Bookreporter Magazine: il numero di maggio racconta il nostro tempo tra letteratura, memoria e cultura contemporanea

Con il numero di maggio 2026, Bookreporter continua il suo viaggio nel mondo della cultura contemporanea attraversando letteratura, memoria storica, arte, poesia e nuovi linguaggi della comunicazione. Un numero ricco di interviste, approfondimenti e recensioni che raccontano il nostro tempo attraverso libri e autori capaci di interpretarne le trasformazioni.

In copertina l’ampia intervista a Carmelo Cutuli, dedicata al tema della reputazione internazionale degli Stati, del soft power e delle nuove dinamiche della comunicazione globale nell’era dell’intelligenza artificiale e delle piattaforme digitali. Un confronto che intreccia geopolitica, cultura e diplomazia pubblica, mostrando come oggi l’immagine di un Paese si costruisca tra realtà, narrazione e capacità di generare fiducia.

Il nuovo numero propone inoltre uno speciale approfondimento su *È colpa mia*, il memoriale di Margherita Sarfatti riemerso dopo quasi ottant’anni, attraverso l’intervista a Pierfrancesco De Robertis. Spazio anche alla narrativa contemporanea con il fascino misterioso di *Investigazioni Tilda & C.* di Manuela Chiarottino, alle riflessioni poetiche e filosofiche di *Terra Vergine* di Alessandro Serra e al nuovo romanzo di Paul Saint Bris ambientato nel Louvre, dove arte, memoria e comunicazione si intrecciano in una riflessione sul nostro rapporto con le immagini e con il tempo.

Non mancano il noir malinconico di Emanuele Faconti, il racconto intenso di Werner Herzog, il nuovo capitolo della saga di Max Fridman e il *Reading Journal* dedicato a *Le api di Waterloo*. Completa il numero uno speciale sul Salone del Libro di Torino 2026, che ha registrato oltre 254mila visitatori, confermando il ruolo centrale della lettura e dell’editoria nel panorama culturale italiano.

Come ogni mese, Bookreporter accompagna i lettori con consigli di lettura, nuove uscite ed eventi culturali, offrendo uno spazio di approfondimento dedicato a chi continua a considerare i libri non soltanto intrattenimento, ma strumenti per comprendere il presente.

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