Robert Munsch e i libri che verranno: una promessa ai lettori oltre il tempo

C’è un modo delicato e potente di sfidare il tempo: continuare a raccontare storie. Robert Munsch, 80 anni, tra i più amati autori di letteratura per l’infanzia del mondo anglosassone, ha deciso di farlo anche oltre la propria vita. Colpito dal morbo di Parkinson e consapevole della progressione della malattia, Munsch ha annunciato di aver lasciato pronti circa cinquanta libri inediti, che verranno pubblicati dopo la sua morte con una cadenza di un titolo all’anno.

Lo ha raccontato in un’intervista a CBC News, spiegando che le storie sono già state scritte e attendono ora di essere illustrate ed edite. «Nessuno è eterno – ha detto con la sua consueta ironia – ma è confortante sapere che, dopo la mia morte, avrò ancora qualche anno davanti a me attraverso i miei libri». Una frase che racchiude lo spirito di un autore che ha sempre considerato la scrittura un atto di relazione profonda con i bambini, più che un semplice mestiere.

Nato a Pittsburgh l’11 giugno 1945, ma canadese d’adozione, Munsch ha costruito una bibliografia imponente, firmando circa ottanta libri nel corso della sua carriera. In Italia è conosciuto soprattutto per titoli diventati dei classici come La principessa e il drago, Voglio il mio panino, Pistaaaaa!, Maialini e La caserma dei pompieri: storie apparentemente semplici, spesso comiche e travolgenti, capaci però di parlare ai bambini con una libertà narrativa e una forza immaginativa fuori dal comune.

Negli ultimi anni, però, la malattia ha reso sempre più difficile la vita quotidiana dello scrittore. Sempre a CBC News, Munsch ha raccontato senza reticenze i sintomi del Parkinson: problemi di memoria, difficoltà motorie, cadute frequenti, una mobilità sempre più limitata. In una precedente intervista al The New York Times, aveva anche dichiarato di valutare, quando lo riterrà opportuno, il ricorso al suicidio medicalmente assistito, pratica legale in Canada, come scelta di autodeterminazione rispetto alla fase finale della malattia.

L’ultimo libro pubblicato da Munsch è The Perfect Paper Airplane, uscito nell’ottobre 2025 per Scholastic Canada. In quell’occasione, l’editore gli ha dedicato un messaggio pubblico di sostegno, sottolineando l’impatto duraturo della sua opera su generazioni di lettori. Un impatto che non si misura solo in copie vendute, ma nella memoria affettiva di chi è cresciuto con le sue storie lette ad alta voce.

Nel novembre 2025, Munsch ha compiuto un altro gesto simbolico e concreto: ha donato i suoi archivi personali alla biblioteca pubblica di Guelph, la città in cui vive. Manoscritti, lettere, corrispondenza con editori e messaggi dei lettori saranno conservati e resi accessibili al pubblico a partire dal 2027. Un patrimonio che testimonia non solo una carriera letteraria, ma un dialogo continuo con i bambini e le famiglie.

La decisione di pianificare le pubblicazioni postume non ha nulla di cupo o nostalgico. Al contrario, somiglia a un ultimo, generoso atto di fiducia nella forza delle storie. Robert Munsch sembra dirci che i libri, quando nascono da un’urgenza autentica, non appartengono mai davvero a chi li scrive. Continuano a camminare da soli, a incontrare nuovi lettori, a fare quello che lui ha sempre fatto: divertire, sorprendere e ricordare che l’immaginazione è una forma di resistenza al tempo.

 

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