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Angelo Mai

Vera di Lecce e il suo magico “Altar of Love”all’Angelo Mai

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Atmosfera suggestiva ed unicamente senza tempo all’Angelo Mai per la presentazione di Altar of Love, il nuovo album di Vera di Lecce. La giovane artista e producer di origine salentina è salita sul palco ed ha immediatamente catturato il suo pubblico con i ritmi e le melodie del suo nuovo lavoro. Grazie ad una grinta e a un carisma indiscussi, Vera ha ammaliato i presenti, coinvolgendoli in un concerto che, di canzone in canzone, prendeva sempre più la forma di un rituale purificatore collettivo. D’altronde il nome stesso dell’album, Altar of Love, come pure i titoli dei singoli pezzi – Il Dolore (Painfall), la Paura (Shellbone), l’Autosabotaggio (The Truth), Il Pensiero Ossessivo (Jenome), Il Controllo (Cantroll), Il Senso di Colpa (Sorry), La Morte (The Phoenix) – rispecchiano la natura quasi mistica del suo lavoro, di fronte al quale gli ascoltatori si ritrovano a danzare idealmente insieme all’artista sulle note dell’ultimo brano che dà il titolo al disco: Altar of Love.

Dopo la prima parte dello show Vera chiama il pubblico a sé, facendolo avvicinare al palco, e stregandolo con le sue melodie uniche. Synth graffianti e percussioni che viaggiano dal Salento al Giappone, chitarre serpeggianti e melodie vibrate dal suo e-bow, accompagnano la voce dell’artista, rimodulata e filtrata attraverso i sintetizzatori fino a divenire essa stessa strumento.

Sulla scena ben presto si materializzano anche oggetti di matrice orientale, ad arricchire la performance, trasformandola in un ponte ideale che abbraccia oriente ed occidente, un anello di congiunzione fra lontano e vicino, passato e presente. Ventagli e tessuti eterei che prendono forma dai movimenti che si accompagnano alla musica, e Vera stessa che indossata la maschera di una volpe si trasforma in kitsune, figura centrale della mitologia del Giappone, mutando il concerto in qualcosa che va al di là della semplice musica.

Sul palco dell’Angelo Mai prende vita così uno spettacolo unico, che affonda le sue radici nella tradizione salentina da cui Vera proviene, ma che si espande senza confini per assumere una dimensione internazionale ed abbracciare diversi continenti e culture. Una serata davvero unica per tutto il pubblico presente, un concerto che lascia un segno nel profondo, e che si chiude con quella nota di dolce rimpianto che ci pervade alla fine di un bel viaggio. C’è da sperare che presto Vera di Lecce vorrà prendere il suo pubblico per mano e condurlo metaforicamente ancora una volta verso nuove mete inesplorate.

T.A.R.M. “Pasolini – Concerto Disegnato” all’Angelo Mai

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Sabato sera l’Angelo Mai, storico locale romano underground, ha ospitato un concerto davvero sui generis. Ad animare la serata sono infatti saliti sul palco i Tre Allegri Ragazzi Morti, con il loro nuovo tour “Pasolini – Concerto disegnato”. Non un semplice concerto, ma uno spettacolo tout court, pensato come un omaggio alla figura e alla vita di Pierpaolo Pasolini nell’anno in cui ricorre il centenario della sua nascita.
Al centro del palco, su un grande schermo immaginato come una tavolozza virtuale, vengono proiettate le immagini a cui Davide Toffolo, artista e frontman dei T.A.R.M., dà vita in tempo reale con colori e pennelli. Le sonorità della band accompagnano la creazione artistica, alternate alla voce dello stesso Pasolini, ed a spezzoni dei suoi film, trascinando il pubblico in un loop psichedelico narrativo all’interno del quale prende vita la complessa biografia pasoliniana. Quello dei Tre Allegri Ragazzi Morti è uno spettacolo unico, una performance che riunisce il mondo dell’arte, della letteratura e del cinema, utilizzando la musica come cornice. Una kermesse artistica suggestiva, multicolore ed evocativa che ha saputo regalare al pubblico grandi emozioni. Al termine, Davide Toffolo mette poi da parte pennelli e colori per imbracciare la chitarra, e i T.A.R.M. portano a conclusione la serata suonando alcuni dei loro brani più conosciuti. Un concerto davvero unico e particolare ed un omaggio davvero speciale ad uno degli autori più importanti e controversi dell’ultimo secolo. Ci piace pensare che lo stesso Pasolini avrebbe apprezzato.

Chiara Lucarelli
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