Tempo, identità e potere: il nuovo Bookreporter racconta le inquietudini del nostro tempo

Il numero 41 di Bookreporter (febbraio 2026) è un viaggio nel tempo: quello che ci forma, quello che ci ossessiona, quello che ci cambia senza che ce ne accorgiamo. Un filo rosso attraversa le pagine di questo nuovo numero, tenendo insieme narrativa, reportage, saggistica e memoria culturale. Un filo che parla di identità, trasformazione e responsabilità.

In copertina, Andrea Chimenti con Senza fermata, protagonista di un’intensa intervista di Paolo Tocco. Un libro di racconti interconnessi che riflette sull’illusione del tempo lineare e sull’eterno ritorno dell’umano. Chimenti, artista e cantautore, mette al centro una domanda universale: siamo davvero diversi da chi ci ha preceduto o restiamo, in fondo, creature sempre uguali davanti alla morte, al desiderio, alla paura? Il tram che attraversa le pagine del libro diventa metafora di un viaggio circolare, sospeso tra memoria e destino.

Il tempo è anche il grande antagonista di Domani avevo vent’anni di Alessia De Luca, intervistata da Alessandro Conte. Un romanzo che scava nel confine fragile tra passato e presente, nell’ossessione del ritorno e nella difficoltà di diventare adulti senza tradire ciò che siamo stati. La memoria non è mai neutra: è rifugio e inganno, ricostruzione e sopravvivenza.

Dalla dimensione intima si passa a quella geopolitica con Damasco di Lorenzo Trombetta. Un’opera che si muove tra reportage, saggio storico e diario di viaggio per raccontare una città che cambia senza spezzarsi. Dietro la “vernice fresca” delle trasformazioni politiche restano continuità di potere, fratture sociali e identità in tensione. Un libro che invita a leggere la Siria oltre le semplificazioni e le metafore consolatorie.

Il silenzio, invece, è il cuore del romanzo di Claudia Conte, Dove nascono i silenzi. Un silenzio che non è assenza ma linguaggio: protezione, controllo, rassegnazione, paura. Attraverso una storia familiare intensa e attuale, l’autrice riflette sulle eredità emotive, sulla genitorializzazione dei figli e sulle fragilità delle nuove generazioni. La narrativa diventa così strumento di consapevolezza civile.

Spazio anche alla spiritualità e alla trasformazione con Ultimo sogno di Gianluca Magi, dialogo ideale con Franco Battiato sul mistero della morte e della rinascita. Un libro che si colloca sulla soglia tra visibile e invisibile, tra filosofia orientale e ricerca interiore.

Non mancano le grandi inchieste e i noir italiani:

  • Invincibili di Nello Trocchia, potente affresco sull’ascesa globale della mafia albanese;

  • Punizione a due in area di Giuseppe Farese, noir ambientato nella Napoli degli anni Ottanta, tra calcio, memoria e indagine.

Il numero si arricchisce poi di riflessioni economiche con Capitalismo feudale di Roberto Seghetti, di classici senza tempo come Cime tempestose di Emily Brontë, e di uno sguardo alla memoria culturale italiana con il volume dedicato a Umberto Barbaro.

Chiudono il numero gli eventi del mese, uno speciale su TESTO 2026 a Firenze, i consigli di lettura e le nuove uscite: uno spazio pensato per orientare i lettori in un panorama editoriale sempre più ricco e complesso.

Febbraio 2026 è un invito a rallentare, a leggere con profondità, a lasciarsi attraversare dalle storie. Che parlino di città ferite, di famiglie silenziose, di sogni ultimi o di vent’anni che non finiscono mai, le pagine di questo numero ricordano che la letteratura non è evasione: è uno strumento per capire chi siamo.

Bookreporter n.41 è disponibile in copia digitale e cartacea.

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