Made in Italy

L’Agenda della Giardiniera 2026: il fascino dei cappelli tra giardini e tradizione

Lo scorso mercoledì 26 novembre,  la Serra Moresca di Villa Torlonia si è trasformata in un palcoscenico di eleganza e cultura per la presentazione dell’edizione 2026 de “L’Agenda della giardiniera 2026 – i Cappelli, firmata da Nicoletta Campanella per Nicla Edizioni. Un incontro che ha intrecciato botanica, artigianato e storia, con un protagonista inatteso: il cappello. Non un semplice accessorio, ma un simbolo che attraversa epoche e classi sociali, capace di raccontare il lavoro del giardiniere e la grazia della dama che passeggia tra le aiuole.

Il tema scelto da Nicoletta per il nuovo volume è un omaggio alla tradizione e alla creatività italiana. Il cappello, da sempre compagno di chi vive il giardino, diventa filo conduttore di storie e suggestioni, evocando protezione, eleganza e identità. L’autrice ha ricordato come questo oggetto racchiuda una doppia anima: quella pratica, legata alla terra, e quella estetica, legata alla bellezza.

L’incontro, moderato da Federica Corsini di TG2 Costume e Società, ha visto la partecipazione di voci autorevoli: Giovanna Alberta Campitelli, vicepresidente APGI; Patrizia Fabri, anima dell’Antica Manifattura Cappelli; Beatrice Barni, Maestro d’Arte e Mestiere per la sua ricerca sulle rose; e Saverio Senni, che ha emozionato il pubblico leggendo una lettera della nonna Mary Gayley Senni, scritta nel 1944 a Villa Senni, dove la contessa trovava pace piantando iris mentre la guerra bussava alle porte.

Un viaggio nella storia del cappello di paglia italiano è stato affidato ad Angelita Benelli, presidente del Museo civico della Paglia e dell’Intreccio di Signa. Il suo intervento ha celebrato l’intuizione di Domenico Michelacci, che nel 1718 trasformò il grano in materia tessile, dando vita a un’arte che ha reso celebre il Made in Italy nel mondo. Il museo racconta anche la vita delle trecciaiole, donne che con pazienza e creatività hanno trasformato una fibra umile in capolavori di stile.

L’Agenda 2026 si conferma così un’opera al femminile, dedicata alle giardiniere coraggiose e visionarie. Alcuni brani sono stati interpretati dall’attrice Eva Cela, mentre la Serra Moresca si riempiva di colori e riflessi grazie ai cappelli indossati dai partecipanti: pagliette, cloche, bombette e borsalini, in un caleidoscopio che ha reso l’atmosfera ancora più suggestiva.

Nicoletta ha chiuso l’incontro con un invito poetico: attraversare il tempo con la leggerezza di un filo di grano e di un cappello che danza nel vento, coltivando la cura per il giardino e per sé stessi. Tra gli ospiti, volti noti come Angelo Bucarelli, Antimo Palumbo, Blasco Notarbartolo di Villarosa e Mietta, artista e scrittrice.

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