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AL VIA LA 13ᵃ EDIZIONE DEL FESTIVAL DELLA LETTERATURA DI VIAGGIO

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Torna a Roma dal 29 settembre al 2 ottobre il Festival della Letteratura di Viaggio, 50 eventi dedicati alle diverse forme di narrazione di luoghi e culture: dalla geografia all’antropologia, dalla filosofia alla storia, dalla letteratura al giornalismo, dalla fotografia al cinema, dalla musica al fumetto e al gaming.

Il Festival della Letteratura di Viaggio, avviato nel 2008 da Società Geografica Italiana Onlus, è organizzato dall’associazione Cultura del Viaggio, con la direzione artistica di Antonio PolitanoIl progetto, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, è vincitore dell’Avviso Pubblico Estate Romana 2022 – Riaccendiamo la Città, Insieme, curato dal Dipartimento Attività Culturali ed è realizzato in collaborazione con SIAE econ il supporto di Zètema Progetto Cultura.

Circa 100 autori, nazionali e internazionali, ospitati in luoghi d’eccezione: Palazzetto Mattei a Villa Celimontana, sede della Società Geografica Italiana (il 29 settembre), Casa delle Letterature, in collaborazione con Biblioteche di Roma (il 30 settembre), e Palazzo Merulana, in collaborazione con Coopculture (il 1° e il 2 ottobre). Circa 50 eventi distribuiti in 4 giornate con incontri, premi, laboratori, passeggiate e mostre in cui esplorare il mondo del racconto di viaggio attraverso ricerche, scritture, rappresentazioni, libri e visioni. A eccezione dei laboratori, tutti gli eventi sono gratuiti e a ingresso libero fino a esaurimento posti con prenotazione consigliata.

Tra i protagonisti di questa edizione ci sarano: Dacia Maraini, Umberto Galimberti, Luca Mercalli, Lucio Caracciolo, Paolo Di Paolo, Andrea Riccardi, Tim Parks, William T. Vollmann, Paweł Smoleński, Rene Maisner Kapuścińska, Lorenzo Cremonesi, Alberto Negri, Gabriele Micalizzi, Marica Di Pierri, Caterina Bonvicini, Maura Gancitano, Marilù Oliva, Attilio Brilli, Giuseppe Culicchia, Matteo Nucci, Giuseppe Catozzella, Paolo Pecere, Federico Pace, Pietro Del Soldà, David Monacchi, Eleonora Marangoni, Lorenzo Pavolini, Fabio Viola, Niccolò Scaffai, Alessandro Vanoli, Gianluca Caporaso. Presenti anche Unesco, Survival International, Fridays for Future, Casetta Rossa, Legambiente, Lonely Planet Italia, Touring Club Italiano, IED e molti altri.

Un ricco calendario di appuntamenti: dalla celebrazione di  anniversari (il centenario della nascita di Giorgio Manganelli e Pier Paolo Pasolini, i 50 anni dalla pubblicazione de Le città invisibili di Italo Calvino, i 150 anni dalla partenza per il Giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne, il 500° anniversario della prima circumnavigazione del globo di Magellano raccontata da Antonio Pigafetta, il 50° anniversario della Convenzione dell’Unesco per il Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale) alle testimonianze di chi viaggia e si fa poi narratore, dalla difesa dei diritti alla cura del pianeta

Giulia Boero, assistente al programma del Festival, ha dichiarato: “Il focus principale del Festival è il racconto del mondo vicino e lontano, tematiche legate al viaggio in senso ampio, all’incontro con l’altro. Intende includere ogni forma di narrazione del viaggio e proprio per questa sua natura multiforme ingloba tematiche che si relazionano con quest’ultimo. Per l’edizione di quest’anno ci siamo resi conto che uno dei temi più urgenti sia stato il cambiamento climatico e per questo abbiamo invitato narratori di diversa provenienza e disciplina che potessero raccontare tale questione dal loro punto di vista”.

Il Festival sarà, infatti, il momento per celebrare i vincitori di due premi nati in occasione della rassegna. Come il Premio Navicella d’Oro Società Geografica Italiana, assegnato quest’anno alla Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco nel 50° anniversario della Convenzione per il Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale; a Survival International, movimento per il sostegno e la difesa dei diritti dei popoli indigeni e della necessità di decolonizzare la conservazione della natura; a Umberto Galimberti, filosofo, psicoanalista, docente e saggista (per i temi che attraversano la sua analisi e riflessione e lo sguardo sempre attento sulla contemporaneità); a Luca Mercalli, meteorologo e climatologo (per l’attività scientifica e divulgativa sugli impatti dei cambiamenti climatici e su come reagire agli allarmi ambientali). Presenti anche i vincitori del Premio Kapuściński per il reportage, istituito nel 2012 in memoria dello scrittore e giornalista polacco Ryszard Kapuściński, assegnato quest’anno a: Lucio Caracciolo, giornalista e scrittore, fondatore e direttore di Limes (per l’opera di analisi e approfondimento che si accosta a quella di racconto e testimonianza di chi è sul campo); Paweł Smoleński, giornalista e scrittore polacco (in riconoscimento, in particolare, del suo lavoro di reportage letterario sull’Ucraina); Alberto Negri, giornalista e scrittore (per la testimonianza diretta da inviato in vari scenari di crisi di eventi politici e bellici, dal Medio Oriente ai Balcani, dall’Asia centrale all’Africa); Gabriele Micalizzi, fotogiornalista e documentarista (per la potenza del racconto visuale dei suoi reportage su conflitti, territori di confine, spaccati sociali, dalla Siria a Gaza, dall’Egitto all’Ucraina).

Nelle edizioni degli ultimi anni – come ha dichiarato Giulia Boero – abbiamo cercato di venire incontro alle generazioni più giovani, attraverso narrazioni dinamiche che potessero suscitare maggior interesse e attrazione, e che si focalizzassero anche sui temi della geografia e del racconto, i quali ai giorni nostri vengono sempre più ignorati.

 

Ci saranno, inoltre, numerose attività diffuse sul territorio. Nove i laboratori, per pubblici di diverse età. Per bambini, (3-5 anni e 6-11 anni) a cura di Casina di Raffaello; per ragazzi (11-15 anni) di scrittura creativa a cura di Anselmo Roveda. Per adulti, i laboratori dedicati al reportage a cura di Officine Fotografiche (Fotografia), Centro di Giornalismo permanente (Giornalismo e fake news), AntropicA (Film-making etnografico); e i laboratori dedicati ad ambiente e natura a cura di Marica Di Pierri (Climate justice now!), Laura Terzani (Colonialismo verde, decolonizzare la conservazione), Silvana Volpato (Acquerello botanico). Da non perdere, inoltre, le passeggiate: dalle letterarie, come quella a Ostia dedicata a Pier Paolo Pasolini, a cura di Teatro Mobile, ai trekking urbani multiculturali e alla scoperta di quartieri storici della Capitale come l’Esquilino, a cura di Migrantour e Coopculture-Palazzo Merulana; ma anche la passeggiata matematica, a cura di Silvia Benvenuti, e l’arche-ciclo pedalata sul GRAB/Grande Raccordo Anulare delle Bici, a cura di Legambiente.

Due le mostre del Festival: a Palazzetto Mattei, sede di Società Geografica Italiana, la mostra fotografica sulla Rete delle Grandi Macchine a Spalla italiane (a NolaPalmiSassariViterbo), iscritte dal 2013 nella lista Unesco del Patrimonio Culturale Immateriale, frutto di un workshop di fotografia (Reportage di Patrimonio) organizzato da Cultura del Viaggio; a Palazzo Merulana sarà possibile visitare la mostra prodotta dall’Azienda di Promozione Turistica della Regione Basilicata intitolata Taccuino di viaggio nei parchi lucani con gli acquerelli di Raffaele Pentasuglia.

Il 1° e 2 ottobre, inoltre, Palazzo Merulana ospiterà la Piccola Libreria di Viaggio a cura di Adei, Associazione degli editori indipendenti, in collaborazione con la libreria Altroquando, con le proposte di 66thand2ndExormaKeller, L’OrmaMarcos y MarcosNutrimentiGiulio PerroneSur e Voland.

Gli incontri saranno trasmessi in diretta sulle pagine social del Festival e  saranno coordinati da Tommaso Giartosio, scrittore, poeta e conduttore di Fahrenheit su Rai Radio 3.

Informazioni più dettagliate si potranno consultare sul sito culture.roma.it e sui canali social di @cultureroma, sul sito www.festivaletteraturadiviaggio.it e sui canali social del Festival (Facebook: Festival della Letteratura di Viaggio; Instagram: festivalletteraturadiviaggio).

Di Anna Tulimieri

«GENERAZIONE PUTIN. Pagine dal 24 febbraio»: riflessioni contemporanee di russisti

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24 febbraio 2022. In Italia sono le 4 del mattino. Putin annuncia un’”operazione militare speciale” nell’Ucraina orientale il cui scopo prioritario è quello di garantire la sicurezza dei cittadini russi. Con una velocità straordinaria, la dichiarazione è seguita da attacchi aerei e missilistici verso gli obiettivi strategici. Nel nostro Paese sono le 6 quando le forze di terra russe mettono piede in Ucraina. 

“Chiunque provi a interferire deve sapere che la nostra risposta sarà immediata e porterà a conseguenze mai sperimentate nella storia”. Il Presidente della Federazione russa inizia quella che sembra una serie infinita di minacce nei confronti dei Paesi che pensano di opporsi e di aiutare lo Stato del Presidente Zelensky. Cominciano in Europa le manifestazioni Pro-Ucraina e le sanzioni verso il Cremlino, ma non solo. 

L’insieme di paura e disprezzo verso le operazioni militari fa perdere ad alcune persone la razionalità, dando vita ad una vera e propria russofobia. La condanna dell’invasione ha raggiunto spesso conclusioni illogiche verso intellettuali, sportivi e figure pubbliche di origine russa: a febbraio viene annullata la mostra del fotografo Aleksander Gronsky; a marzo viene cancellato, salvo poi ripensarci, un corso su Dostoevskij all’Università Bicocca di Milano; in alcuni bar vengono addirittura “derussificati” i nomi dei cocktail.

Ma la Russia non è solo guerra. Russia è anche la bellezza dei colori della Piazza Rossa di Mosca, dei palazzi e dei negozi storici lungo la Prospettiva Nevskij a San Pietroburgo. 

Russia è anche una cultura straordinaria studiata in tutto il mondo da centinaia di anni. Proprio per questo il Festival letterario “Pagine di Russia” promuove i grandi temi della letteratura e dell’arte russi del passato, ponendoli a confronto con il presente.

In GENERAZIONE PUTIN. Pagine dal 24 febbraio pubblicato a settembre 2022 dalla Stilo Editrice, proprio nella collana “Pagine di Russia”, vengono esposti i pensieri di sedici russisti italiani che si sono formati, quasi tutti, negli ultimi venti anni e dunque nella Russia post-sovietica: Stefano Aloe, Marco Caratozzolo, Guido Carpi, Alessandro Cifariello, Claudia Criveller, Giulia De Florio, Donatella Di Leo, Giuseppina Giuliano, Simone Guagnelli, Andrea Gullotta, Giulia Marcucci, Massimo Maurizio, Claudia Olivieri, Laura Piccolo, Bianca Sulpasso e Massimo Tria.

Curato da Simone Guagnelli, ricercatore di Slavistica e fondatore, insieme ad Alessandro Catalano, della rivista internazionale di culture slave «eSamizdat», il libro raccoglie una serie di saggi che non sono finalizzati né a indagare sulle cause della guerra né a fornire interpretazioni politiche. Si tratta di semplici e sincere riflessioni soggettive e spontanee di studiosi riguardanti un tema e una cultura delle quali sono affascinati ma che in questo preciso periodo storico sembrano essere messe sotto una grande luce negativa.

Redazione
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