Nuda, di Anna Salvaje

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“Nuda” è un romanzo che racconta il percorso di una storia d’amore intensa, travolgente, raccontata senza mezzi termini e senza girarci intorno dal punto di vista di una donna affermata e libera.

Un viaggio nelle emozioni  che la protagonista e il suo amante affrontano insieme in un crescendo di sensazioni, totalizzanti, che nate grazie ad una piattaforma di dating si trasformano nella vita reale in una esperienza unica.

Le relazioni nate da incontri online sono parte integrante della struttura del racconto e rappresenta uno spaccato della società odierna dove alcune generazioni scoprono con stupore questo nuovo modo di relazionarsi altre, le più recenti, lo  considerano il solo modo di relazionarsi.

Abbiamo potuto intervistare l’autrice, Anna Salvaje, uno pseudonimo dietro il quale vuole celarsi la scrittrice che non ha voluto svelare il suo nome.

Anna Salvaje,  come nasce l’idea di scrivere questo romanzo?

In realtà “Nuda” è la trasposizione in chiave narrativa del blog-diario che avevo in rete e che era un gioco erotico con un ragazzo più giovane di me con cui vivevo una storia amorosa clandestina. Il blog – una sorta di “diario” erotico-pornografico di quella passione – come pure i profili social creati, erano una dedica a lui, un gioco fra me e lui. E mi eccitava l’idea che altri, del tutto sconosciuti, leggessero di noi. Dopo un articolo sull’espressoonline che si occupò del “linguaggio” del mio account Twitter, venni contattata da una agenzia letteraria che mi propose di fare un romanzo dal blog. Il desiderio di “cristallizzare” quei due anni oltre che sul web anche su carta mi piacque. Così accettai e nacque “Nuda”.

Le proposte di edizione ricevute da alcune case editrici però contemplavano sempre degli “interventi” di modifiche nel manoscritto, tutti orientati a rendere più “femminile” il “prodotto”. Edulcorazioni nel linguaggio soprattutto, nonché la richiesta di raccontare “come fossi diventata così” o di sviscerare i momenti in cui “mi sarei sentita in colpa”. Interventi che a mio parere avrebbero “snaturato” il diario, lo avrebbero reso finto e che sinceramente non capivo: ” il “senso di colpa” è obbligatorio per chi nasce femmina? Esiste un preciso linguaggio porno al “femminile? Io non credo che si decidano le parole o le situazioni che eccitano: hanno una loro attrattiva irresistibile e obbediscono solo a pulsioni personali e soggettive, diverse per ogni persona (uomo o donna che sia). Il Desiderio è potente appunto per quello. Se costruito (ragionato, ponderato, analizzato) diverrebbe asettico, diverrebbe altro, secondo me, non sarebbe più Desiderio.

Quindi ho preferito lasciare il manoscritto così, com’era nato, e autopubblicarlo.

Sono molto contenta di aver scelto in questo senso: “Nuda” sta piacendo moltissimo e le donne che lo apprezzano ne amano esattamente gli aspetti che non ho voluto modificare.

“Nuda” non vuole dettare strade a nessuna. Non è “militante”. Testimonia solo che esiste anche questo modo di vivere il sesso e la sessualità, il mio (e delle donne che nel mio un po’ si riconoscono). Un modo che non è né superiore né inferiore ad altri, perché tutti i modi, se desiderati, fra adulti consenzienti e consapevoli, hanno pari dignità. “Nuda” è solo il racconto di una storia personale, per chi ha voglia di mettersi all’ascolto.

Amore e sesso al tempo dei social, un fenomeno temporaneo o cambiamento sociale definitivo?

Non credo sia un fenomeno temporaneo. Anzi penso sia  un fenomeno destinato ad evolversi o, meglio, a cambiare ulteriormente con le future innovazioni.

E’ innegabile che i social e l’essere connessi al mondo virtuale abbia cambiato la relazione con l’”altro”. 

Da un lato il web è diventato “facilitatore” nei rapporti: si entra in contatto con persone che vivono a centinaia di chilometri di distanza o che, per altre ragioni, nella realtà non si sarebbero mai conosciute.

I social rendono tutto più rapido, facile e vicino e oggettivamente creano una maggiore disponibilità di appuntamenti. 

Secondo me però il web oltre che facilitatore è anche “barriera”: è una sorta di “farsi avanti senza esporsi davvero”, perché  è molto più facile interagire alla distanza di sicurezza di uno schermo. Quindi ci si corteggia e si flirta rapidamente via chat, si hanno più possibilità di incontri, ma quanto davvero si entra in relazione con le altre persone? Quanto è alto il rischio di confondere la realtà con la fantasia, tenendo altresì conto della possibilità di nascondersi dietro molteplici identità virtuali? Quanto la vicinanza e l’intimità in questo modo faranno sempre più paura?

Il web è persino diventato una sorta di “validatore” dei rapporti: si comunica al mondo quando iniziamo una relazione, postiamo le nostre foto in coppia (esistono persino i profili di coppia),  annunciamo immediatamente  il passaggio dallo stato di “impegnato” a quello di “single” e viceversa… Il rischio di vivere i rapporti orientati più all’apparire che all’essere diventa sempre più alto.

Nel suo libro descrive nei dettagli un amore aperto, consapevole, totalizzante, quante volte può accadere una situazione simile?

Penso possa accadere quando accettiamo che il nostro sentire non è un errore, quanto realizziamo che siamo davvero liberi  se ci sentiamo liberi di desiderare e vogliamo percorrere le vie del sesso e dell’amore senza doverlo incasellare, delimitare, categorizzare.

Se incontriamo una persona, che ci piace e a cui piacciamo, che voglia fare altrettanto e ci innamoriamo reciprocamente può accadere. Per quest’ultimo punto, ovvero l’innamoramento e l’amore,  però non ho spiegazioni o ricette, perché l’amore è sempre un po’ magia.

Il romanzo alza il velo di ipocrisia nei comportamenti umani, che spesso nascondono desiderio, curiosità e passione dietro una cortina di falso perbenismo, sta cambiando la società che ci circonda o e solo una primavera?

Credo che le convenzioni sociali siano sempre state troppo strette per le preziose emozioni degli individui, per i loro desideri, per le loro voglie, per la loro realizzazione piena, per le loro fragilità. 
E sempre c’è stato, e ci sarà, chi pensa che la libertà (non solo quella sessuale) può essere agita e desiderata pienamente, oltre che pensata e scelta in segreto, in silenzio.

Il modello narrativo e molto intrigante e realistico, serve a scuotere il lettore da un proprio torpore?

Il modello narrativo è quello del mio diario, quindi non è stato intenzionalmente “scelto”.  Se però scuote il lettore sono contenta, dai.

Su queste piattaforme di dating si può partire da un gioco e arrivare ad innamorarsi?

Credo che si possa arrivare ad innamorarsi partendo da qualsiasi posto. Ed è il bello dell’amore.

Nuda, di Anna Salvaje in vendita nei bookstore online, un libro da leggere per divertirsi ma anche per farsi qualche domanda su se stessi.

Bookreporter Settembre 22

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