Ieri sera, nell’ambito di TERRA!, la terza Festa nazionale di Alleanza Verdi e Sinistra, il palco del concerto gratuito ha vissuto un’apertura di grande intensità emotiva e artistica. Prima che le Bambole di Pezza, storica band italiana punk rock tutta al femminile, formatasi a Milano nel 2002, salissero sul palco per il loro atteso set, è toccato a una giovane e straordinaria artista rompere il ghiaccio: LOTTA, al secolo Carlotta Sarina.
Carlotta Sarina, alias LOTTA, cantante e contrabbassista originaria di Salsomaggiore Terme, nel Parmense, ha messo la sua musica al servizio della causa ambientalista. LOTTA fonde l’essere attivista, cantante e musicista per diventare un’artista climatica. Non a caso, ama definirsi con una formula che la racconta perfettamente: “Sono musicista per passione e attivista per missione”. LOTTA canta, suona e scrive perché sente che grazie a queste forme creative si possa creare un ponte tra messaggio e individuo. La sua musica vuole generare una “reazione” che possa trasformarsi in un’onda capace di scuotere le coscienze di chi ancora guarda dall’altra parte di fronte alla crisi climatica. Dal 2022, Carlotta Sarina viaggia in tutta Europa con il suo contrabbasso e il suo attivismo, portando il suo messaggio in piazze, teatri e festival. Crescendo, l’amore per la vita si è trasformato in arte e LOTTA ha deciso di dedicarsi alla musica, frequentando prima il Liceo Musicale e poi il conservatorio, imparando a suonare il contrabbasso.
Ieri sera LOTTA non era sola. Ad accompagnarla sul palco c’erano Sabrina Veroni alla batteria e Rebecca Magri alle tastiere, formando un trio capace di dare corpo e anima a tre brani significativi e carichi di simbolismo.
Ad aprire la scaletta è stata Bella Ciao, l’immortale canzone della Resistenza italiana, perfetta per una serata che si inserisce nel solco di un impegno politico e civile. A seguire, Power, un brano che parla di forza collettiva e consapevolezza, e infine Act Now, un vero e proprio grido di urgenza rivolto a chi ha il dovere e la possibilità di agire contro il collasso climatico.
Una scelta di repertorio tutt’altro che casuale, capace di tracciare un arco narrativo che va dalla memoria storica all’urgenza del presente, dal passato al futuro che dobbiamo ancora costruire.






























