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Redazione - page 18

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Battuta d’arresto per l’export italiano, previsione al ribasso per il secondo quarter 2018

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Le previsioni per l’Export nazionale non sono positive per il secondo trimestre del 2018 che vede il dato delle esportazioni in leggera flessione dopo due trimestri di crescita: -4,6% per il Nord-est, -4,4% per il Mezzogiorno e Isole, -1,8% per il Centro e -0,3% per il Nord-ovest.

Nel periodo gennaio-marzo 2018 la crescita tendenziale dell’export si conferma ampia per il Nord-ovest (+5,3%), Nord-est (+4,0%), Mezzogiorno (+3,9%) e Isole (+3,3%) e solo lievemente positiva per il Centro (+0,5%).

Nei primi tre mesi del 2018, tra le regioni più dinamiche all’export su base annua, si segnalano Calabria (+34,3%), Valle d’Aosta (+19,2%), Sicilia (+9,5%) e Campania (+8,3%) con un contributo complessivo alla crescita tendenziale dell’export nazionale pari a 0,5 punti percentuali; di rilievo la performance della Lombardia (+7,9%) che contribuisce da sola per 2,1 punti percentuali alla crescita complessiva.

Nel primo trimestre 2018 le vendite di mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi, e di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti, dalla Lombardia e di articoli farmaceutici da Lombardia e Toscana contribuiscono alla crescita tendenziale dell’export nazionale per 1,4 punti percentuali.
Un impulso positivo alla crescita dell’export nazionale su base annua proviene dalle vendite di Lombardia verso Polonia (+45,9%), Francia (+8,6%), Germania (+5,9%), Svizzera (+14,7%) e Cina (+16,4%).

Nel dettaglio provinciale, si segnalano le performance di Milano, Varese, Asti, Brescia, Bergamo e Treviso che contribuiscono positivamente all’export nazionale nei primi tre mesi dell’anno.

La flessione congiunturale delle esportazioni nazionali nel primo trimestre 2018 interessa le ripartizioni territoriali con intensità diversa, risultando particolarmente marcata per il Nord-est e il Mezzogiorno e Isole. Su base annua la dinamica territoriale dell’export rimane positiva anche se in rallentamento rispetto ai trimestri precedenti. Le province più dinamiche come crescita dell’export sono localizzate nel Mezzogiorno, anche se sono quelle della Lombardia, Piemonte e Veneto a contribuire maggiornamente alla crescita tendenziale dell’export nazionale nel primo trimestre 2018.

 

Foto Gallery – 2 giugno 2018 Festa per il 72° anniversario della Repubblica

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Author: Domenico CIPPITELLIAperture: 6.3Camera: NIKON D500Iso: 200Copyright: (c) D.CIPPITELLIOrientation: 1
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Convocata in Regione la TIM non cede, ma qualche apertura si intravede

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Convocata oggi al Consiglio Regionale del Lazio l’udienza alla quale sono stata convocata la societa per discutere delle comunicazioni dell’azienda in merito alla messa in Cassa Integrazione di un numero consistente di lavoratori.

Nelle scorse settimane l’azienda aveva comunicato la richiesta d CIGS per 4.000 dipendenti con motivazioni legate alla riorganizzazione aziendale, azione unilaterale non concertata con le sigle sindacali ne tantomeno con il MISE che n questo momento di impasse istituzionale non ha la forza di discutere situazioni di tale importanza. La commissione Lavoro del Consiglio regionale del Lazio presieduta da Eleonora Mattia, ha incontrato il responsabile delle relazioni industriali di Tim Spa, Giuseppe De Paoli, alla presenza dell’assessore al Lavoro Claudio Di Berardino.

L’audizione si è resa urgente e necessaria dopo l’annuncio dell’azienda di fare ricorso alla Cigs a ore per i prossimi 12 mesi un provvedimento che interesserà 29.736 lavoratori sui circa 43 mila impiegati su tutto il territorio nazionale. Previsti tra un anno circa 4.500 esuberi. Nel Lazio i lavoratori interessati dalla cassa integrazione saranno più di 9 mila, quasi tutti impiegati a Roma
L’intervento di Giuseppe De Paoli in apertura di riunione ha tracciato lo scenario che si delinea a livello regionale e ha precisato che non si tratta di cassa integrazione dovuta a crisi aziendale ma a un processo di ristrutturazione. Inoltre De Paoli ha spiegato che l’azienda avrebbe preferito optare per l’istituto della cosiddetta solidarieta’, in prima istanza di tipo “espansivo” e in seconda battuta di tipo “difensivo”, sulla scia degli accordi sindacali del 2015. “Purtroppo – ha detto il manager – non avendo trovato l’accordo con i sindacati, l’azienda ha dovuto procedere suo malgrado all’unico strumento attuabile unilateralmente.

Cercando pero’, nello stesso tempo, di limitare l’impatto negativo sui lavoratori, facendo ricorso alla cassa integrazione a ore.

«Il modello di riorganizzazione societaria, – Ha dichiarato il consigliere regionale Giannini che è stato promotore dell’inziativa – prospettato questa mattina durante l’audizione in Commissione regionale Lavoro, dal responsabile relazioni industriali della società TIM non ci ha affatto convinto: restano inalterate tutte le nostre perplessità riguardo un piano aziendale che, in tempi ristrettissimi, prevede esuberi, cassa integrazione e trasferimenti in altre sedi del territorio per migliaia di lavoratori. Un management sensibile ai problemi dei propri lavoratori e delle loro famiglie, avrebbe certamente sviluppato una ristrutturazione societaria graduale nel tempo e meno traumatica possibile».

Nelle stesse ore al MISE le sigle le sigle sindacali hanno incontrato il Sottosegretario De Camillis e i rappresentanti della TIM nella persona del direttore delle Risorse umane Meloni.
Per l’UGL il responsabile del settore TLC Daniele Barranca ha partecipato alla riunione avendo seguito sin dlle prime ore l’evolversi della situazione.

“Il capo delle risorse umane di TIM Meloni si riserva di fare una riflessione sulla solidarietà difensiva di un solo anno – ha dichiarato Daniele Barranca – ma senza che essa sia strumento di “ricatto” su altri temi come esternalizzazione della Rete, La nostra proposta sindacale (nostra e degli altri) sarà la gestione dell’energia eccedenze tramite articolo 4 Legge Fornero con il Fondo esodo incentivato, su questo tutte le sigle si vedono disponibili all’apertura ma senza “ricatti” vari.

Oltreconfine, Vivere Impresa a fianco degli imprenditori

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Si è concluso il convegno sulla internazionalizzazione delle imprese organizzato dall’associazione no profit dei Castelli Romani

Investire all’estero è un passo imprescindibile per tutti gli imprenditori, un’opportunità che le PMI che godono di buona salute devono cogliere al volo. I processi di crescita all’estero comportano però difficoltà e impedimenti proprio per le imprese di minori dimensioni, che rendono complessa la scelta di internazionalizzare.

Il convegno “Oltreconfine. Le opportunità per le imprese che vogliono investire all’estero”, organizzato lo scorso 11 maggio da Vivere Impresa No Profit a Roma, presso la Città dell’Altra Economia, ha contribuito a far conoscere le opportunità di investimento all’estero, fornendo agli imprenditori la cassetta degli attrezzi per operare al meglio oltreconfine e illustrando le opportunità di internazionalizzazione in mercati diversi tra loro come l’Ecuador e la Gran Bretagna, ma anche in aree internazionali di crisi.

“L’incontro – ha affermato Barbara Sarrecchia, presidente di Vivere Impresa – è stato realizzato per gli imprenditori che vogliono internazionalizzare la propria attività e ai professionisti che li affiancano in questo percorso difficile, ma anche affascinante e ricco di soddisfazioni. Tra le finalità della nostra associazione c’è la valorizzazione del territorio e dei suoi principali attori tra cui gli imprenditori. Secondo il Rapporto Cerved 2017 sulle PMI, il numero delle piccole e medie imprese è aumentato fino ad arrivare a quota 145 mila (+3,6% rispetto all’anno precedente), con le aziende italiane che stanno ormai uscendo dalla lunga fase di recessione e stagnazione. È però necessario aumentare l’occupazione e accelerare il ritmo di crescita, ma è necessario anche internazionalizzare per aumentare l’appeal e migliorare la salute economico-finanziaria. Per questo motivo abbiamo deciso di organizzare questo convegno, per spiegare agli imprenditori come muoversi per raggiungere i mercati esteri”.

Il primo intervento è stato quello dell’onorevole Alberto Michelini, ex conduttore e inviato del Tg1, che è stato anche deputato del Parlamento italiano e di quello europeo. Michelini, che ha parlato delle “Relazioni tra Nord e Sud del Mondo: una nuova alleanza per un autentico sviluppo” sulla base della vasta esperienza personale e professionale, ha anche presentato il suo ultimo libro “Alimentazione, la sfida del nuovo millennio”. Il ricavato delle copie distribuite nel corso della serata andrà a favore dell’ospedale “Candide” a Mahajanga in Madagascar.

Dopo di lui è intervenuto sulla operatività aziendale in aree di crisi Alessandro Conte, presidente del “Centro Studi Roma 3000”, un centro di ricerca e sperimentazione che opera nell’ambito delle politiche sociali, economiche, educative con l’obiettivo di studiare il contesto socio-economico europeo ed internazionale.

“Il nostro obiettivo – ha spiegato Conte – è quello di promuovere la cultura della sicurezza degli operatori civili che devono operare in aree instabili, sensibilizzarli a valutare con maggiore attenzione i possibili pericoli, fornendo dossier informativi sulle aree interessate, valutazioni di rischio delle attività in corso, formazione specifica del personale”.

Per questo motivo, il Centro Studi ha messo a punto il programma “European Safety Accademy” per promuovere la sicurezza sul lavoro di chi opera in aree di crisi o instabili, come i reporter, gli operatori della comunicazione, i volontari delle ONG, i tecnici specializzati che operano su impianti in zone pericolose.

“È evidente che, al di là della normativa vigente e di un diritto in materia che va sempre più arricchendosi, il compito primario di un’impresa che opera fuori dai confini nazionali è informarsi sul contesto non solo economico e finanziario, ma anche sociale e politico dell’area dove si intende andare ad operare – ha continuato il presidente del Centro Studi Roma 3000 -. Le aree più a rischio sono Somalia, Afghanistan e Sud Sudan, ma ci sono molti altri scenari geopolitici di ben più difficile interpretazione. La lettura dei giornali e un aggiornamento quotidiano da parte del datore di lavoro sullo Stato dove opera la sua azienda dovrebbe essere accompagnato da una consulenza professionale che dia un monitoraggio preciso e costante dell’area in cui si intende operare”.

Il Centro Studi ha anche prodotto una ricerca sulla residenza digitale in Estonia che risulta particolarmente interessante proprio per gli imprenditori.

“L’e-residency – hanno affermato le ricercatrici Francesca Scalpelli e Flaminia Maturilli – è progettata per aziende e persone attive a livello internazionale che desiderano gestire la propria attività nel modo più efficiente: quello digitale. I più interessati sono gli imprenditori che lavorano con il business online. Gli e-resident ricevono una smart-card ID che consente l’autenticazione digitale sicura e la firma digitale dei documenti. Le opportunità previste per gli e-resident sono: istituire e amministrare una società online, condurre attività bancarie online, avere accesso a servizi di pagamento internazionali, firmare digitalmente i documenti all’interno dell’azienda e con partner esterni, dichiarare online le tasse estoni”.

Secondo le statistiche più recenti, attualmente ci sono più di 30.000 e-resident provenienti da 138 paesi che danno un enorme contributo all’economia estone.

Il convegno è proseguito con l’analisi di due Paesi molto diversi tra loro, ma che offrono molte opportunità agli imprenditori che vogliono andare all’estero: l’Ecuador e la Gran Bretagna. Saúl Pacurucu, console della Repubblica dell’Ecuador a Roma, ha illustrato le opportunità di investimento in Ecuador per le imprese italiane.

“L’Ecuador ha una posizione strategica per il commercio globale, sulla costa sudamericana del Pacifico – ha affermato il Console –. L’economia è stabile e l’inflazione bassa. Inoltre, le infrastrutture sono moderne e le brevi distanze interne rappresentano un vantaggio logistico. Anche le risorse umane sono altamente qualificate. Il Paese è ricco di risorse naturali e ha standard di vita elevati, con bassi rischi per la sicurezza”.

“I settori turistico e alberghiero – ha continuato Pacurucu – offrono diverse possibilità per gli investitori stranieri, con progetti presenti su tutto il Paese. È prevista la stabilità degli incentivi fiscali fino a un massimo di 30 anni, ma anche l’esenzione dei dazi doganali per i beni importati. Nelle regioni colpite dal terremoto l’esenzione è fino a 10 anni sull’imposta di reddito per investimenti nel settore turistico. Tra i modelli di gestione possibili: acquisto di azioni, costruzione di hotel in terreni di proprietà di investitori locali, acquisto totale degli immobili”.

L’avvocato Stefano Macchi di Cellere, managing partner dello studio Macchi di Cellere-Gangemi di Londra, ha illustrato le opportunità di investimento in Gran Bretagna dopo la Brexit. Molti imprenditori sono infatti spaventati dall’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, ma l’avvocato Macchi di Cellere ha dimostrato che investire lì è ancora una buona idea.

“Grazie all’accordo tra l’UE e la Gran Bretagna – ha spiegato l’avvocato – ci sarà un periodo di transizione fino al 31 dicembre 2020 durante il quale le cose resteranno invariate. I cittadini europei che arriveranno nel Regno Unito durante questo periodo avranno gli stessi diritti di quelli arrivati in precedenza”. Quindi anche per gli imprenditori valgono le stesse regole. “In Gran Bretagna – ha continuato – ci sono ertezza del diritto, mercato del lavoro flessibile, sostegno alle imprese senza dimenticare i rapporti consolidati con l’Italia: nel Regno Unito ci sono quasi 700 imprese italiane. Londra, inoltre, è la capitale europea delle start-up con 5,3 miliardi di sterline investite”.

Ma tutte le imprese possono internazionalizzare? Quali sono i requisiti dell’azienda che vuole investire oltreconfine? Lo ha spiegato Vincenzo Pesce, dottore commercialista e revisore legale, con un intervento sul controllo di gestione e il rapporto con gli organi di controllo societari.

“Il controllo di gestione – ha spiegato Pesce – è uno strumento a supporto dei processi decisionali. Rappresenta un insieme di principi, regole e strumenti che permette al management aziendale di prendere decisioni consapevoli e coerenti con gli obiettivi da raggiungere e di verificare, attraverso una serie di misurazioni economico-finanziarie ed extracontabili, gli effetti delle scelte operate”. Nel processo di internazionalizzazione di un’azienda entra allora in scena il controller, la figura professionale che svolge, organizza e supporta a tutti i livelli il processo di gestione dell’intera organizzazione.

“Prima che l’imprenditore investa oltreconfine – ha continuato Pesce –, il controller deve comprendere se gli obiettivi aziendali sono coerenti con le risorse disponibili, confrontare modi diversi per raggiungere gli obiettivi e misurare se le azioni che avvengono all’interno dell’impresa siano o meno funzionali al raggiungimento degli obiettivi. Una cosa da non sottovalutare per chi vuole investire all’estero è l’appetibilità dell’azienda: il possesso della Certificazione di Capacità Finanziaria è un requisito indispensabile per investire oltreconfine”.

Il convegno si è concluso con una testimonianza molto importante su come molto spesso la burocrazia agevola oppure ostacola la nascita o l’internazionalizzazione di un’impresa. Marco Ciccotti è co-direttore Vibes Art, una start up di creativi e sviluppatori che danno forma a marchi di successo, fondata a Londra nel 2012 da cinque ragazzi che in Italia avevano avuto difficoltà a realizzarla.

“In Italia abbiamo avuto difficoltà ad ottenere finanziamenti iniziali a causa dell’infinita burocrazia – ha spiegato Ciccotti -. Per aprire una SRL servono costi di apertura oltre a quelli della gestione contabile. La tassazione è maggiore, l’Iva al 22% che arriverà al 25% nel 2019. La richiesta di lavoro è moderata e c’è scarsa considerazione del lavoro creativo. A Londra, invece, l’arte è un business concreto e non un concetto astratto. È possibile aprire una LTD (corrisponde alla SRL italiana, ndr) in tre giorni con una sterlina di capitale e senza costi di apertura aggiuntivi. Inoltre sono compresi nella LTD la consulenza iniziale del commercialista e i conti bancari personali”.

Anche per Vivere Impresa l’arte non è un concetto astratto, ma un modo di valorizzare il territorio. Per questo motivo, il convegno si è svolto all’interno di una sala dove era stata precedentemente allestita la mostra di pittura “Il mio mare” di Roberto La Mantia, curata da Miriam Castelnuovo, che i relatori e gli ospiti hanno potuto visitare gratuitamente.

Il Selfie prima del selfie, a 55 anni le cabine per fototessera cambiano vita

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Le cabine per fototessera, pezzi di storia del nostro Paese che dagli anni ’60 fotografano le facce degli italiani e sono ormai parte integrante della nostra geografia urbana, diventano punti di stampa universale. E danno il via a una vera e propria rivoluzione tecnologica calata nel quotidiano che coinvolgerà tutti.

Dedem Spa, l’azienda che produce ad Ariccia e gestisce le cabine per fototessera di tutta Italia scattando ogni anno oltre 10 milioni di foto, lancia ImpressMe. Una rivoluzionaria app che da questo mese renderà possibile stampare con un semplice click tutte le foto salvate su tablet e telefonini in qualsiasi cabina per fototessera: un modo per trattenere i nostri ricordi, materializzandoli ovunque ci troviamo.

«Oggi — spiega Riccardo Rizzi, Presidente del Gruppo Dedem— si fanno centinaia di fotografie in più rispetto alle canoniche 30 dei vecchi rullini, anche se la maggior parte, se non tutte, rimangono sul cellulare o sul tablet. Per questo abbiamo pensato che fosse un’esigenza e un piacere avere la possibilità di svilupparle in formato cartaceo, in modo semplicissimo. Da qui è nata ImpressMe». Un software del tutto innovativo che in qualche modo strizza l’occhio al passato e in un mondo sempre più digitale offre un tributo alla carta, una app che avrà un impatto forte sulle nostre abitudini quotidiane, un modo per tornare a rendere fisico l’immateriale delle centinaia di foto che scattiamo con gli smartphone.

Per festeggiare ImpressMe, Dedem Spa organizza – giovedì 17 maggio dalle ore 15 all’Ara Pacis di Roma– una giornata di studidedicata al “selfie prima del selfie”, un convegno dal titolo “La fototessera. L’automatismo fotografico prima del selfie”, un omaggio corale alla storia della cabina per fototessera, ma anche all’istinto ad autoritrarsi che, già un secolo prima del selfie-boom, aveva trovato, in quella scatola magica separata dal mondo esterno soltanto da una tendina, uno stimolo all’evasione e alla sperimentazione.

Un programma ricco di interventi di studiosi e specialistiche raccontano come sia iniziata e si sia poi evoluta la storia della cabina per fototessera, dai primi esempi di valorizzazione dell’automatismo fotografico ottocentesco fino al brevetto della photomaton. A dare testimonianza della fototessera come fenomeno estetico e di costume, e della cabina come spazio privato immerso nello spazio pubblico, la presenza del Maestro Franco Vaccari, l’artista che con la sua Esposizione in tempo reale, presentata nel ’72 alla biennale di Venezia, affascinò tutti con un’opera d’arte interattiva, in cui i protagonisti erano la cabina, le sue fototessere e il catalogo degli oltre 5000 volti chiamati a lasciare una traccia fotografica del loro passaggio.

Nel corso del pomeriggio, il Centro Romano di Fotografia e Cinemapresenta il progetto didatticosu selfie e fototessere: «Dedem  – spiega la direttrice Carla Magrelli– ha posizionato una delle sue cabine per fototessera all’interno del Centro Romano di Fotografia….gli studenti hanno creato immagini, selfie, realizzato vere e proprie opere d’arte, documentato il tutto con un video. Per due mesi il gioco è stato inarrestabile, dagli studenti ai professori, ai visitatori: nessuno ha potuto resistere al fascino del “selfie prima del selfie”».

L’attore e regista Paolo Ruffini, anche lui sedotto dal carisma della cabina, conclude il pomeriggio con un monologo su selfie e fototessere. «Ho sempre pensato che quella cabina fosse una sorta di scatola magica. E questo ultimo stratagemma è in effetti una magia vera e propria: sputare fuori i nostri ricordi per riconsegnarceli materializzati. Adesso di foto ne auto-scattiamo milioni ma quel flusso isterico di frammenti digitali che inondano le nostre gallerie sul telefono, senza un album che li conservi con un senso, senza una parete che li faccia rivivere ogni giorno… va a finire nel dimenticatoio. E invece eccolo che stampato, il flash di quel momento, ci tiene compagnia in tutt’altro modo!».

Sulla scia creativa del maestro Vaccari, quello stesso giorno dalle 19.30, presso Daforma Gallery, a Roma, in via dei Cappellari 38, iParasite 2.0presentano in anteprima la “cabina d’autore”. Questo giovane, pluripremiato collettivo di architetti, con alle spalle due Biennali di architettura e molte mostre all’estero, svela il progetto di trasfigurazione del tradizionale e ormai iconico photo booth in un oggetto totemico di culto dall’identità rinnovata, che non tradisce le sue forme originali ma le mantiene in una veste surreale e fortemente contemporanea. I Parasite 2.0 hanno ideato una sinuosa crisalide in metacrilato fumé in grado di ripensare geometria e presenza del macchinario, proiettandolo in un immaginario futuristico e al contempo ancestrale.Un primo passo verso una nuova generazione di “cabine d’autore”, che saranno destinate a musei e festival di musica e arte contemporanea, nonché diffuse in punti strategici delle principali città d’Italia.

 

 

Vivere Impresa, Oltreconfine, le opportunità per le imprese che vogliono investire all’estero

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Si svolgerà a Roma venerdì 11 maggio, presso la Città dell’Altra Economia, il convegno di Vivere Impresa No Profit sulle opportunità di internazionalizzazione delle imprese
Saranno gli spazi della Città dell’Altra Economia, in largo Dino Frisullo a Roma, ad ospitare venerdì 11 maggio alle ore 18.30 il convegno “Oltreconfine. Le opportunità per le imprese che vogliono investire all’estero”, organizzato dall’associazione Vivere Impresa No Profit per gli imprenditori che scelgono di internazionalizzare la propria attività e per i professionisti che intendono affiancarli in questo percorso.

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Osservatorio Germania- Italia – Europa presenta “Questioni d’Unione” a Roma

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Il 7 e l’8 maggio gli studenti dell’OGIE festeggiano la giornata dell’Europa con un evento della durata di due giorni nel corso del quale verranno presentati i risultati dello studio svolto durante l’a.a 2017-2018 e verrà data lettura di un Appello rivolto ai cittadini europei e agli Stati membri dell’Unione. L’evento, significativamente intitolato “Questioni d’Unione!”prevede, inoltre, l’inaugurazione di “La nostra Europa”, una mostra pittorico-fotografica e il concerto “Tour d’Europa”. L’evento, che si svolgerà presso la sede LUMSA di via di Porta Castello 44, è organizzato dall’Osservatorio, dalla LUMSA e dalla Rappresentanza in Italia della Konrad-Adenauer-Stiftung,in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

Durante la giornata del 7 maggio i membri dell’Osservatorio Germania-Italia-Europa, realtà nata il 6 ottobre 2016 dalla precedente esperienza dell’OGI, presenteranno i risultati dei loro studi nel corso di tre workshop: Europa dei Valori,Rapporti UE-Africaed Europa sociale. L’inizio dell’incontro è previsto per le 11.00 presso l’Aula Pia, nella sede LUMSA di Via di Porta Castello 44, e si concluderà attorno alle 19.00.

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Nel primo workshop, Europa dei Valori,saranno presentati dei case studies su populismi, partiti nazionalisti e sovranisti che stannoattualmente caratterizzando il panorama europeo; si darà spazio anche a un approfondimento sul mito europeo e sull’applicazione dei criteri di adesione all’Unione Europea, con uno specifico riferimento al caso turco. Stefano Milia, Segretario generale del Consiglio italiano-Movimento europeo, sarà il moderatore.

Il workshop Rapporti UE-Africasi concentrerà sul tema migratorio, sugli investimenti in infrastrutture nei paesi africani, sul monitoraggio dei diritti umani e anche sul sistema di giustizia negli stessi. Il dibattito verrà moderato da Daniele Fattibene, ricercatore dell’Istituto Affari Internazionali (IAI).

Con il workshop Europa socialesi affronteranno tematiche quali: flexicurity, schemi di reddito minimo, democrazia partecipativa nell’Unione Europea, cittadinanza, tutela sociale e principio di solidarietà. La moderazione sarà affidata a Pasquale Lino Saccà, Jean Monnet Chair ad personam E.C.

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La giornata dell’8 maggio inizierà alle ore 14.00 con i saluti da parte del Magnifico Rettore Francesco Bonini, della Direttrice della Rappresentanza in Italia della Konrad-Adenauer-Stiftung Caroline Kanter e con l’introduzione ai lavori della Direttrice dell’Osservatorio, nonché Professore associato di Storia delle Relazioni internazionali, Tiziana Di Maio. A seguire è previsto un intervento da parte di Maria Romana De Gasperi, Presidente Onorario della Fondazione De Gasperi.

Verrà data, poi, lettura all’appello che ha come obiettivo quello di far porre l’attenzione sui problemi che l’Unione sta vivendo e suggerire delle possibili soluzioni.

Alle 14.50 avrà inizio la tavola rotonda nel corso della quale verrà preso in esame il lavoro svolto dall’Osservatorio, che sarà raccolto nel position paper“Questioni di Unione”.

La discussione sarà moderata da Giampiero Gramaglia, Direttore responsabile di “AffarInternazionali” dell’Istituto Affari Internazionali. Parteciperanno: Giovanni Ferri (Professore ordinario di Economia Politica e Prorettore alla Didattica e al Diritto allo studio presso la LUMSA), Gabriele Checchia (già Ambasciatore d’Italia in Libano, NATO e OCSE), Cleophas Adrien Dioma (Coordinatore Gruppo di Lavoro Migrazione e Sviluppo, MAECI), Bernd Hüttemann (Vicepresidente Movimento Europeo Internazionale, Segretario Generale Movimento Europeo – Germania) ed Edina Osztrovszky (Analista politica internazionale, Századvég Politikai Iskola Alapítvány Foundation, Budapest).

Le conclusioni spetteranno al prof. Marco Evola, Coordinatore del Gruppo di Lavoro permanente dell’OGIE e Docente di Diritto dell’Unione Europea presso la LUMSA di Palermo.

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Alle 17.00 si inaugurerà la mostra “La Nostra Europa”.Saranno esposti 4 dipinti realizzati da Massimo Campi. L’artista, partecipando al progetto, attraverso il dialogo e confronto con i giovani dell’OGIE, è riuscito a cogliere e tradurre su tela l’Unione Europea vista con i loro occhi. Di particolare importanza la tela in cui vengono ritratti i Padri fondatori: una rivisitazione della Dichiarazione di indipendenzadipinta da John Trubull nel 1785. 10 fotografie, scattate da Flavio Miani (membro dell’Osservatorio e studente al I anno di Scienze della Comunicazione alla LUMSA) e commentate dagli studenti di OGIE, contribuiranno a offrire al visitatore la visione che i giovani membri dell’Osservatorio hanno dell’Europa.

L’evento si concluderà con un “Viaggio musicale tra le sonorità dei Paesi dell’Unione Europea”, a cura del M° Sarah Rulli.

Bullismo a scuola, contattate la Croce Rossa

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Gabriele Bellocchi, Vicepresidente e Rappresentante Nazionale Giovani CRI ha lanciato un appello ai genitori e hai ragazzi vittime di bullismo” cronaca di questi giorni lascia sgomenti. Una professoressa aggredita in Toscana, con tanto di video dell’’impresa’; un’insegnante minacciata di essere sciolta nell’acido vicino Roma. Ancora, casi di umiliazione, minacce e offese che coinvolgono gli Istituti di tutto il Paese.

Si parla sempre più di questi fenomeni e la fascia d’età delle vittime è sempre più bassa. Non ci si può limitare alla denuncia, bisogna educare e informare, mettere i ragazzi nelle condizioni di esprimere ciò che provano e ciò di cui hanno bisogno.

Dobbiamo aiutarli a orientarsi in un mondo che trovano senza senso e dove l’unico modo per sopravvivere è quello di prevalere sull’altro. Ed è importante farlo non proponendo paternali, ma diventando esempi per i ragazzi stessi.

La Croce Rossa Italiana, in tal senso, porta avanti quotidianamente progetti di prevenzione del bullismo e cyberbullismo che mirano a far riconoscere il fenomeno, valorizzare il gruppo come elemento chiave per cambiare dinamica, coinvolgendo non solo studenti ma anche genitori e insegnanti.

Tutto ciò, prediligendo un confronto peer-to-peer tra giovani studenti e giovani volontari di Croce Rossa, che possono contare sull’assenza di un gap generazionale che spesso rappresenta la difficoltà più grande da superare nell’ottenimento di risultati educativi efficaci.

Cerchiamo poi di costruire ponti e sinergie con altre realtà che operano in questo senso, ad esempio si è avviato in queste settimane un importante dialogo con “Bulli Stop” (Centro Nazionale Contro il Bullismo).

Ecco perché invito i genitori e gli insegnanti interessati a questo genere di attività per la scuola, a contattare la sede della Croce Rossa più vicina, oppure visitare la nostra pagina dedicata alle scuole: www.cri.it/miur. Ribadisco, non basta denunciare”. Lo dichiara

Roma,“Il mio mare”, dal 9 maggio la mostra personale di Roberto La Mantia

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L’esposizione, a cura di Miriam Castelnuovo, dell’artista laziale nato e cresciuto a Santa Marinella 44 anni fa verrà inaugurata mercoledì 9 maggio a Roma, presso La Città dell’Altra Economia, con il patrocinio della Regione Lazio e del I Municipio capitolino. Presentate circa 40 opere che ritraggono cernie, san pietro, dentici, murene, polpi e ricciole

“Sono un apneista, amo il mare in modo viscerale. Ma quello che amo è il mare sotto il pelo dell’acqua, un pianeta sconosciuto e inesplorato come un mondo extraterrestre dove non esiste gravità e si può volare senza ali”.

Sono le parole di Roberto La Mantia, artista nato e cresciuto a Santa Marinella sul litorale laziale 44 anni fa, a chiarire più di ogni altra cosa il luogo da dove trae ispirazione la sua arte che metterà in mostra, a cura di Miriam Castelnuovo, presidente dell’associazione “I Quattro Colori Primari”, presso i saloni della Città dell’Altra Economia dal 9 al 14 maggio 2018.

Circa 40 opere in cui le cernie, i san pietro, i dentici, le murene, i polpi e le ricciole passano da un ambiente all’altro senza soluzione di continuità. Le cornici, infatti, sono parte integrante dell’opera e sono realizzate anch’esse dall’artista utilizzando pezzi di vecchi legnami recuperati sulla spiaggia. La memoria si afferma allora come uno degli elementi di fondamentale supporto alla creatività dell’artista la cui urgenza egli rivela nel rimaneggiare materiali consumati dal tempo come testimoni emblematici di una ritrovata ricchezza, custodi indiscussi di altre storie del passato.

Le opere di Roberto La Mantia non si possono definire iperrealiste: se per alcuni si tratta di una tecnica pittorica comunemente considerata come l’esercizio di un virtuosismo stilistico, questo artista, appassionato di immersioni in apnea, ritrae con il pennello molto di più di quanto si potrebbe immaginare ascoltando un racconto oggettivo della realtà. Il suo lavoro è frutto di una passione coltivata fin da bambino come l’amore per il mare: al pari di un liquido sacro o di una fonte battesimale alternativa, al Mare Mediterraneo va il merito per aver sancito la fusione inscindibile tra l’animo sensibile e il forte spirito dell’artista e che trova conferma nell’approccio naturale con cui Roberto vive la propria quotidianità.

“Il mio battesimo col mare? È come se fossi passato dal liquido amniotico del feto all’acqua salata del mare sotto casa – afferma ancora La Mantia –. Prima di ogni tuffo mi rilasso praticando il training autogeno. Inizio la ventilazione con la respirazione pranayama, compio 3-4 atti respiratori profondi e poi la capovolta. Giù verso il blu”.

La Mantia ama sperimentare le diverse tecniche, dal più articolato acquerello su cemento su tela a quello su carta oltre che realizzare numerosi acrilici su tela: in ciascun caso ciò che sorprende è la verosimiglianza della specie ritratta a confronto con quella reale, il cui aspetto e i movimenti egli immortala al pari di un fotoreporter. L’artista perfeziona il suo stile attraverso l’esperienza acquisita durante le immersioni il cui ricordo, anche quando imperfetto e rarefatto, incarna tuttavia la fugacità di quell’esatto momento donando valore aggiunto all’opera.

La mostra “Roberto La Mantia – Il mio mare” è stata allestita con la consulenza scenografica di Morena Nastasi con il patrocinio della Regione Lazio e del I Municipio del Comune di Roma. Sono partners dell’iniziativa CAE La Città dell’Altra Economia, Vivere Impresa No Profit e l’Associazione Ambientalista Marevivo.

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