Due capolavori, due linguaggi diversi e un unico obiettivo: rendere la lirica un’esperienza accessibile senza rinunciare alla qualità artistica. Il Music Fest Perugia affida a Il flauto magico di Mozart e a Il barbiere di Siviglia di Rossini il cuore della sua ventesima edizione. La direttrice della sezione Opera, Tiziana Fabietti, racconta le scelte che hanno guidato il cartellone e il valore formativo di un festival che da anni rappresenta un punto di riferimento per giovani cantanti provenienti da tutto il mondo.
Quest’anno il Music Fest propone due capolavori molto diversi tra loro, Il flauto magico di Mozart e Il barbiere di Siviglia di Rossini. Quali sono le ragioni artistiche che hanno guidato questa scelta?
«Abbiamo scelto Il flauto magico perché è una delle opere più efficaci per avvicinare il pubblico alla lirica. È una fiaba musicale che riesce a parlare ai bambini, ai ragazzi e alle famiglie, offrendo al tempo stesso una lettura più profonda a chi conosce già il repertorio operistico. È il titolo ideale per dimostrare che la musica colta può essere accessibile e coinvolgente.
Accanto a Mozart abbiamo inserito Il barbiere di Siviglia, un’opera tra le più amate di sempre. La comicità, il ritmo e la brillantezza della musica di Rossini conquistano immediatamente anche chi non frequenta abitualmente il teatro. Il nostro obiettivo è costruire un percorso che accompagni il pubblico alla scoperta dell’opera attraverso due capolavori capaci di emozionare e divertire.»
Il barbiere di Siviglia sarà presentato in versione concerto, mentre Il flauto magico avrà una dimensione semiscenica. Perché questa scelta?
«Per Il flauto magico abbiamo optato per una versione semiscenica, una soluzione nata anche dalle caratteristiche del Teatro Pavone. La presenza dell’orchestra sul palcoscenico riduce inevitabilmente lo spazio destinato alla scenografia, ma ci ha spinto a puntare su una regia essenziale, capace di evocare il mondo della fiaba attraverso pochi elementi, scelti con grande attenzione.
Il barbiere di Siviglia, invece, sarà proposto in forma concertistica. Abbiamo introdotto una voce narrante che accompagnerà il pubblico tra un numero musicale e l’altro, creando un filo conduttore capace di valorizzare gli aspetti più brillanti e divertenti della vicenda. È una formula che mette al centro la musica, le voci e la straordinaria scrittura di Rossini, mantenendo intatta la forza teatrale dell’opera e rendendola fruibile anche a chi si avvicina alla lirica per la prima volta.»
Il Music Fest Perugia è anche un’importante occasione di formazione per giovani cantanti provenienti da tutto il mondo. Qual è il valore di questa esperienza?
«La formazione è da sempre la missione del Music Fest. Ogni anno accogliamo giovani musicisti di grande talento che arrivano a Perugia per perfezionarsi con docenti di livello internazionale e vivere un’esperienza concreta di palcoscenico.
Molti artisti che oggi si esibiscono nei principali teatri del mondo hanno iniziato il loro percorso proprio qui. È un risultato che ci rende particolarmente orgogliosi.
La possibilità di preparare un’opera durante le masterclass e poi eseguirla con un’orchestra rappresenta un’occasione rara. Per un giovane cantante significa confrontarsi con una produzione professionale, imparare a lavorare in squadra e vivere tutte le dinamiche del teatro. È un’esperienza che lascia un segno profondo, perché alla crescita tecnica affianca quella artistica e personale.»
