{"id":89361,"date":"2026-11-03T12:08:24","date_gmt":"2026-11-03T11:08:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europeanaffairs.it\/roma\/?p=89361"},"modified":"2026-11-03T12:08:24","modified_gmt":"2026-11-03T11:08:24","slug":"apalis-la-morte-come-nascita-e-il-peso-della-liberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europeanaffairs.it\/roma\/2026\/11\/03\/apalis-la-morte-come-nascita-e-il-peso-della-liberta\/","title":{"rendered":"Apalis: la morte come nascita e il peso della libert\u00e0"},"content":{"rendered":"<p data-pm-slice=\"1 1 []\">Spiritualit\u00e0 e lunghe distese di contemplazione dentro un disco che ha pochi compromessi con il momento terreno e attuale. Niente conformismo, terra arida per il capitalismo e la mercificazione dell&#8217;estetica. <a href=\"https:\/\/apalis.it\/\">Esce <strong>\u201cDai ciliegi\u201d <\/strong>esordio digitale di <strong>Apalis<\/strong><\/a> che possiamo raggiungere solo <strong><a href=\"https:\/\/apalis.it\/\">da questo suo sito personale<\/a>. <\/strong>Costruisce un\u2019opera in cui spiritualit\u00e0, dicevo, di libero arbitrio, male e redenzione entrano direttamente nella materia della musica. Una visione radicale, dichiaratamente cristiana, che attraversa il disco come una domanda sul destino dell\u2019uomo e sul significato ultimo dell\u2019esistenza.<\/p>\n<p data-pm-slice=\"1 1 []\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-89363\" src=\"http:\/\/www.europeanaffairs.it\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/11\/Cover-Dai-Ciliegi.jpg\" alt=\"\" width=\"691\" height=\"691\" srcset=\"https:\/\/www.europeanaffairs.it\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/11\/Cover-Dai-Ciliegi.jpg 691w, https:\/\/www.europeanaffairs.it\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/11\/Cover-Dai-Ciliegi-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.europeanaffairs.it\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/11\/Cover-Dai-Ciliegi-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.europeanaffairs.it\/roma\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/11\/Cover-Dai-Ciliegi-480x480.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 691px) 100vw, 691px\" \/><\/p>\n<p><strong>Inevitabile avventurarsi dentro tematiche spirituali\u2026 Quanto pensi alla morte mentre scrivi? E soprattutto: la coscienza della fine rende la vita pi\u00f9 preziosa oppure \u00e8 soltanto quando immaginiamo l\u2019eternit\u00e0 che il presente acquista davvero un significato?<\/strong><br \/>\nForse che un bimbo nella pancia della mamma, quando finalmente viene partorito, diciamo che muore? Cos\u00ec io, finch\u00e9 mi trovo nel grembo della terra, penso moltissimo alla morte come nascita: sar\u00e0 il momento del parto alla vita eterna e al cielo, quando finalmente conoscer\u00f2 Colui in cui credo. Sar\u00e0 doloroso, perch\u00e9 mi verr\u00e0 tagliato di netto il cordone ombelicale con tutti coloro che per un po\u2019 lascio, ma bellissimo allo stesso tempo: spero ogni giorno di esser pronto, anche quando palesemente non lo sono; perci\u00f2 mi pento di continuo. Non siamo stati creati per la morte, ma per la vita e la felicit\u00e0 eterna. Anche i nostri corpi e quelli dei nostri cari risorgeranno, e saranno belli, ammesso che saremo giudicati degni di entrare nella citt\u00e0 eterna. Perci\u00f2 piantiamola con botulino, creme anti-rughe eccetera eccetera. L\u2019unico elisir d\u2019eterna giovinezza, valido a sconfigger vecchiaia e morte eterna, si chiama Ges\u00f9 Cristo, e il suo unguento, per chi lo volesse, lo dispensano gratuitamente nella chiesetta sotto casa, l\u00e0 dove ci sono tutte quelle vecchiette cui non daresti un centesimo del tuo credito: invece, hanno indovinato il Centro Estetico cui rivolgersi per esser belle, e belle in eterno.<\/p>\n<p><strong>Il cristianesimo introduce un\u2019idea potentissima e terribile insieme: l\u2019uomo \u00e8 libero persino di rifiutare il bene. Quanto spazio occupa il libero arbitrio nella tua visione? Il male nasce davvero dalla libert\u00e0 oppure esiste qualcosa di oscuro che precede le nostre scelte e tenta continuamente di orientarla?<\/strong><br \/>\nRicordi una verit\u00e0 profonda: \u00e8 vero, Dio ci ha dato la libert\u00e0 di rifiutare perfino Lui, nostra eterna felicit\u00e0, con la conseguenza \u2014 dici bene, \u201cterribile\u201d \u2014 che, una volta perso, saremo angosciati e oppressi per sempre, senza sosta, senza sollievo, senza fine. La disperazione eterna esiste, perch\u00e9 la nostra anima, o persona, \u00e8 indistruttibile: nessuno \u201cscompare\u201d con la separazione dell\u2019anima personale dal suo vaso terreno. La nostra anima personale \u00e8 stata creata a somiglianza di Dio immortale, e anche i nostri corpi risorgeranno per un giudizio, di condanna, fra i dannati, o di risurrezione, fra i giusti. Il giudizio particolare sull\u2019anima personale \u00e8 messo a tema ne <strong>\u201cI Demoni\u201d<\/strong>. Mi chiedi che spazio occupi il libero arbitrio: il posto che Iddio gli ha assegnato. Sono persuaso che il bene della libera volont\u00e0 sia ci\u00f2 per cui siamo esseri umani; nella potenza volitiva siamo simili a Dio. \u00c8 per questo che la beatitudine consiste nell\u2019uniformarsi alla Sua volont\u00e0. Quest\u2019unione, tuttavia, \u00e8 insidiata da forze volitive che le si oppongono. Anzitutto la nostra inferma volont\u00e0, ferita dall\u2019abitudine al peccato e attratta dai beni caduchi. In secondo luogo, subiamo l\u2019azione dei demoni, che vogliono la nostra totale rovina perch\u00e9 odiano Dio e ci invidiano. Infine, la nostra volont\u00e0 sconta il peso di una colpa antica, che si traduce in una fatica nel vivere bene o in una rassegnata stanchezza di volerlo fare: si chiama accidia, e va combattuta mediante i Sacramenti, la preghiera e le opere buone.<\/p>\n<p><strong>E infatti arriviamo a \u201cI demoni\u201d. Dove collochi il confine fra il demone come figura religiosa, il demone come parte della psiche e il demone come allegoria delle nostre dipendenze, paure, ossessioni? Sono davvero territori separabili?<\/strong><br \/>\nChe i demoni esistano, e non siano figure della nostra psiche o figurazioni allegoriche delle nostre debolezze, dobbiamo riconoscerlo sulla parola di Ges\u00f9 Cristo. Dio \u00e8 verace, non dice balle: ha detto chiaro e tondo che \u201csatana \u00e8 il principe di questo mondo\u201d. Il nostro nemico pubblico n. 1 \u00e8 dunque invisibile, eppur ci vede benissimo. E se la divina parola non bastasse, basterebbe documentarsi presso gli esorcisti della Chiesa cattolica per provarlo. Peraltro, ciascuno pu\u00f2 sperimentare da s\u00e9 l\u2019esistenza dei demoni con un piccolo esperimento: si metta a parlare sinceramente bene di Ges\u00f9 Cristo vicino a qualche persona \u201cnormale\u201d. Solo a nominare il Figlio di Dio, vedr\u00e0 certe persone scoppiettare come pop-corn sulla padella bollente. L\u00ec sta un segno: i demoni odiano Ges\u00f9 Cristo, e facendosi alveari nelle persone, quando queste sentono parlar bene del Nome di Dio, fremono intimamente, scuotendole. Se avesse parlato di Buddha, Maometto o chi per esso, nulla accadrebbe. I demoni esistono quindi, e la modernit\u00e0 si sbaglia di grosso disconoscendoli: ma chiederle di riconoscerli sarebbe come chiedere al regista di un film a luci rosse di adattare lo spettacolo per dei bambini. Il regista della modernit\u00e0, insomma, dirige il nostro tempo come vuole: si nasconde, per mostrarci il suo vero volto solo alla fine dello spettacolo, quando siamo caduti nell\u2019Inferno. Sono esseri molto pi\u00f9 intelligenti di noi, ma vili: forti coi deboli e deboli coi forti; oggi fortissimi perch\u00e9 ci siamo disarmati delle armi della fede. I fantasmi e le malattie della psiche non derivano direttamente da loro, se non come le onde del mare dal vento burrascoso: essi ci influenzano e tentano, ma la scelta resta nostra. Anche le dipendenze psichiche sono nostra responsabilit\u00e0. Contraiamo abitudini viziose per attaccamento malsano ai beni caduchi e alle creature; certo, i demoni c\u2019inducono, ma siamo noi a scegliere se restarne preda o lottare per essere liberi. Come dice il Vangelo: \u201cChi pecca, \u00e8 schiavo del peccato\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il suono di questo disco: Apalis si considera anche un musicista o usi il suono semplicemente come arredo e viatico?<\/strong><br \/>\nSono un musicista. Ma servo e adoro il mio Dio, non la musica. Con la musica, che serve me, cerco di servire Dio nel prossimo.<\/p>\n<p><strong>Secondo te un disco come questo che confini si porta dietro? E che messaggio lascia a chi ascolta?<\/strong><br \/>\nIl messaggio \u00e8 questo: il Padrone sta per rientrare e render\u00e0 a ciascuno secondo le sue opere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Spiritualit\u00e0 e lunghe distese di contemplazione dentro un disco che ha pochi compromessi con il momento terreno e attuale. Niente conformismo, terra arida per il capitalismo e la mercificazione dell&#8217;estetica. Esce \u201cDai ciliegi\u201d esordio digitale di Apalis che possiamo raggiungere solo da questo suo sito personale. Costruisce un\u2019opera in cui spiritualit\u00e0, dicevo, di libero arbitrio, male e redenzione entrano direttamente nella materia della musica. Una visione radicale, dichiaratamente cristiana, che attraversa il disco come una domanda sul destino dell\u2019uomo e sul significato ultimo dell\u2019esistenza. Inevitabile avventurarsi dentro tematiche spirituali\u2026 Quanto pensi alla morte mentre scrivi? 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