“Il dovere di stare bene”: a Vitorchiano istituzioni e specialisti a confronto sulla tutela di chi serve lo Stato.

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Servire lo Stato è un dovere, prendersi cura di chi lo serve è una responsabilità collettiva.
È questo il principio che ha accompagnato, domenica 20 settembre, il convegno “Il dovere di stare bene – Prevenire le patologie stress-correlate nelle Forze Armate e di Polizia”, promosso dalla Sezione provinciale di Viterbo dell’Unione Nazionale Mutilati per Servizio, presso il Centro Congressi Nando al Pallone di Vitorchiano.
Una mattinata di confronto e approfondimento dedicata a un tema particolarmente delicato per quanti, ogni giorno, operano nelle Forze Armate e nelle Forze di Polizia, spesso chiamati ad affrontare responsabilità, situazioni di rischio, eventi traumatici e livelli di stress difficilmente assimilabili a quelli delle comuni attività professionali.
La giornata si è aperta con l’esecuzione dell’Inno nazionale, seguita da un momento di raccoglimento dedicato ai Caduti delle Forze Armate e delle Forze di Polizia, alle vittime del dovere e a tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita nell’adempimento del servizio.
A portare il saluto della comunità ospitante è stato il Sindaco di Vitorchiano, Ruggero Grassotti, padrone di casa istituzionale dell’iniziativa.
Sono quindi intervenuti il Cav. Uff. Francesco Ruggiero, Presidente della Sezione provinciale UNMS di Viterbo e promotore del convegno, e il Col. Angelo Vesto, Presidente regionale UNMS Lazio.
Dal confronto è emersa la volontà dell’Unione di affiancare alla propria tradizionale attività di assistenza e tutela un impegno sempre maggiore sul terreno della prevenzione, affinché l’attenzione verso chi abbia subito conseguenze a causa del servizio sia accompagnata dalla capacità di intervenire prima che il disagio si trasformi in vera e propria patologia.
Numerose e qualificate le presenze istituzionali, accademiche, sanitarie e professionali.
Tra queste, il Sindaco di Soriano nel Cimino, Roberto Camilli; l’avv. Alessandra Troncarelli, Consigliera comunale di Viterbo; il prof. avv. Andrea Genovese, professore ordinario di diritto privato presso l’Università degli Studi della Tuscia; il dott. Antonio Maria Lanzetti, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Viterbo e la dott.ssa Assunta De Luca, Direttrice sanitaria aziendale della ASL di Viterbo.
L’avv. Alessandra Troncarelli ha rivolto ai presenti un indirizzo di saluto, sottolineando il valore dell’iniziativa e l’importanza di mantenere alta l’attenzione istituzionale verso la tutela della salute e del benessere di chi opera quotidianamente al servizio della collettività.
Particolare rilievo hanno assunto anche i messaggi istituzionali pervenuti da autorità impossibilitate a partecipare personalmente ai lavori.
È stato letto il messaggio di Giulio Menegali Zelli Iacobuzi, Consigliere regionale del Lazio e Presidente della VIII Commissione consiliare permanente “Agricoltura e ambiente” del Consiglio regionale del Lazio.
A seguire, il messaggio dell’on. Mauro Rotelli, Presidente della VIII Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei deputati, e quello del Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli.
Un segnale di attenzione istituzionale verso un tema che, pur riguardando direttamente il personale in uniforme, investe più in generale la capacità dello Stato di tutelare coloro ai quali affida compiti particolarmente gravosi e delicati.
Il cuore del convegno è stato affidato agli specialisti.
Il dott. Sergio Belsanti, psichiatra, ha affrontato gli aspetti psichiatrici delle patologie stress-correlate, soffermandosi sulle conseguenze che eventi traumatici, pressione prolungata e particolari condizioni operative possono determinare sull’equilibrio dell’individuo.
La dott.ssa Monia Cosimi, psicologa e psicoterapeuta, ha approfondito la dimensione psicologica del fenomeno, ponendo l’accento sulla prevenzione, sull’importanza di riconoscere tempestivamente i segnali di disagio e sulla necessità di superare quelle resistenze culturali che, soprattutto negli ambienti caratterizzati da una forte cultura del dovere e della responsabilità, possono ancora rendere difficile chiedere sostegno.
Il dott. Carlo Maria Stazi, cardiologo, ha completato il quadro illustrando le conseguenze dello stress sull’organismo e, in particolare, sull’apparato cardiovascolare, evidenziando come il rapporto tra salute psicologica e salute fisica sia molto più stretto di quanto talvolta venga percepito.
Tre prospettive differenti ma complementari, che hanno restituito un messaggio comune: lo stress non può essere considerato soltanto una condizione soggettiva o una inevitabile conseguenza del lavoro, ma deve essere riconosciuto, valutato e, soprattutto, prevenuto.
A chiudere il ciclo degli interventi specialistici è stata la dott.ssa Assunta De Luca, Direttrice sanitaria aziendale della ASL di Viterbo, che ha offerto una riflessione particolarmente articolata sul rapporto tra istituzioni sanitarie, cittadino e associazionismo.
Nel suo intervento, la Direttrice sanitaria ha espresso la vicinanza dell’Azienda sanitaria alle realtà associative e ai cittadini, sottolineando il ruolo degli enti sanitari non soltanto nella cura della malattia, ma anche nella prevenzione, nella presa in carico e nella costruzione di percorsi capaci di accompagnare concretamente la persona.
La sua dissertazione ha affrontato il tema sotto un triplice profilo: clinico, tecnico e amministrativo, coniugando la prospettiva del medico con quella di chi è chiamato a governare e organizzare i servizi sanitari. Una lettura che ha consentito di collegare le riflessioni scientifiche dei relatori alle esigenze organizzative e istituzionali di una sanità moderna, sempre più orientata alla persona e alla continuità assistenziale.
Nel corso della mattinata sono stati affrontati anche gli aspetti assistenziali e previdenziali grazie al contributo di Annarita Aquilani, consulente UNMS in materia previdenziale, mentre il confronto si è ulteriormente arricchito dell’intervento del Presidente in carica del Rotary Club Roma Quirinale, che ha portato la sensibilità del mondo rotariano e della società civile sui temi del servizio, della solidarietà e dell’attenzione alla persona ed ha assicurato il sostengo del Club alla Sezione provinciale di Viterbo.
Proprio la pluralità delle competenze rappresentate ha costituito uno degli elementi qualificanti della giornata: medicina, psicologia, psichiatria, previdenza, mondo accademico, istituzioni e associazionismo chiamati a confrontarsi su un problema che non può essere affrontato attraverso compartimenti separati.
Il convegno ha voluto infatti superare una concezione esclusivamente successiva e riparatoria della tutela.
Cause di servizio, vittime del dovere, riconoscimenti medico-legali e prestazioni previdenziali rappresentano strumenti fondamentali, ma intervengono quando un danno si è già verificato.
La sfida indicata nel corso della giornata è diversa e, per certi versi, più ambiziosa: costruire una cultura della prevenzione capace di intercettare il disagio prima che divenga malattia, creando condizioni nelle quali chiedere aiuto non sia percepito come un segno di debolezza, ma come un atto di responsabilità verso se stessi, i propri familiari, i colleghi e l’Amministrazione cui si appartiene.
Perché dietro ogni uniforme vi è anzitutto una persona.
Una persona alla quale lo Stato chiede disciplina, disponibilità, equilibrio, capacità di decisione e, talvolta, anche il coraggio di esporsi personalmente al rischio.
Ma proprio per questo la tutela non può esaurirsi nel momento in cui quella persona si ammala o subisce un danno.
Prendersi cura di chi serve significa, prima di tutto, evitare che venga lasciato solo di fronte al peso del servizio.
Da qui la riflessione con la quale si sono conclusi i lavori:
«Servire lo Stato è un dovere; prendersi cura di chi lo serve è una responsabilità collettiva».
Perché tutelare la salute, la dignità e l’equilibrio degli uomini e delle donne che quotidianamente servono la Repubblica significa, in ultima analisi, tutelare la qualità, la solidità e la credibilità delle sue Istituzioni.

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