La Sicilia vissuta diventa romanzo ne “La religione elettrica” di Alessandra Distefano

Una Sicilia dei primi del Novecento raccontata attraverso personaggi, piccoli gesti quotidiani e storie che arrivano direttamente dalla realtà. È lo scenario de “La religione elettrica”, il romanzo di Alessandra Distefano, pubblicato da La Vita Felice nella collana Contemporanea.

Giornalista e scrittrice, milanese di nascita ma siciliana d’adozione, Distefano costruisce un racconto nel quale esperienza personale e memoria familiare diventano materia narrativa. Le storie raccolte nel libro affondano infatti negli anni trascorsi dall’autrice lavorando come farmacista in un paese alle pendici dell’Etna e negli aneddoti provenienti dalla sua famiglia.

Ne nasce una galleria di situazioni e personaggi che restituisce la dimensione quotidiana della Sicilia: dai mazzi di origano regalati al posto dei fiori agli anziani che si tolgono le caramelle dalla bocca prima di parlare. Dettagli apparentemente minimi che diventano gli elementi attraverso cui prende forma il mondo raccontato nel romanzo.

Da “Preistoria d’amore” nasce il romanzo

La storia editoriale de “La religione elettrica” comincia prima del libro. Ad anticiparlo è infatti il racconto “Preistoria d’amore”, che nel 2017 ha vinto la terza edizione del Premio Aurelia Josz per corti teatrali, organizzato dalla Casa della Poesia di Monza. Il testo venne successivamente portato in scena durante la serata di premiazione.

Proprio da quel racconto prende forma uno dei personaggi centrali del romanzo: Concettina Lo Giudice, figura destinata a superare i confini della storia originaria.

A raccontare gli eventi è invece Gaetano, giovane uomo che vive in un paese siciliano senza nome nei primi anni del Novecento. Osserva le persone che lo circondano, spesso con stupore, evita di giudicarle e poi scrive. Diventa così contemporaneamente voce narrante e protagonista di una storia nella quale Concettina occupa progressivamente uno spazio sempre maggiore.

La zia si presenta come una donna determinata, capace di assumere atteggiamenti quasi ribelli rispetto alle convenzioni di una società formale e rigorosa, soprattutto nei confronti delle donne. Attorno a lei si muove un piccolo universo umano osservato attraverso gli occhi di Gaetano: alcuni compaesani assumono i tratti di caricature da commedia, altri vengono descritti con maggiore delicatezza e rispetto.

Un esperimento nato sui social

L’origine del progetto risale al 2017 e a un esperimento lanciato dalla stessa Distefano sui social. L’autrice chiese ai lettori di suggerirle uno spunto dal quale partire per scrivere. Tra fotografie, racconti e idee ricevute arrivò anche una poesia in dialetto siciliano.

Da quei versi nacque “Preistoria d’amore”.

Concettina, però, continuò ad accompagnare l’autrice anche dopo la conclusione del racconto.

«Mi capitava di immaginarla accanto a me nelle situazioni più disparate, come nell’episodio narrato della visita funebre o nelle mie occupazioni quotidiane. Era come se continuasse a esistere oltre il racconto», spiega Distefano.

Da qui la decisione di proseguire: «A quel punto mi sono chiesta: perché non continuare? E da quella domanda è nato l’intero romanzo».

Tra ironia, memoria e vita quotidiana

“La religione elettrica” alterna così registri differenti. Ci sono momenti comici, passaggi più teneri e pagine segnate da una dimensione emotiva più intensa. A tenerli insieme è una Sicilia raccontata attraverso la vita delle persone, lontana dalla costruzione di uno scenario puramente letterario.

La scelta di partire da episodi realmente vissuti permette a Distefano di trasformare la memoria in racconto senza perdere la concretezza dei luoghi, delle abitudini e delle relazioni.

Il risultato è un romanzo nel quale la Sicilia diventa contemporaneamente ambientazione e protagonista: una terra osservata attraverso le sue contraddizioni, le convenzioni sociali, l’ironia dei suoi abitanti e soprattutto attraverso le storie di uomini e donne che, prima di entrare nelle pagine di un libro, hanno fatto parte della vita reale.

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