Suzanne Vega alla Casa del Jazz con il suo Flying With the Angels Tour

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Nella splendida e intima cornice del parco della Casa del Jazz di Roma, la cantautrice americana Suzanne Vega ha regalato una serata di straordinaria eleganza. Tappa del suo Flying with Angels Tour, il concerto è stato un intreccio perfetto di poesia urbana, sonorità folk-rock e racconti d’autore.

Ad aprire la serata è stata la vibrazione inconfondibile di “Marlene on the Wall”, brano d’esordio del 1985 che ha subito impostato il tono dell’evento: voice e chitarra in primo piano, sostenute da una precisione esecutiva impeccabile. Senza concedere pause, la scaletta ha poi virato sulle sonorità elettriche e spigolose di “99.9 F°”, per poi scivolare nell’atmosfera felpata e sensualissima di “Caramel”.

Non sono mancati i momenti narrativi, marchio di fabbrica della cantautrice newyorchese. In “Gypsy” e nella struggente “The Queen and the Soldier”, l’artista ha guidato il pubblico dentro veri e propri cortometraggi in musica, dimostrando una voce ancora limpidissima e capace di sfumature profonde.

La sequenza composta da “When Heroes Go Down” e dalla cover di Elvis Costello “Lipstick Vogue” ha regalato una scarica di energia ruvida, seguita dalla title track del tour, “Flying with Angels”, accolta da applausi calorosi.

Nella seconda parte dello show, Suzanne Vega ha tirato fuori i suoi assi nella manica. Dopo l’ironia tagliente di “I Never Wear White” e il groove di “Left of Center”, il finale del set principale è stato un crescendo di emozioni: “Luka” – Cantata da tutto il pubblico, mantiene intatta la sua forza emotiva nonostante affronti un tema drammatico con straordinaria grazia pop, “Tom’s Diner” – Il brano a cappella (poi diventato iconico nella versione dei DNA) ha chiuso la prima parte tra gli applausi scroscianti della platea romani.

Il rientro sul palco per l’encore ha riservato una delle sorprese più suggestive della serata: un’intensa interpretazione di “Walk on the Wild Side”, un omaggio affettuoso e viscerale a Lou Reed e alla loro New York.

Dopo la delicata “Rosemary”, Suzanne Vega è tornata per un secondo bis di altissimo livello: le note sognanti di “In Liverpool” hanno spianato la strada all’energia industriale e ritmica di “Penitent”, la chiusura perfetta per un concerto che ha saputo dosare poesia e nostalgia.

La Scaletta:

  • Marlene on the Wall
  • 9 F°
  • Caramel
  • Gypsy
  • The Queen and the Soldier
  • When Heroes Go Down / Lipstick Vogue
  • Flying with Angels
  • Speakers’ Corner
  • Chambermaid
  • Left of Center
  • I Never Wear White
  • Some Journey
  • Luka
  • Tom’s Diner

 

  • Walk on the Wild Side (Lou Reed cover)
  • Rosemary

 

  • In Liverpool
  • Penitent

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