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CRONACA - page 27

Fatti di cronaca italiani di carattere nazionale e locale

Roma, ancora roghi senza controllo

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“I roghi dei rifiuti del campo rom della Monachina stanno attentando la salute di migliaia di residenti di Massimina e Castel di Guido. Si tratta del terzo incendio notturno in una settimana per questo abbiamo presentato un esposto alla Procura al fine di combattere i roghi tossici auspicando l’applicazione delle norme penali sulla Terra dei Fuochi” lo dichiarano in una nota Fabrizio Santori, portavoce del movimento Difendiamo l’Italia e Giovanni Picone, consigliere del Municipio Roma XII.

Oggi sull’Aurelia, come del resto nei mesi scorsi a Muratella, senza dimenticare i roghi de La Barbuta e di Salone, Tor Sapienza, Via Salviati, Via Collatina, Ponte di Nona, Parco delle Valli, ci chiediamo cosa devono fare i romani per respirare un’aria decente nei propri quartieri?”. Tutti i roghi, puntualmente, prendono vita all’interno o nei pressi di strutture abitate da senza fissa dimora, in particolare nomadi. Sappiamo che si tratta in buona parte dei casi di fumo nero e denso che brucia materiali di risulta, rifiuti e altri rottami non meglio precisati che sprigionano sostanze tossiche e odori nauseadondi e che vengono quotidianamente raccolti nei cassonetti.

All’interno e nei pressi dei campi rom spesso si accumulano i rifiuti selezionati dopo il rovistaggio dei cassonetti e sappiamo anche che anche la criminalità nostrana delega questo lavoro di smaltimento illegale di rifiuti a molti senza fissa dimora. Una volta accumulati i rifiuti diventano probabilmente troppi e nel silenzio delle istituzioni durante le ore notturne vengono bruciati causando continui intervento dei vigili del fuoco costretti a chiamate di emergenza con ulteriori costi per i cittadini romani. Ci appelliamo al prefetto di Roma e al ministro dell’Interno Matteo Salvini affinché si sostituiscano all’immobilismo della giunta Raggi troppo impegnata a elargire diritti dimenticando i doveri di chi, servito e riverito nei campi attrezzati con acqua, luce e gas, si permette pure di sentirsi il padrone facendo ammalare centinaia di residenti romani.

Attacco alla criminalità organizzata, lo stato si muove a Roma, 33 arresti nel Clan Casamonica

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Una operazione congiunta delle forze di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza ha messo a segno il primo arresto eccellente del Ministro Salvini, fase conclusiva, a dire il vero, di una indagine partita anni prima che ha visto da vicino le attività di un clan che si estende su gran parte della città con rapporti saldi con l’Andrangheta calabrese come testimoniano gli arresti eseguiti in Calabria.

All’organizzazione viene attribuito il controllo dello spaccio, dell’usura e della prostituzione in vasta parte della capitale equamente distribuito tra le famiglie dei Casamonica e degli Spada che nel tempo hanno acquisito il controllo di vaste zone della capitale dall’Appia all’Eur, da Ostia al Tuscolano.

Spaccio e usura a Roma est, prostituzione e spaccio dall’Eur ad Ostia, tra gli Spada e i Casamonica il controllo del territorio è totale.

La fase operativa dell’indagine e il via agli arresti è stato possibile grazie alla testimonianza di due collaboratori di giustizia che hanno potuto aprire uno squarcio in questa realtà criminale da sempre difficilmente avvicinabile sia per la loro organizzazione di tipo familiare sia per la lingua Sinti di difficile traduzione, immaginiamo anche nelle intercettazioni.

Il Clan può contare su numerosi accoliti, della disponibilità di armi e sulla crudeltà dei metodi coercitivi che esercitano sulle loro vittime, proprio su questi elementi che gli inquirenti parlano di Associazione a delinquere di Stampo mafioso, prodromo indispensabile per poter richiedere in fase processuale dell’applicazione del 41Bis unico vero terrore delle organizzazioni criminali che nell’applicazione del quale vedono l’impossibilità di continuare a gestire dal carcere i propri affari.

Case, automobili, centri benessere, centri sportivi tra  sequestri della Guardia di Finanza oltre naturalmente a contatti e oggetti di valore che sono stati sequestrati nelle abitazioni perquisite.

I due  collaboratori di giustizia sono una donna moglie di uno dei membri della famiglia e un calabrese residente da anni a Roma che realisticamente potrebbe essere il punto di incontro tra la mafia Calabrese e quella Capitale.

Dopo le indagini denominate Mafia Capitale ecco di nuovo apparire tra i fatti di cronaca la parola Mafia nei confronti di una organizzazione criminale che da decenni vive e sopravvive nella capitale, con i suoi Re e i suoi sudditi cresciuta all’ombra di un crescente disinteresse politico per la lotta alla criminalità organizzata e all’inefficienza di un sistema giudiziario che evidentemente non ha funzionato, tanti sono stati i processi intentati per i più svariati motivi al clan ma mai si è sentita una sentenza che avesse potuto mettere in ginocchio questa mafia e liberare la città.

Anche qualche nome illustre in questa indagine come quello del conduttore radiofonico Baldini che non è riuscito a liberarsi dal giogo dei debiti, finito nelle mani dei cravattari come emerge dalle intercettazioni, lui come molti imprenditori romani che a causa della crisi e dell’impossibilità di richiedere un prestito per le vie legali sono finiti nella loro rete arrivando spesso a dovergli cedere attività e proprietà immobiliari.

Buche a Roma, difendiamo l’Italia “ class action contro immobilismo del comune di Roma”

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Sosteniamo convintamente le iniziative di sensibilizzazione organizzate da Graziella Viviano, mamma di Elena Aubry, volata in cielo troppo presto a causa del manto stradale dissestato. Il fatto che anche in questi giorni l’asfalto di Roma sta mietendo vittime, riteniamo sia quanto mai opportuno alzare il livello di attenzione rispetto ad un tema che sembra quasi essere stato dimenticato dall’Amministrazione capitolina, che solo qualche mese fa aveva promesso una task force dedicata contro il dissesto stradale.

Non solo motociclisti vittime di buche killer, il nostro pool di avvocati sta raccogliendo le adesioni di tante altre vittime dimenticate, soprattutto persone anziane, che cadono sui marciapiedi di Roma rimanendo invalide per gravi responsabilità e che non sanno mai a chi rivolgersi per capire se hanno diritto ad essere risarcite oppure ad evitare cause inutili e costose. Sicuramente la nostra azione di supporto non servirà a far rivivere le vittime nè a recuperare un femore rotto ma certamente sarà di supporto a chi vuole giustizia o semplicemente a spronare l’amministrazione Raggi a fare qualcosa per le nostre strade colabrodo.

Atti di teppismo ai danni ATAC nel X municipio

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Li hanno atteso all’uscita dell’autorimessa di via Calza ad Ostia antica per bersagliate gli autobus che stavano entrando in servizio ci dei sassi.

Tiri precisi verso l’autista è non casuali lanciati con il chiaro intento di danneggiare l’autobus e magari ferire il personale a bordo.

Il tutto è avvenuto alle 5 di mattina il che fa pensare ad un vero e proprio agguato ai danni del personale Atac che prendeva servizio.

I cittadini, testimoni de fatto, che ci hanno riportato la notizia si chiedono quando si potrà dire ripristinata la legalità e la sicurezza a Ostia che non trova pace dopo gli ultimi arresti dei clan della zona.

Un municipio che nei mesi estivi vede triplicarsi le presenze ma che non ha un proporzionale aumento delle forze di polizia che fanno fatica a controllare la movida notturna del quartiere e i conseguenti atti di violenza e intolleranza.

Week end di fuoco per chi va al mare, ancora incendi sulla Colombo

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Ancora una giornata di disagi per i romani che vogliono aggiungere il mare di Ostia, incendi e restringimenti di carreggiata bloccano l’arteria principale della città verso il mare.

Causa la mancata manutenzione del verde sono cominciati anche quest’anno gli incendi stavolta anche sulla carreggiata.

“Come ogni stagione estiva puntualmente ecco svilupparsi l’ennesimo incendio su una delle principali strade di collegamento tra Roma e il litorale romano di Ostia cioè la oramai famosissima Cristoforo Colombo – denuncia il consigliere del gruppo misto Francesco Figliomeni – Sono infatti numerose le segnalazioni arrivate in queste ore da chi cerca disperatamente di raggiungere il mare con gravi ripercussioni sulla viabilità causa un incendio sviluppatosi sulla carreggiata, frutto oramai di un totale abbandono in cui versano alcune aree verdi e sulle quali non vengono eseguite le periodiche operazioni di sfalcio dell’erba e le potature delle essenze arboree con le conseguenze che sono ormai sotto gli occhi di tutti, e ciò nonostante varie nostre segnalazioni tra cui una dettagliata interrogazione di circa un mese fa nella quale segnalavamo il rischio incendi.”

A nulla valgono però sia le segnalazioni che le interrogazioni che vengono fatte in sede di consiglio perché a quanto pare nulla viene fatto per risolvere il problema salvi proclami YouTube e Facebook per far mantenere la calma ai cittadini ormai esasperati.

Sembra sempre più chiaro l’obiettivo del Sindaco ovvero quello di non spendere soldi per la manutenzione e la cura della città a beneficio di una riduzione del debito che già viene pubblicizzata come una vittoria dal movimento.

“Ci chiediamo quale sia la reale intenzione di questa Amministrazione grillina oramai allo sbando su più fronti per fronteggiare con urgenza tale criticità adottando misure incisive per la salvaguardia dell’incolumità pubblica a continua Figliomeni nella sua nota pervenuta in redazione – anziché pronunciare semplici spot fini a se stessi. Invitiamo la sindaca di Roma Virginia Raggi a prendere visione dell’articolo 54 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali (D.legs.n.267/2000) che attribuisce espressamente al Sindaco il potere di adottare provvedimenti contingibili ed urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che ne minacciano l’incolumita’

Vos thalassa, ecco cosa è successo

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Disperato si barconi fatiscenti avevano abbandonato le coste libiche in sessanta, per affrontare dopo avere pagato i trafficanti il viaggio in mare verso l’Europa.

Purtroppo come spesso accade hanno dovuto chiedere aiuto e la nave Vos Thalassa che era in quel quadrante ha risposto alla richiesta di aiuto come da codice internazionale è imbarcato i sessanta migranti.

Il gruppo però ha cominciato a dare segni di nervosismo all’avvicinarsi della Guardia Costiera Libica che , sempre per i suddetti codici internazionali di condotta in tema di SAR, sono responsabili per la zona e tenuti a prendere in carico i naviganti in difficoltà per riportarli in Libia.

A questo punto il gruppo ha preso in ostaggio l’equipaggio costringendolo a chiedere aiuto alla Guardia Costiera italiana che è intervenuta con la Nave “Diciotti”

Il comandante della Von Thalassa in diverse comunicazioni anche via mail alla Centrale operativa della Guardia costiera a Roma, ha segnalato una situazione di grave pericolo per la security della nave e del suo equipaggio, composto da 12 marittimi, tutti di nazionalità italiana, causato da atteggiamenti minacciosi nei confronti dell’equipaggio stesso da parte di alcuni migranti . Alla luce della situazione sopra descritta e a seguito di ulteriori comunicazioni tra il comandante del Vos Thalassa e la Centrale operativa della Guardia costiera, si è reso necessario far intervenire nave Diciotti della Guardia Costiera, a tutela dell’incolumità dell’equipaggio”, fa sapere la Guardia Costiera Italiana in una nota.

Dopo il trasbordo dei migranti sulla nave Diciotti la Vos Thalassa ha proseguito per la sua rotta mentre per i migranti che hanno preso parte ricatto verso l’equipaggio saranno identificati. Indagati.

Su questo punto il ministro degli Interni, Salvini è stato molto chiaro: “Su Nave Diciotti stiamo ragionando. Se qualcuno ha fatto qualcosa che va al di là della legge, se sbarca finisce in galera non in un centro d’accoglienza”.

Anche se del gruppo di 58 uomini 3 donne e 6 minori solo due sembra abbiamo effettivamente tentato di intimorire l’equipaggio per potersi allontanare dalle coste libro, questo non giustifica l’atto di violenza.

Roma, MAAM abusivo, presto lo sgombro, sanzione al Viminale

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Occupazioni romane, una sentenza fa chiarezza, lo sgombro turba la quiete ma l’occupazione prolungata crea sacche di irregolarità permanente la notizia sui media mette in evidenza una sentenza del Tribunale civile di Roma che condanna il Viminale a pagare 27,9 milioni di euro per non aver sgombrato lo stabilimento Ex Fiorucci occupato dal 2009.

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“Ripartiamo dall’Eur”, volontari in strada contro il degrado

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L’Associazione “Ripartiamo dall’Eur” guidata dal presidente Lampariello nei giorni scorsi ha svolto una azione sul territorio nell’ambito della costante lotta al degrado che svolge nel quadrilatero dell’EUR.

Come molte parti della città di Roma anche l’EUR soffre di una crescente incuria che incide sulle abitudini e sulla pazienza dei residenti che hanno trovato in questa associazione la forza di denunciare quanto ancora c’è da fare per riportare il territorio allo splendore della fine del secolo scorso.

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Maxi rissa nel carcere di Foggia

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Una maxi-rissa nella quale sarebberorimasti coinvolti un centinaio di detenuti si sarebbe verificata in mattinata nell’area passeggio del carcere di Foggia.

Tre detenuti sarebbero rimasti feriti durante lo scontro e sono ora in osservazione negli ospedali riuniti di Foggia.

“Secondo Quanto riferisce il Coordinamento sindacale penitenziario, ilviolento scontro fra detenuti – dichiara il segretario del Co.Sp Mastrulli – si sarebbe scatenato tra opposte fazioni di detenuti cerignolani e baresi tra i quali vi è una vera e propria faida”.

Mastrulli definisce “esplosiva” la situazione del carcere di Foggia dove“ci sono oltre 551 detenuti a fronte di una capacità ricettiva di 340 unità”. Il Cosp evidenzia “la scarsità di uomini addettialla vigilanza: su 290 unità 40 sono impegnate in servizi discorta e traduzioni, e mancano all’appello 70 poliziotti”.

La carenza organica della polizia penitenziaria diventa molto evidente in questi frangenti dove l’impossibilità di gestire un numero superiore alle forze in campo e alla capienza massima della struttura.

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