Applausi e sputi. Le due vite di Enzo Tortora di Vittorio Pezzuto

A oltre quarant’anni da quel 17 giugno 1983 che segnò uno dei passaggi più drammatici della storia giudiziaria italiana, torna in libreria in una nuova edizione aggiornata per Piemme Applausi e sputi. Le due vite di Enzo Tortora, la biografia firmata da Vittorio Pezzuto che resta, ancora oggi, il lavoro più completo e documentato dedicato al celebre conduttore.

Le due vite richiamate nel titolo sono quelle di Enzo Tortora: la prima, luminosa, da protagonista assoluto della televisione italiana tra gli anni Settanta e Ottanta; la seconda, segnata dall’arresto, dal processo e dall’onta pubblica che lo trasformarono nel simbolo per eccellenza degli errori giudiziari nel nostro Paese.

Autore radiofonico e teatrale, volto amatissimo dal pubblico, Tortora contribuì a definire un’idea nuova di televisione, capace di coniugare intrattenimento e partecipazione popolare senza rinunciare alla qualità. Il successo di Portobello lo rese un punto di riferimento della tv moderna, un interprete credibile di un’Italia che cambiava e si riconosceva nel suo stile diretto e garbato.

Poi arrivò l’arresto. Accusato di associazione camorristica e traffico di droga, Tortora fu mostrato in manette davanti alle telecamere e a una folla di giornalisti. Quell’immagine, rimasta impressa nella memoria collettiva, rappresenta ancora oggi l’emblema di una giustizia che può sbagliare e di un sistema mediatico che spesso anticipa la condanna prima della sentenza.

Il libro di Pezzuto ricostruisce con rigore scientifico e precisione documentale l’intera vicenda, restituendo il clima di quegli anni e analizzando le falle investigative che portarono a un’accusa priva di riscontri oggettivi, basata in larga parte sulle dichiarazioni di collaboratori di giustizia interessati a ottenere benefici. Scorrendo le pagine, emerge un quadro inquietante fatto di superficialità nelle indagini, di mancanza di prove concrete, di una visione accusatoria incapace di mettere in discussione se stessa e persino di clamorosi scambi di persona.

Nella prefazione, Davide Giacalone sottolinea come il caso Tortora non sia soltanto la storia di un errore giudiziario, ma di una vera e propria speculazione resa possibile da un clima collettivo dominato dal colpevolismo e da un’informazione pronta a trasformare l’accusa in verità acquisita. È un passaggio che rende il volume ancora più attuale, perché il rapporto tra giustizia, media e opinione pubblica continua a essere uno dei nodi irrisolti della democrazia italiana.

La nuova edizione di Applausi e sputi non è soltanto una biografia, ma un testo che interroga il presente. Dovrebbe essere adottato nelle scuole e, soprattutto, nelle facoltà di giurisprudenza, perché offre una lezione concreta sul significato della presunzione di innocenza e sulle derive che possono prodursi quando essa viene sacrificata in nome dell’emergenza o del consenso.

Vittorio Pezzuto, nato a Genova nel 1966, giornalista professionista, tra i fondatori del quotidiano La Ragione, collaboratore di Radio Radicale, Il Foglio, Il Riformista e autore nel 2017 di Marta Russo. Di sicuro c’è solo che è morta, firma un’opera che unisce tensione narrativa e solidità archivistica. Il risultato è un libro necessario, capace di restituire dignità alla memoria di Enzo Tortora e, al tempo stesso, di ricordare a lettori e istituzioni che la giustizia non è infallibile e che la responsabilità collettiva non può essere archiviata insieme a una sentenza di assoluzione.

Tra applausi e sputi, tra successo e umiliazione pubblica, la vicenda di Tortora continua a porre una domanda scomoda: siamo davvero sicuri di aver imparato la lezione?

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