Sold out e applausi all’Arena del Teatro Tor Bella Monaca per lo spettacolo dedicato all’universo di Pasolini. Una Bonelli intensa attraversa musica, poesia, borgate e memoria accompagnata da Giandomenico Anellino e Luca Perroni. A un certo punto non si capisce più bene dove finisca Elena Bonelli e dove cominci Roma.
Succede quando una canzone diventa racconto, quando una parola pronunciata sul palco sembra arrivare direttamente da una strada della città, quando Pasolini smette di appartenere ai libri e torna idealmente a camminare nelle sue periferie.
È questa la sensazione lasciata da “Mamma Roma… Pasolini e gli altri”, andato in scena ieri sera davanti a un’Arena del Teatro Tor Bella Monaca completamente esaurita.
Elena Bonelli entra nel suo mondo senza bisogno di effetti spettacolari. Le bastano la voce, il corpo, la musica e quella familiarità con Roma che negli anni è diventata il tratto riconoscibile del suo percorso artistico.
Per quasi due ore recita e canta, cambia tono e atmosfera, passa dalla leggerezza alla malinconia e dalla memoria alla denuncia. Ma soprattutto racconta.
La sua non è la Roma levigata delle cartoline. È una città popolare e sentimentale, ruvida e generosa, attraversata dalle contraddizioni che Pasolini aveva saputo osservare prima di molti altri.
E Tor Bella Monaca, per una sera, diventa il luogo naturale in cui far risuonare quelle parole.
Accanto a Bonelli ci sono la chitarra di Giandomenico Anellino, capace di trasformarsi quasi in una seconda voce, e il pianoforte di Luca Perroni, che accompagna con misura i passaggi più intimi. Il risultato è un equilibrio nel quale musica e parola sembrano respirare insieme.

Lo spettacolo guarda alla tradizione ma non rimane prigioniero del passato. Ai brani che appartengono alla memoria romana si affiancano infatti composizioni originali ispirate alla poetica pasoliniana, nate dal lavoro di Alessandro Garrafa, Matteo Carretto ed Elena Bonelli.
Poi arriva il pubblico.
Ascolta, ride, si emoziona e alla fine chiede ancora. Il bis di “Er Fattaccio” diventa così uno dei momenti più calorosi della serata, quasi un ultimo abbraccio tra il palco e la platea.
Tra gli spettatori anche Fausto e Lella Bertinotti, Valerio Rossi Albertini, Eleonora Pieroni, Aldo Signoretti e Tiziana Ronzio, insieme a numerosi esponenti della cultura e dello spettacolo.
Ma la vera protagonista resta quella relazione che Bonelli riesce a costruire con chi le sta davanti.
Non interpreta semplicemente Roma. La attraversa.
E quando le luci si abbassano resta la sensazione che Pasolini, la Magnani e quella città perduta eppure ancora presente abbiano trovato, per una sera, un luogo nel quale tornare.
Non al centro di Roma.
Nella sua periferia.
Forse proprio dove Pasolini avrebbe voluto ascoltarla.
