La prima serata del Noisy Naples Fest ha preso il via nel migliore dei modi possibili: con una scarica di pura adrenalina, carisma e rock d’autore firmata dagli Skunk Anansie. La celebre band britannica guidata da un’inesauribile ed iconica Skin ha infiammato il pubblico della Mostra d’Oltremare con uno show travolgente, confermandosi ancora una volta tra le macchine da guerra live più potenti ed efficaci della scena internazionale.
Fin dalle prime battute dello spettacolo, la connessione tra la band e la platea napoletana è apparsa immediata e viscerale. L’apertura affidata a This Means War ha subito impostato l’asticella dell’energia ai livelli massimi, seguita a ruota da uno dei classici più amati del repertorio della band, Charlie Big Potato.
La presenza scenica di Skin — supportata dalla solida e potentissima sezione ritmica di Cass Lewis al basso e Mark Richardson alla batteria, unita ai riff affilati di Ace alla chitarra — ha dominato ogni angolo del palco.
Il concerto si è sviluppato in un crescendo di emozioni e sonorità graffianti. Brani come Because of You, Love Someone Else e God Loves Only You hanno mostrato il perfetto equilibrio tra la matrice alt-rock pesante e le aperture melodiche che da sempre contraddistinguono la produzione del gruppo.
I momenti di massima partecipazione collettiva sono arrivati con le pietre miliari Hedonism (Just Because You Feel Good) e Weak, che ha coinvolto il pubblico presente.
Non sono mancati i brani più diretti, ruvidi ed impegnati della band: pezzi come Yes It’s Fucking Political, Tear the Place Up e l’iconica Little Baby Swastikkka hanno ricordato l’anima ribelle e l’impegno sociale che da trent’anni definiscono l’identità degli Skunk Anansie.
- This Means War
- Charlie Big Potato
- Because of You
- Love Someone Else
- An Artist Is an Artist
- God Loves Only You
- Hedonism (Just Because You Feel Good)
- Weak
- Twisted (Everyday Hurts)
- Animal
- My Ugly Boy
- I Can Dream
- Yes It’s Fucking Political
- Tear the Place Up
- Little Baby Swastikkka
- Cheers
- Secretly
- You’ll Follow Me Down (Acoustic)
- Highway to Hell (AC/DC cover)
- Intellectualise My Blackness





























































