L’approvazione della riforma del cinema e dell’audiovisivo rappresenta un passaggio rilevante per il futuro dell’intera filiera italiana. Il nuovo quadro normativo dovrà sostenere un comparto che produce cultura, occupazione e innovazione, contribuendo allo stesso tempo alla promozione dell’Italia sui mercati internazionali.
A sottolinearlo è Gianni Sammarco, responsabile delle Relazioni istituzionali di Itaca – Associazione Italiana Cinema e Audiovisivo. Secondo Sammarco, il provvedimento riconosce la doppia natura del settore: espressione dell’identità culturale del Paese e industria capace di generare valore economico.
«È un risultato che arriva dopo un lavoro articolato di confronto con il settore e che testimonia la volontà delle istituzioni di mettere il cinema e l’audiovisivo al centro di una politica culturale capace di guardare anche alla crescita economica, alla tutela dei lavoratori e alla competitività delle nostre imprese», ha dichiarato.
Itaca ha espresso apprezzamento per l’impegno del ministro della Cultura Alessandro Giuli e della sottosegretaria Lucia Borgonzoni. Sammarco ha ricordato l’attenzione riservata dal ministro alla necessità di rafforzare il sistema e il dialogo mantenuto dalla sottosegretaria con operatori, associazioni e imprese.
Un riconoscimento è stato rivolto anche al presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, per il lavoro parlamentare svolto su una materia complessa. Per l’associazione, il nuovo sistema dovrà trovare un equilibrio tra sostegno pubblico, trasparenza nell’impiego delle risorse, qualità delle opere e capacità industriale delle imprese.
La riforma, tuttavia, viene considerata un punto di partenza. La priorità sarà ora garantire stabilità e prospettive a una filiera composta da autori, registi, produttori, attori, tecnici e maestranze riconosciuti a livello internazionale.
«Occorre creare le condizioni perché questi talenti possano continuare a lavorare in Italia e perché il nostro Paese rimanga competitivo nell’attrazione delle grandi produzioni internazionali», ha spiegato Sammarco. L’attenzione, ha aggiunto, dovrà estendersi alle produzioni indipendenti, ai giovani professionisti e alle nuove realtà che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso alle opportunità e agli strumenti di sostegno.
Per rendere efficace la riforma serviranno procedure chiare, tempi definiti e criteri in grado di valorizzare le imprese che investono, producono opere, creano posti di lavoro e portano sullo schermo la qualità italiana. La concreta applicazione delle norme sarà quindi decisiva per misurare la capacità dell’intervento di rispondere alle esigenze del comparto.
«La cultura non può essere considerata una spesa, ma un investimento», ha concluso Sammarco. «Il cinema ne è una delle espressioni più potenti perché unisce arte e impresa, identità e innovazione, memoria e futuro».
Il lavoro condotto dal Governo e dal Parlamento, secondo Itaca, può aprire una nuova fase. L’obiettivo sarà trasformare le disposizioni della riforma in occasioni concrete per i professionisti già attivi e per le nuove generazioni che intendono costruire il proprio futuro nel cinema e nell’audiovisivo.
