{"id":2299,"date":"2018-10-05T19:04:46","date_gmt":"2018-10-05T17:04:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.europeanaffairs.it\/roma\/?p=2299"},"modified":"2018-10-05T19:04:48","modified_gmt":"2018-10-05T17:04:48","slug":"donald-the-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europeanaffairs.it\/roma\/2018\/10\/05\/donald-the-trump\/","title":{"rendered":"Donald, The Trump"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Donald Trump \u00e8 uomo con indubbie qualit\u00e0. Ha dimostrato di essere un imprenditore furbo e capace di fare soldi, ha condotto con successo un programma televisivo ed ha sedotto, da outsider, milioni di americani con un gradimento che, nonostante feroci attacchi di stampa e oppositori, sembra essere costantemente in ascesa. \u00a0Purtroppo, \u00e8 difficile riconoscergli anche la caratteristica di essere uomo di buona cultura. Non ho dati precisi su quali siano i suoi risultati scolastici ma, a qualunque livello si sia posizionato, \u00e8 difficile immaginarlo come un solerte studioso. Poco importa, se \u00e8 vero che molti uomini dimostratisi in seguito dei veri geni siano stati studenti svogliati o magari soltanto autodidatti. Per chi ricopre incarichi pubblici di quella rilevanza non sarebbe per\u00f2 male avere un po\u2019 di cognizioni, almeno in merito alla storia mondiale. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se poi ci si trova a essere il Presidente del pi\u00f9 potente Stato del mondo, sarebbe probabilmente utile anche avere qualche cognizione di politica internazionale. O di politica tout-court. Se Trump conoscesse la storia del suo Paese dell\u2019ultimo secolo probabilmente eviterebbe alcuni dei passi falsi che sta compiendo. In quanto imprenditore arrivato a incarico politico in et\u00e0 avanzata, gli \u00e8 certo culturalmente difficile interiorizzare il concetto che dirigere un\u2019azienda e governare un Paese siano cose molto diverse.\u00a0 Nel primo caso si ha a che fare con concorrenti, clienti, fornitori e dipendenti e con loro \u00e8 sufficiente avere una buona posizione contrattuale di partenza e una marcata capacit\u00e0 di negoziazione. I concorrenti sono sempre e comunque avversari e, salvo che non si crei un \u201ccartello\u201d (cosa per altro vietata dalle leggi nelle economie di mercato), tali restano. I dipendenti di una qualunque impresa potrebbero anche costituire solo un piccolo problema perch\u00e9, nel peggiore dei casi, li si pu\u00f2 licenziare. Per quanto riguarda i clienti, l\u2019obiettivo di un\u2019azienda \u00e8 conquistare nuove quote o mantenere quelle acquisite e per far ci\u00f2 \u00e8 indispensabile una buona gestione del marketing.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ben diversa \u00e8 la realt\u00e0 del governo di uno Stato. In questo caso, perfino nelle dittature, non si \u00e8 mai il solo \u201cpadrone\u201d. In politica non esistono dipendenti o ricattabili fornitori e ogni attore \u00e8 contemporaneamente nemico, concorrente o potenziale alleato. Ci\u00f2 vale sia per la politica internazionale sia per quella interna. \u00a0Perfino i compagni di partito sono spesso l\u2019uno e l\u2019altro e l\u2019altro ancora, figuriamoci gli oppositori.\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Date queste differenze, \u00e8 evidente che anche l\u2019approccio dovrebbe essere diverso. Soprattutto in un Paese democratico come gli Stati Uniti, non \u00e8 sufficiente nemmeno il consenso popolare, mutevole per definizione, per essere certi di governare fino a realizzare gli obiettivi promessi durante la campagna elettorale, fossero essi stati annunciati in buona o cattiva fede. \u00a0Se Trump conoscesse la storia americana del secolo scorso ricorderebbe, tra le tante cose che gli sarebbero utili, cosa successe al predecessore Woodrow Wilson. Costui, nonostante uscisse vittorioso da una guerra mondale che port\u00f2 agli USA una posizione di supremazia tra le nazioni e riuscisse a convincere la maggior parte degli altri Stati a dar vita alla Societ\u00e0 delle Nazioni, fu sconfessato dai suoi stessi parlamentari. \u00a0Fu, infatti, un paradosso che lui, capace di convincere amici e nemici all\u2019estero, fosse poi messo in minoranza proprio da chi gli era pi\u00f9 vicino. La societ\u00e8 delle Nazioni fu costituita ma gli Stati Uniti non aderirono.\u00a0 Ci\u00f2 che Trump sembra ogni tanto dimenticare \u00e8 che nel suo Paese esiste un sistema vero di \u201cbalance of power\u201d, metodo che, come ben lasci\u00f2 scritto Popper, resta il sistema politico migliore per garantire la libert\u00e0 dei cittadini in un sistema democratico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Visto i freni che gi\u00e0 molte volte la magistratura e il Congresso gli hanno imposto, l\u2019ex magnate dovrebbe gi\u00e0 essersene accorto ma pensare di poter continuare a comandare solo licenziando ogni tanto un nuovo ministro non lo porter\u00e0 molto lontano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019estero qualcuno lo critica per il suo slogan \u201cAmerica first\u201d ma non sta l\u00ec il problema: una certa dose di nazionalismo \u00e8 quello che ogni cittadino si aspetta dai propri governanti. La difficolt\u00e0 sta nel come realizzare l\u2019obiettivo. Se tra le sue letture ci fosse stato il libro \u201cL\u2019arte della guerra\u201d del leggendario generale cinese Sun Tzu, avrebbe compreso che una delle condizioni per la battaglia vittoriosa \u00e8 quella di affrontare i nemici uno per volta e mai tutti insieme. Se gli fosse capitato in mano un libro di Max Weber sulle caratteristiche di un \u201ccomandante\u201d, avrebbe letto che troppe contraddizioni e il frequente e ravvicinato alternarsi di \u201c bastone e carota\u201d toglie credibilit\u00e0 e autorevolezza a ogni aspirante leader.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se quelle letture gli fossero risultate troppo complicate, avrebbe forse potuto limitarsi a un piccolo manuale che negli USA avrebbe trovato perfino nella pi\u00f9 piccola libreria: \u201cIl venditore meraviglioso\u201d. Gli sarebbe allora stato chiaro che prima di affrontare un qualunque potenziale interlocutore occorrerebbe cercare di conoscerlo dall\u2019interno, saperne gli obiettivi, valutarne le esigenze. In altre parole: non sparare alla cieca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Purtroppo, il buon Donald \u00a0non ha certamente avuto nella sua vita di imprenditore il tempo per dedicarsi a \u201cfrivole\u201d letture e trarne conseguenti riflessioni. Diventato Presidente, ha quindi deciso di dichiarare contemporaneamente guerra a tutti coloro che gli sono sembrati, forse comprensibilmente, troppo aggressivi verso l\u2019economia del suo Paese. Confidando nel potere economico e militare che gli USA possono mettere sul tavolo, si \u00e8 messo a lanciare insulti a chicchessia, alleati o competitor poco importa, a volte alternandoli a blandizie. Ha lanciato un bluff dopo l\u2018altro ed ha promesso, con eguale enfasi, minacce e premi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul breve termine, proprio il peso militare ed economico degli Stati Uniti ha obbligato qualche Stato a chinare la testa (o fingere di farlo in attesa di tempi migliori) e fare buon viso a cattiva sorte. Poich\u00e9, per\u00f2, nel mondo \u201c nisciuno \u00e8 fesso\u201d, riesce facile immaginare che tutti quelli che oggi accettano le umiliazioni si lanceranno, appena possibile, a cercare tutte le alternative praticabili per evitare di trovarsi ancora nella stessa situazione in futuro. Esistono, per\u00f2, anche quelli che la testa non la chineranno e particolarmente con loro gli \u00e8 mancato proprio l\u2019approccio umile del buon \u201cvenditore\u201d che cerca di conoscere in anticipo quale sia la \u201clinea rossa\u201d del suo interlocutore. \u00a0Esempi di entrambe queste situazioni sono facilmente identificabili nei suoi rapporti con l\u2019Europa, con l\u2019Iran e perfino con la Corea del Nord. Ha un bel dire ora che tra lui e Kim \u00e8 nato l\u2019\u201damore\u201d: per intanto si tratta solo di parole e staremo a vedere come finir\u00e0.\u00a0 Nel frattempo, aumentano gli Stati che ridurranno al minimo l\u2019impiego del dollaro nelle loro transazioni bilaterali e la Cina sta raccogliendo attorno a s\u00e9 (anche grazie ai suoi interessati \u2013 e spesso benvenuti- investimenti) crescenti consensi tra Paesi gia\u2019 alleati degli USA.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I presidenti americani degli ultimi cinquant\u2019anni non sono sempre stati saggi o scevri da errori e anch\u2019essi si sono fatti forti della potenza del proprio Paese per dettare le loro condizioni. Tuttavia, hanno sempre cercato di accompagnare la propria indiscussa dominanza con un soft power che addolcisse il proprio comandare.\u00a0Certo, hanno anche accettato dei compromessi non sempre a loro del tutto favorevoli ma, anche grazie a quei compromessi, l\u2019egemonia americana sul mondo restava garantita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse i tempi sono cambiati e ha ragione Donald a comportarsi da sbruffone prepotente e dire ad alta voce che perfino l\u2019Europa \u00e8 un nemico. Lo pensavano, probabilmente, anche i sui predecessori (e infatti hanno sempre fatto di tutto per impedire una sua vera unificazione) ma non l\u2019hanno mai detto pubblicamente e sostenevano a gran voce il contrario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Staremo a vedere nell\u2019immediato futuro chi sar\u00e0 stato il pi\u00f9 saggio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Donald Trump \u00e8 uomo con indubbie qualit\u00e0. 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