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Ostia, trovato in casa con 5 kg di marijuana, pusher in manette.

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Proseguono i controlli sul litorale da parte dei Carabinieri di Ostia finalizzati al contrasto dello spaccio di droga.

Nella giornata di ieri, i Carabinieri della Stazione Roma Ponte Galeria hanno arrestato, in flagranza di reato, un 32enne di Fiumicino con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Da tempo i militari, avuto sentore della sua attività illecita, lo stavano tenendo d’occhio e nella mattinata di ieri hanno deciso di far scattare un blitz nella sua abitazione.

Durante la perquisizione scattata nella casa, i Carabinieri hanno rinvenuto un ingente quantitativo di marijuana – circa 5 Kg suddivisi in 4 panetti – nascosti nella camera da letto del 32enne.

Sono in corso ulteriori accertamenti per individuare il canale di approvvigionamento  della sostanza che, se fosse stata venduta nelle piazze di spaccio, avrebbe fruttato al pusher diverse migliaia di euro.

La droga è stata sequestrata mentre, il 32enne è stato portato nel carcere di Civitavecchia, dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

“Ripartiamo dall’Eur” un’associazione per fermare il degrado del quartiere

Roma  è una città che da anni sta soffrendo di grandi disagi, decenni di amministrazioni poco avvedute hanno ridotto la città in uno stato pietoso, in questo contesto alcune persone tentano con il loro operato di volontariato di combattere il degrado e i tanti problemi che l’affliggono.

Una delle associazioni più attive in questo senso è “Ripartiamo dall’Eur” guidata dal presidente Paolo Lampariello, storico cittadino dell’Eur, che dal 2012 è attiva sul territorio per la sua difesa e sviluppo.L’associazione apolitica e apartitica ha un ruolo di primo piano nella vita del quartiere grazie alle tante battaglie portate avanti negli anni e alle iniziativa di vario genere concluse con esito positivo. Lo Abbiamo incontrato nel suo Studio per conoscere meglio questa realtà.

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Finita la crisi Italia-Francia!! Ma i problemi restano

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Rientrata la crisi con i cugini Francesi. Grazie ad una   lunga e amichevole telefonata, fatta nella notte, tra il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Ad alzare la cornetta del telefono è stato Macron!!!

Il presidente francese, Emmanuel Macron, nel corso del colloquio con il premier Giuseppe Conte, ha detto di «aver sempre difeso la necessità di una maggiore solidarietà europea con il popolo italiano», si legge in una nota dell’Eliseo. «L’Italia e la Francia devono approfondire la loro cooperazione bilaterale ed europea per condurre una politica migratoria efficace con i Paesi d’origine e di transito, attraverso una migliore gestione europea delle frontiere e attraverso un meccanismo europeo di solidarietà e di assistenza dei rifugiati».

Il tanto atteso segnale di apertura da parte della Francia, alla quale il governo italiano aveva chiesto di scusarsi dopo le critiche sulla gestione del caso Aquarius, la nave con a bordo centinaia di migranti, bloccata senza una destinazione, finalmente è arrivato pertanto è stato confermato il Viaggio a Parigi del nostro primo Ministro.

La decisione di non far saltare il vertice arriva dopo il retromarcia dell’Eliseo.

Il portavoce del partito di Macron aveva infatti definito la linea dell’Italia «vomitevole» e lo stesso Macron aveva denunciato il «cinismo e l’irresponsabilità» dell’Italia.

Il premier Conte ha spiegato che il presidente francese ha voluto chiarire che le frasi rivolte all’Italia non sono state mai fatte con l’obbiettivo di offendere l’Italia”. Conte: «Andrà a Parigi, Macron ci teneva molto a mantenere questo invito». Con Parigi per ora il caso è chiuso, ma bisogna  lavorare alla riforma dei regolamenti di Dublino».

«La notte ha portato consiglio». Questo il commento del vicepremier Luigi Di Maio, intervistato da Rtl dopo aver appreso che il presidente francese Emmanuel Macron ha telefonato nella notte al premier italiano Giuseppe Conte. «Possiamo dire che è un primo segnale di disgelo».

Certo è un inizio ma non basta, i problemi nel mediterraneo continuano e bisogna essere realistici. Il problema con l’immigrazione continuerà ancora a lungo.

Per il parlamentare europeo belga Guy Verhofstadt, l’incidente ha mostrato i limiti delle politiche europee sull’accoglienza che ha scritto su twitter “devono essere riformate”. L’Europa deve aiutare l’Italia, sono necessarie nuove iniziative e vanno discusse insieme magari nel prossimo consiglio europeo di fine giugno.

La Merkel e il capo del governo austriaco Sebastian Kurz si schierano con l’Italia, lo stesso Matteo Salvini parla di un vincolo solidale sull’immigrazione con il suo omologo a Berlino, Horst Seehofer.

Il patto a tre contro i clandestini sta prendendo forma, e se i macronisti ci accusano di essere cinici e vomitevoli, prendendosi così la responsabilità di inciampare sulle relazioni diplomatiche, indica che hanno capito cosa bolle in pentola.

L’Italia si prepara ad avere quindi il sostegno dell’Europa centrale per rafforzare i confini del Continente. È un inizio lavori sulla base di comuni interessi sorretti da antiche alleanze del novecento, anche se molto altalenanti sul cui esito non è dato giurare .

Per ora la tendenza in materia di politica estera è questa. Sembra promettere bene.

 

 

 

Roma, VIII municipio tra degrado e incuria si avvia al voto

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Una tragedia nel parco delle tre fontane mette in luce i mille angoli bui di questo territorio che non è riuscito a risollevarsi neanche con la tanto agognata cura del rinnovamento che ha portato però solo il commissariamento.

Le strade del quartiere sono spesso in condizioni pietose e la cura dell’immondizia sembra essere in esclusiva di persone che continuamente rovistano nei cassonetti per recuperare il recuperabile.

Le carcasse delle auto incendiate la scorsa estate sono ancora in bella mostra sui bordi sei marciapiedi a piazza ardigo e su via Spedalieri a memoria dei roghi appiccati alle auto che hanno provocato il danneggiamento delle auto di privati e la distruzione dei “magazzini mobili” dei rovistatori locai.

In questo contesto di degrado urbano e di insediamenti abusivi dove come in tante situazioni simili vige la sola legge del più forte che generano caso di violenza più o meno evidenti fino ad arrivare alle tragedie come quella della quarantanovenne uccida bruciata nel parco nella notte del 20 aprile.

Il nuovo consiglio municipale che uscirà dalle urne il prossimo giugno dovrà immediatamente dimostrare la capacità di avviare un processo di rinnovamento efficace a favore dei cittadini.

Rinnovamento che viene richiesto dalle tante associazioni del territorio, dagli esercenti e da tutti gli abitanti.

Una fiaccola per ricordare Pamela

Si è svolta 13 aprile la fiaccolata organizzata a Roma per ricordare Pamela Mastropietro, la giovane ragazza romana barbaramente uccisa a Macerata lo scorso gennaio.

Una folla composta si e stratta attorno ad Alessandra Verni, a suo marito, allo zio Marco Valerio Verni promotore della manifestazione insieme a Fabrizio Santori, il consigliere Figliomeni e i tanti tanti amici della famiglia e di Pamela.

Presenti alla fiaccolata anche le istituzioni con il Sindaco di Roma Virginia Raggi accanto al l’onorevole Giorgia Meloni, il senatore Rampelli e l’on Maurizio Gasparri.

Dopo aver percorso il tatto di strada che collega via Saluzzo a piazza Re di Roma il corteo si è fermato dove e stata posta una targa in memoria di Pamela accanto ad un albero piantato per l’occasione e una panchina di colore rosso a ricordo di tutte le donne vittime di violenza.

La manifestazione si è conclusa con una serie di interventi che sono stati utili a comprendere cosa sia successo a Pamela perché non succeda mai più

Giorgia Meloni in una dichiarazione rilasciataci durante la manifestazione ha voluto manifestare la sua partecipazione al dolore della famiglia e il suo impegno a non far dimenticare questo atto di violenza assurda che è stato per troppo tempo ignorato volutamente dal governo per non dover giustificare l’assenza di sicurezza e le politiche di immigrazione fallimentari.

“Crediamo sia necessario e giusto tenere alta l’attenzione sulle vittime italiane dimenticate, su situazioni accadute per assenza dello stato, perché ci sono fatti violenza, fatti efferati e poi ci sono fatti di violenza commessi da chi non doveva trovarsi in Italia” ha voluto sottolineare Giorgia Meloni  leader di Fratelli d’Italia, ” noi speriamo in uno stato che sappia fare il suo lavoro, per questo accendiamo i riflettori su le vicende come quella di Pamela e tante altre, qui oggi sono presenti tante famiglie che hanno sofferto” continua l’onorevole “non vogliamo strumentalizzare ma vogliamo interrogarci su una Italia nella quale non viene garantita la sicurezza”.

Ancora molti i punti su cui fare luce, alcuni legati alla casa di accoglienza che ha permesso alla ragazza di allontanarsi dalla struttura, altri più in generale legati alla sicurezza delle nostre città che vedono nei punti nevralgici delle comunità stazioni ferroviarie, di bus, piazze e giardini ormai saldamente in pugno alla criminalità al sud come al nord.

Una richiesta accorata di giustizia e emersa da questa manifestazione per Pamela e per tutte le donne e gli uomini vittime di violenza nel nostro paese, una richiesta che emerge dalle parole di Alessandra, la madre si Pamela, ma anche dalla folla che è accorsa per partecipare alla fiaccolata.

Nel video il dettaglio della manifestazione e delle dichiarazioni dei partecipanti.

Guidonia, ancora un morto su via Marco Simone

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Nella serata del 1 di aprile ancora una volta un incidente mortale sulla strada che collega la Nomentana al Tiburtina.

La strada comunale senza marciapiedi e con scarsa illuminazione è stata lo scenario dell’ennesimo incidente, il frontale poco distante dalla rotatoria della Palombarese tra una pegeout 208 e una Ford Kouga ha provocato una vittima, una signora di novant’anni, e due feriti.

La strada è famosa da qualche mese perché sarà l’unica strada di collegamento per il grande evento Rainer Cup nel 2022 e nei prossimi anni delle gare di qualificazione internazionali.

Nonostante questo impegno la viabilità della zona versa in condizioni pietose con un restringimento dovuto ad un ponticello che crea disagio alle auto in percorrenza contemporanea, senza marciapiedi e autobus pubblici in ogni stagione è pericolosamente percorsa da pedoni che rischiano di essere investiti.

Nessun impegno e stato reso pubblico dall’amministrazione comunale e in attesa a di capire cosa succederà in futuro molto abitanti del quartiere marco Simone sono isolati e senza mezzi pubblici.

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