Libreria Eli e Filmstudio, il cinema del reale parte dai libri: a Roma il documentario di Roberto Orazi

Sabato 3 ottobre prende il via “Il reale, per immagini”, la nuova rassegna dedicata al cinema documentario. Ad aprire il programma “A Mao e a Luva. Storia di un trafficante di libri”, il film di Roberto Orazi sulla straordinaria esperienza di una biblioteca nata in una favela di Recife.

Un libro trovato per caso tra i rifiuti può cambiare una vita. E una casa trasformata in biblioteca può diventare, nel cuore di una favela brasiliana, uno spazio nel quale centinaia di bambini scoprono che esiste un mondo oltre i confini imposti dalla povertà. È da questa storia che prende il via “Il reale, per immagini”, la nuova rassegna organizzata dalla Libreria Eli e dal Filmstudio e dedicata al cinema documentario.

Il primo appuntamento è in programma sabato 3 ottobre alle 21, con la proiezione di A Mao e a Luva. Storia di un trafficante di libri, docufilm di Roberto Orazi, che sarà presente alla serata. Ad accompagnarlo sarà Stefano Pierpaoli, con il quale il regista dialogherà sul ruolo contemporaneo del documentario, sull’evoluzione del cinema italiano e sulla genesi del film.

La formula della rassegna prevede un appuntamento ogni primo sabato del mese negli spazi della Libreria Eli. L’obiettivo non è limitarsi alla proiezione di un’opera, ma trasformare il documentario in occasione di confronto: utilizzare le immagini per raccontare una realtà e, attraverso di essa, interrogare il presente.

Non è quindi casuale la scelta di cominciare proprio da una storia che mette al centro i libri e l’accesso alla cultura.

Una biblioteca nel cuore della favela

Il protagonista del documentario di Orazi è Riccardo Gomes Ferraz, poeta e musicista di Recife conosciuto come Kakao. La sua storia comincia quando, a sedici anni, trova in un sacco della spazzatura una copia di A Mao e a Luva di Machado de Assis. Quell’incontro fortuito con la letteratura diventa uno spartiacque.

Anni dopo, nella favela do Bode, una delle aree più difficili di Recife, Kakao decide di trasformare la propria abitazione, una palafitta sospesa sull’acqua, in una biblioteca aperta ai bambini della comunità.

In un contesto segnato dalla povertà e dalla presenza della criminalità, il libro diventa così uno strumento attraverso il quale immaginare un’alternativa. Kakao utilizza le poche risorse a disposizione per recuperare e acquistare volumi usati nei diversi quartieri della città. La sua casa-biblioteca diventa progressivamente un punto di incontro frequentato da bambini e adulti.

Da quella esperienza sarebbero poi nate centinaia di biblioteche in Brasile.

“Ogni libro è un grido di libertà” è una delle frasi che sintetizzano il senso dell’esperienza raccontata dal film. Una dichiarazione che assume un significato particolare anche nella scelta della Libreria Eli e del Filmstudio di inaugurare con questa pellicola una rassegna dedicata alla capacità del cinema di osservare la società.

Kakao ama definirsi un “trafficante di libri”, ribaltando provocatoriamente un’espressione associata al mondo della criminalità per trasformarla in un manifesto culturale: far circolare libri dove spesso a circolare sono soprattutto marginalità, violenza e povertà.

Il suo impegno ottiene nel 2008 un importante riconoscimento con l’assegnazione del premio brasiliano “Faz à Diferença”, nella categoria sociale.

Il documentario come strumento per leggere il presente

Realizzato nel 2010 e prodotto da Lupin Film, A Mao e a Luva dura 64 minuti. Il lavoro di Roberto Orazi sceglie di avvicinarsi alla realtà della favela evitando una rappresentazione puramente pietistica. Al centro rimangono le persone, le loro scelte e soprattutto la capacità della cultura di creare spazi di possibilità anche in condizioni sociali estremamente difficili.

Il film ha avuto un lungo percorso nei festival italiani e internazionali. È stato presentato, tra gli altri, alla Festa Internazionale del Cinema di Roma, al Bif&st, al Bellaria Film Festival, allo United Nations Association Film Festival e in manifestazioni in Messico, Brasile e Argentina.

Nel corso degli anni ha inoltre ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui il terzo premio al SiciliAmbiente Documentary Film Festival, il Premio Speciale Vittorio Arrigoni al Festival dei Diritti Umani di Napoli, il premio come Miglior Produzione Italiana al Terre di Tutti Film Festival 2013 e quelli per il miglior documentario al Festival Italiano del Cinema Sociale di Arezzo e al Levante Film Festival.

Ma a distanza di oltre quindici anni dalla sua realizzazione, la storia raccontata da Orazi conserva una domanda profondamente attuale: quanto conta poter accedere alla cultura nel determinare le opportunità di una persona?

È proprio su questo terreno che si colloca “Il reale, per immagini”. La rassegna prova a recuperare una delle funzioni più importanti del documentario: osservare vicende apparentemente lontane per comprendere qualcosa del tempo nel quale viviamo.

La prima serata inizierà con l’incontro tra Roberto Orazi e Stefano Pierpaoli, dedicato non soltanto alla storia di Kakao ma anche allo stato del cinema documentario e alle trasformazioni del panorama cinematografico italiano. A seguire sarà proiettato A Mao e a Luva. Storia di un trafficante di libri.

Un film sui libri per inaugurare una rassegna cinematografica dentro una libreria. E una storia nata da un volume recuperato dalla spazzatura per ricordare che, qualche volta, una rivoluzione può cominciare semplicemente aprendo una pagina.

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