava con le richieste del regista. Mi dissero che voleva tutto bianco. Per cui presi tovaglie bianche, fiori bianchi, pesce bianco. Lui mi chiese perché fosse tutto bianco. E io esplicitai i diktat che avevo ricevuto. Mi rispose: ma scusa io sono texano mangio le fiorentine anche di tre chili”.

Intervento di Marco Tullio Giordana: l’Academy ha avuto un ruolo di cerniera, ha portato nel circuito del cinema film indipendenti, facendo in modo che questi ultimi potessero avere un grande successo. La scoperta di un film diventava condivisa.

Intervento di Vania Protti, autrice del libro: l’idea di scrivere un libro che raccogliesse la storia di una famiglia meravigliosa le è stata data dal nipote, Filippo. Filippo le chiese di combinare la passione del cinema e quella della cucina nel libro. Dunque, un viaggio nelle generazioni attoriali del cinema, un viaggio all’interno di ricette casalinghe, un viaggio che avvolge il lettore e lo catapulta altrove.

Intervento di Francesca Boschiero: l’obiettivo era quello di portare alla luce una storia che non si rivolgeva solo al passato, ma anche al futuro. Ci sono film che non hanno tempo, antichi, ma attuali. Film che rapiscono le nuove generazioni e consentono loro di appassionarsi a questo mondo.

Intervento di Giovanni Gifuni: ci siamo tuffati nella storia di Vania, nella sua memoria, nella sua famiglia. Ci siamo nutriti di aneddoti, di risate, di uscite. È un libro godibile per tutti. 

Attraverso questo libro si capisce il significato del cinema.

Articolo scritto da Alice Grieco e Anna Tulimieri

Nude emozioni: tra versi poetici e mandala

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Si presenta giovedì 13 ottobre 2022 ore 17:00 alla Biblioteca Diocesana in Piazza Duomo 11 a Caserta, il libro di Anna Mozzi “Nude emozioni – Un abbraccio di vita”, Apeiron Editore, con il Patrocinio dell’Amministrazione Comunale della città.

A discuterne con l’autrice, Lucia Monaco (Vice Presidente Fidapa BPW Caserta e docente università “L. Vanvitelli”) e Virginia Iorio (docente), accompagnati dalle letture dell’attore Pierluigi Tortora e i versi musicali del maestro Peppe Romito. Saluti del Vescovo di Caserta Monsignore Pietro Lagnese, del Sindaco Avv. Carlo Marino, dell’Assessore alla Cultura dott. Vincenzo Battarra.

Un libro che si può definire un’autentica opera d’arte, non solo per l’eleganza delle pagine ben rifinite, ma anche per i contenuti, come i suggestivi mandala dell’artista Francesca Bartalini Waudby e la profonda e significativa prolegomena di Alexandra Rendhell.

Anna Mozzi dedica il libro al padre con strofe complesse, non scadenti in quella banalità che oggi ha travolto il genere letterario, nonostante la loro composizione risalga a quando l’autrice aveva appena sedici anni, due anni dopo la perdita del genitore. I versi liberi, senza rime e senza eccessi, sono il frutto di quel dolore e diventano un percorso di crescita, dove non mancano richiami all’amore, allo scorrere del tempo, alla morte stessa, di fronte alla quale non resta che trovare altre modalità di rinascita.

“A mio padre, che il destino crudele precocemente mi sottrasse. A mio padre, ingenuo aedo di questo mondo vicino o lontano!”- così s’avviano le pagine a tratti amare, e con una fotografia in bianco e nero di un uomo giovane che porta allegro la figliola di circa cinque anni sulle spalle.

Il volume tratta anche di purificazione spirituale, di quella che potremmo definire catarsi dell’anima. La stessa corposa postilla, di ben otto commoventi pagine, mette fine, o dà il via – questo solo l’autrice può saperlo – ad un viaggio attraverso un dolore non ancora sopito, un dolore che accomuna l’umanità e che si può sanare soltanto con solitarie introspezioni, dove la poesia rimane l’antidoto supremo.

Uno stralcio della Postilla Sparsi frammenti d’inquietudine

(Il Desassossego di Fernando Pessoa nei miei ricordi Paterni)

Un pomeriggio come tanti… Io e Te dovevamo andare a prendere Mamma alla stazione di Caserta, perché tornava col treno da Gricignano d’Aversa, dove insegnava… Mentre aspettavamo l’orario per uscire di casa, mi misi in piedi sulla cassapanca e ti imposi di metterti sotto braccio con me…Con la promessa di andare a passeggiare a piazza Carlo III per ammirare Palazzo Reale, in un sacchetto, hai messo le briciole di pane da offrire ai piccioni… Usciti di casa, all’improvviso, ti sei fermato dinanzi alla Chiesa di Sant’Anna, Patrona di Caserta, e, meditando, mi hai detto: «Bella di Papà, ricordati sempre che noi stiamo su questa terra, ma non apparteniamo ad essa. Guarda il Cielo!»… Ho avvertito, dentro di me, un elevato senso di misticismo, sovrasenso, sublimazione indimenticabile…”.

L’AUTRICE

Anna Mozzi, nata a Caserta, è laureata in Psicologia a Roma, nella seconda metà degli anni ’70 , ha ricoperto l’incarico di psicologa nell’équipe socio-psico-pedagogica della provincia di Caserta per l’inserimento dei disabili nelle scuole. Tra un importante incarico e l’altro in ambito sanitario, nel frattempo, in nome della passione per la scrittura ha restituito il Diritto di Parola e Cittadinanza agli utenti del Dipartimento di Salute Mentale, quale fondamento e garanzia etico-politica della legge 180 del 1978 (nota come Legge Basaglia), attraverso la pubblicazione dei libri “Le rose bisogna annaffiarle se no muoiono!” (Erregraph , 2002), “…anche gli Angeli vengono alle mani …” (Cuzzolin , 2004), “La sola Grazia è l’Amore” (L’Aperia , 2007 ) . Ha poi pubblicato il libro di poesie “PensieRosa” (L’Aperia, 2009), interessandosi, altresì, alla Fondazione della Psicologia di Genere, in partnership con il Dottorato di Ricerca Interpolo in Studi di Genere dell’Università di Napoli. Nel 2018, per i tipi di Apeiron Edizioni ha pubblicato il libro di poesie “Blu Oltremare” con illustrazioni originali di Francesca Bartalini Waudby.

Di Anna Tulimieri

AL VIA LA 13ᵃ EDIZIONE DEL FESTIVAL DELLA LETTERATURA DI VIAGGIO

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Torna a Roma dal 29 settembre al 2 ottobre il Festival della Letteratura di Viaggio, 50 eventi dedicati alle diverse forme di narrazione di luoghi e culture: dalla geografia all’antropologia, dalla filosofia alla storia, dalla letteratura al giornalismo, dalla fotografia al cinema, dalla musica al fumetto e al gaming.

Il Festival della Letteratura di Viaggio, avviato nel 2008 da Società Geografica Italiana Onlus, è organizzato dall’associazione Cultura del Viaggio, con la direzione artistica di Antonio PolitanoIl progetto, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, è vincitore dell’Avviso Pubblico Estate Romana 2022 – Riaccendiamo la Città, Insieme, curato dal Dipartimento Attività Culturali ed è realizzato in collaborazione con SIAE econ il supporto di Zètema Progetto Cultura.

Circa 100 autori, nazionali e internazionali, ospitati in luoghi d’eccezione: Palazzetto Mattei a Villa Celimontana, sede della Società Geografica Italiana (il 29 settembre), Casa delle Letterature, in collaborazione con Biblioteche di Roma (il 30 settembre), e Palazzo Merulana, in collaborazione con Coopculture (il 1° e il 2 ottobre). Circa 50 eventi distribuiti in 4 giornate con incontri, premi, laboratori, passeggiate e mostre in cui esplorare il mondo del racconto di viaggio attraverso ricerche, scritture, rappresentazioni, libri e visioni. A eccezione dei laboratori, tutti gli eventi sono gratuiti e a ingresso libero fino a esaurimento posti con prenotazione consigliata.

Tra i protagonisti di questa edizione ci sarano: Dacia Maraini, Umberto Galimberti, Luca Mercalli, Lucio Caracciolo, Paolo Di Paolo, Andrea Riccardi, Tim Parks, William T. Vollmann, Paweł Smoleński, Rene Maisner Kapuścińska, Lorenzo Cremonesi, Alberto Negri, Gabriele Micalizzi, Marica Di Pierri, Caterina Bonvicini, Maura Gancitano, Marilù Oliva, Attilio Brilli, Giuseppe Culicchia, Matteo Nucci, Giuseppe Catozzella, Paolo Pecere, Federico Pace, Pietro Del Soldà, David Monacchi, Eleonora Marangoni, Lorenzo Pavolini, Fabio Viola, Niccolò Scaffai, Alessandro Vanoli, Gianluca Caporaso. Presenti anche Unesco, Survival International, Fridays for Future, Casetta Rossa, Legambiente, Lonely Planet Italia, Touring Club Italiano, IED e molti altri.

Un ricco calendario di appuntamenti: dalla celebrazione di  anniversari (il centenario della nascita di Giorgio Manganelli e Pier Paolo Pasolini, i 50 anni dalla pubblicazione de Le città invisibili di Italo Calvino, i 150 anni dalla partenza per il Giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne, il 500° anniversario della prima circumnavigazione del globo di Magellano raccontata da Antonio Pigafetta, il 50° anniversario della Convenzione dell’Unesco per il Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale) alle testimonianze di chi viaggia e si fa poi narratore, dalla difesa dei diritti alla cura del pianeta

Giulia Boero, assistente al programma del Festival, ha dichiarato: “Il focus principale del Festival è il racconto del mondo vicino e lontano, tematiche legate al viaggio in senso ampio, all’incontro con l’altro. Intende includere ogni forma di narrazione del viaggio e proprio per questa sua natura multiforme ingloba tematiche che si relazionano con quest’ultimo. Per l’edizione di quest’anno ci siamo resi conto che uno dei temi più urgenti sia stato il cambiamento climatico e per questo abbiamo invitato narratori di diversa provenienza e disciplina che potessero raccontare tale questione dal loro punto di vista”.

Il Festival sarà, infatti, il momento per celebrare i vincitori di due premi nati in occasione della rassegna. Come il Premio Navicella d’Oro Società Geografica Italiana, assegnato quest’anno alla Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco nel 50° anniversario della Convenzione per il Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale; a Survival International, movimento per il sostegno e la difesa dei diritti dei popoli indigeni e della necessità di decolonizzare la conservazione della natura; a Umberto Galimberti, filosofo, psicoanalista, docente e saggista (per i temi che attraversano la sua analisi e riflessione e lo sguardo sempre attento sulla contemporaneità); a Luca Mercalli, meteorologo e climatologo (per l’attività scientifica e divulgativa sugli impatti dei cambiamenti climatici e su come reagire agli allarmi ambientali). Presenti anche i vincitori del Premio Kapuściński per il reportage, istituito nel 2012 in memoria dello scrittore e giornalista polacco Ryszard Kapuściński, assegnato quest’anno a: Lucio Caracciolo, giornalista e scrittore, fondatore e direttore di Limes (per l’opera di analisi e approfondimento che si accosta a quella di racconto e testimonianza di chi è sul campo); Paweł Smoleński, giornalista e scrittore polacco (in riconoscimento, in particolare, del suo lavoro di reportage letterario sull’Ucraina); Alberto Negri, giornalista e scrittore (per la testimonianza diretta da inviato in vari scenari di crisi di eventi politici e bellici, dal Medio Oriente ai Balcani, dall’Asia centrale all’Africa); Gabriele Micalizzi, fotogiornalista e documentarista (per la potenza del racconto visuale dei suoi reportage su conflitti, territori di confine, spaccati sociali, dalla Siria a Gaza, dall’Egitto all’Ucraina).

Nelle edizioni degli ultimi anni – come ha dichiarato Giulia Boero – abbiamo cercato di venire incontro alle generazioni più giovani, attraverso narrazioni dinamiche che potessero suscitare maggior interesse e attrazione, e che si focalizzassero anche sui temi della geografia e del racconto, i quali ai giorni nostri vengono sempre più ignorati.

 

Ci saranno, inoltre, numerose attività diffuse sul territorio. Nove i laboratori, per pubblici di diverse età. Per bambini, (3-5 anni e 6-11 anni) a cura di Casina di Raffaello; per ragazzi (11-15 anni) di scrittura creativa a cura di Anselmo Roveda. Per adulti, i laboratori dedicati al reportage a cura di Officine Fotografiche (Fotografia), Centro di Giornalismo permanente (Giornalismo e fake news), AntropicA (Film-making etnografico); e i laboratori dedicati ad ambiente e natura a cura di Marica Di Pierri (Climate justice now!), Laura Terzani (Colonialismo verde, decolonizzare la conservazione), Silvana Volpato (Acquerello botanico). Da non perdere, inoltre, le passeggiate: dalle letterarie, come quella a Ostia dedicata a Pier Paolo Pasolini, a cura di Teatro Mobile, ai trekking urbani multiculturali e alla scoperta di quartieri storici della Capitale come l’Esquilino, a cura di Migrantour e Coopculture-Palazzo Merulana; ma anche la passeggiata matematica, a cura di Silvia Benvenuti, e l’arche-ciclo pedalata sul GRAB/Grande Raccordo Anulare delle Bici, a cura di Legambiente.

Due le mostre del Festival: a Palazzetto Mattei, sede di Società Geografica Italiana, la mostra fotografica sulla Rete delle Grandi Macchine a Spalla italiane (a NolaPalmiSassariViterbo), iscritte dal 2013 nella lista Unesco del Patrimonio Culturale Immateriale, frutto di un workshop di fotografia (Reportage di Patrimonio) organizzato da Cultura del Viaggio; a Palazzo Merulana sarà possibile visitare la mostra prodotta dall’Azienda di Promozione Turistica della Regione Basilicata intitolata Taccuino di viaggio nei parchi lucani con gli acquerelli di Raffaele Pentasuglia.

Il 1° e 2 ottobre, inoltre, Palazzo Merulana ospiterà la Piccola Libreria di Viaggio a cura di Adei, Associazione degli editori indipendenti, in collaborazione con la libreria Altroquando, con le proposte di 66thand2ndExormaKeller, L’OrmaMarcos y MarcosNutrimentiGiulio PerroneSur e Voland.

Gli incontri saranno trasmessi in diretta sulle pagine social del Festival e  saranno coordinati da Tommaso Giartosio, scrittore, poeta e conduttore di Fahrenheit su Rai Radio 3.

Informazioni più dettagliate si potranno consultare sul sito culture.roma.it e sui canali social di @cultureroma, sul sito www.festivaletteraturadiviaggio.it e sui canali social del Festival (Facebook: Festival della Letteratura di Viaggio; Instagram: festivalletteraturadiviaggio).

Di Anna Tulimieri

La Cultour Moscufo presenta “Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio” con Remo Rapino

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Il Frantoio delle Idee di Moscufo (Pescara) ospiterà la Cultour Moscufo, durante la quale sarà presentato il libro vincitore del prestigioso Premio Campiello 2020, “Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio” di Remo Rapino, abruzzese di Lanciano (Chieti).

L’appuntamento è per sabato 1 ottobre alle ore 17.30, con ingresso libero.

Nel libro si narra la vita di Liborio, detto il Cocciamatta, protagonista di una storia che potrebbe essere definita “universale” in quanto un personaggio come lui, a cui la vita ha negato quasi tutto, lo si può trovare in ogni piccola o grande realtà sociale.

Ad introdurre l’evento ci sarà Mimmo Ferri,  presidente dell’associazione che ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di ospitare l’autore abruzzese in area vestina che sicuramente richiamerà l’attenzione di tanti amanti della letteratura locale e nazionale. Un vero e proprio ‘cult’ della narrativa italiana contemporanea, se ne è parlato tanto e non potevamo perdere l’occasione di invitarlo nella nostra terra”.

Remo Rapino racconta un Novecento visto dal basso, con gli occhi di un ignorante, che ha frequentato poco la scuola, che non sa parlare l’italiano, in parole semplici questo è un libro che, come dichiara Ferri, “sta dalla parte degli ultimi dei fuori margini, dove spesso sta la letteratura o comunque dove la letteratura sa stare”.

Modera l’evento la giornalista pescarese Alessandra Renzetti, le letture sono affidate all’attrice e regista Rossella Mattioli, mentre le musiche sono di Paolo Rosato, compositore e musicologo.

L’evento è stato realizzato grazie alla collaborazione tra il Patrocinio del Comune di Moscufo e la Mondadori Bookstore di Pescara.

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Redazione
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