Dal 13 al 20 giugno il centro storico di Salerno tornerà a trasformarsi in uno dei principali crocevia culturali del Paese. Con oltre cento appuntamenti tra incontri, spettacoli, musica, laboratori e letture sceniche, prende il via la quattordicesima edizione di Salerno Letteratura Festival, manifestazione che negli anni ha saputo costruire una propria identità originale nel panorama nazionale.
Il tema scelto per il 2026, “Il cuore desto avrà parole. Letteratura nei tempi inquieti”, è tratto da un verso di Alfonso Gatto, poeta salernitano di cui ricorre il cinquantesimo anniversario della scomparsa. Un omaggio che non si limita alla memoria, ma diventa il filo conduttore di una riflessione sul presente e sul ruolo che la cultura può svolgere in un’epoca segnata da guerre, crisi geopolitiche, trasformazioni tecnologiche e profonde incertezze sociali.
«Qualche volta basta un verso», spiegano gli organizzatori. E quel verso di Gatto diventa una sorta di bussola morale per una manifestazione che invita autori, lettori e cittadini a non cedere all’indifferenza, ma a cercare parole capaci di interpretare il proprio tempo.
Anche quest’anno il festival coinvolgerà alcuni dei nomi più autorevoli della letteratura, del giornalismo, della filosofia e delle arti. Tra gli ospiti figurano Elena Kostioukovitch, Emanuele Trevi, Marco Damilano, Serena Bortone, Rachel Kushner, Brian Evenson, Valeria Parrella, Nadia Fusini, Enrico Terrinoni, Andrea Moro e Marino Niola, insieme a numerosi autori italiani e internazionali che animeranno gli incontri disseminati nei luoghi simbolo del centro storico.
Accanto alla tradizionale sezione dedicata alla narrativa, il programma conferma la crescente attenzione verso la saggistica, la riflessione filosofica e il racconto della contemporaneità. Una scelta che risponde alla necessità, sempre più avvertita dal pubblico, di comprendere un presente complesso attraverso strumenti culturali diversi e complementari.
Tra gli elementi distintivi dell’edizione 2026 emerge il forte dialogo tra letteratura e arti performative. Reading, spettacoli teatrali e concerti accompagneranno l’intera settimana del festival. Particolarmente attesi l’omaggio a Miles Davis nel centenario della nascita, la lectio-spettacolo di Enrico Terrinoni dedicata al tema dell’invisibile, la serata di Gino Castaldo su David Bowie e l’omaggio a Ingeborg Bachmann interpretato da Elena Bucci.
Numerose anche le novità. La più curiosa è probabilmente la “più grande scuola di scrittura all’aperto”, una sessione collettiva di scrittura creativa ospitata nella Villa Comunale e aperta a cittadini di ogni età. Non mancheranno iniziative dedicate ad Alfonso Gatto, con letture improvvisate nei vicoli del centro storico, performance poetiche e persino una “Gattomante”, pronta a guidare il pubblico in un originale percorso divinatorio attraverso i versi del poeta.
Grande attenzione sarà riservata alle nuove generazioni. Il programma ragazzi coinvolgerà direttamente giovani moderatori e creatori di contenuti, mentre la Summer School offrirà percorsi dedicati alla scrittura creativa e al giornalismo culturale. Confermati anche il laboratorio audiovisivo “Tempo Video” e la Scuola di Lettura, appuntamenti che negli ultimi anni hanno contribuito a creare una comunità stabile di giovani appassionati.
Importante anche il capitolo dedicato ai premi letterari. Salerno ospiterà il Premio Salerno Libro d’Europa, il Premio Demetra dedicato alla letteratura ambientale, la tradizionale Serata Stregata con i finalisti del Premio Strega 2026 e il Premio Letteratura d’Impresa, che valorizza i libri capaci di raccontare il sistema produttivo italiano attraverso nuove chiavi narrative.
Il festival conferma inoltre la propria capacità di dialogare con il mondo economico e produttivo del territorio. Nasce infatti il Club Lettera 21, promosso da Confindustria Salerno e da numerose aziende partner, con l’obiettivo di sostenere il ruolo sociale della cultura e rafforzare il legame tra impresa e sviluppo civile.
Dopo quattordici anni di attività, Salerno Letteratura continua così a rappresentare molto più di una semplice rassegna di incontri con gli autori. È diventata una comunità culturale che ogni estate si ritrova per interrogarsi sul presente e immaginare il futuro. In un tempo attraversato da inquietudini e contraddizioni, il festival rilancia una convinzione semplice ma potente: la letteratura può ancora offrire parole capaci di orientare, comprendere e costruire relazioni.
E forse, come suggeriva Alfonso Gatto, è proprio da un cuore desto che possono nascere le parole più necessarie.
