Vorianova: le radici, il dialetto, il futuro digitale

Il nuovo singolo dei Vorianova anticipa il nuovo disco in arrivo in autunno. Suoni in bilico tra passato e futuro

Trasportati dentro le pieghe intime di un picolissimo centro del palermitano. La provincia italiana a favor di montagna… siamo a due passi dal passato e il duo firmato da Biagio Di Gesaro e Alessandra Macellaro La Franca – ovvero i VORIANOVA – sfornano un nuovo singolo che sta anticipando quel che sarà il disco di prossima uscita per la RadiciMusic Records prevista per il prossimo autunno. Un imperativo che nel dialetto siciliano acquista un sapore decisamente più severo: “Ascùtimi”. Come nella tradizione dei nostri, dove l’antico dialetto si mescola ai suoni dei computer per un pop raffinato, apolide nel tempo e nello spazio, i Vorianova dedicano questa prima nuova canzone alla libertà di stampa: la voce dei giornalisti, la loro penna, la loro faccia… il pregiato mestiere di divulgare il sapere. E noi dobbiamo tutelarlo. Alcuni importanti riferimenti: citando testualmente dalla cartella stampa “Ascùtimi” è ispirato e dedicato alla figura storica del giornalismo siciliano Salvatore Cusimano, cronista degli anni del “Maxiprocesso”, voce autorevole e rassicurante che ha sempre messo in primo piano la ricerca della verità in tutte le sue inchieste giornalistiche. “Ascùtimi” è un brano simbolico che vuole rendere onore a tutti quei giornalisti, due tra tutti Sigfrido Ranucci e Salvo Palazzolo, vittime di continui imbavagliamenti e minacce per difendere la pluralità e la libertà di informazione sanciti dalla Costituzione Italiana.

Ho come l’impressione che questa volta la vostra scrittura sia decisamente più “combattiva” e meno romantica… avete intrapreso una direzione “politica”?
Siamo cresciuti, abbiamo lasciato alle spalle l’età della leggerezza, dell’amore ideale, del viaggio della vita. Siamo consapevoli di vivere in un momento storico piuttosto delicato e non riusciamo a stare zitti di fronte ai tanti fatti di questi giorni. La musica e la poetica dei Vorianova hanno assunto adesso una veste più combattiva, è vero, rispecchiano profondamente il nostro dissenso, il nostro sdegno, ma in fondo vogliamo sempre sperare in un filo di luce che porti ad un cambiamento. Le nostre canzoni parlano di storie vere di uomini e donne che hanno lasciato un solco in questo cambiamento ma che necessitano del sostegno della società civile. Mimmo Lucano, Giuseppe Gatì, le mamme di Lampedusa… ci sono storie incredibili che hanno meritato di essere messe in musica con tanta poesia.

Da sempre avete mescolato a voi segni di terra antica e segni di futuro digitale. Perché questa commistione?
La sperimentazione ha sempre fatto parte del nostro modo di creare musica, abbiamo un vissuto musicale alle spalle davvero vario, dalla classica al cantautorato, dal folk alla musica minimalista, all’elettronica. Ci piace potere esprimerci attraverso modi sempre diversi che rispecchiano la nostra identità. Ogni disco ha avuto un suo specifico mood, ma non abbiamo mai perso di vista il liricismo delle parole dialettali. Da giovani abbiamo affondato i piedi nella tradizione per poi allontanarci da essa e camminare in cerca di forme espressive che potessero meglio rappresentare ciò che per noi è radice.

E un dialetto così poco intelligibile a noi altri… non risulta una barriera per la comprensione verso il pubblico?
Riconosciamo la difficoltà di comprensione del dialetto isnellese, ma proprio in questo sta la bellezza di una lingua unica e originale e comunque abbiamo sempre affiancato ai testi delle nostre canzoni anche le traduzioni, per cui con un pizzico di curiosità si possono approfondire meglio gli argomenti delle nostre canzoni. Ovviamente le traduzioni sono sempre letterali e mai letterarie, ogni particolare forma linguistica dialettale è sempre difficile da tradurre senza perderne il senso poetico, quello rimane nel testo in dialetto. D’altra parte succede la stessa identica cosa quando cantiamo canzoni di band internazionali senza conoscerne i testi, ma quante volte spinti dalla curiosità cerchiamo online le traduzioni e poi quei brani li apprezziamo ancora di più!

In questo brano troviamo anche vostro figlio alle prese con la batteria elettronica… farà parte della forza motrice dei Vorianova?
Leandro ha sempre suonato nei nostri dischi, prima solo poche note, poi crescendo il suo apporto musicale è divenuto via via sempre più consistente. Leandro è cresciuto accanto alla figura importante di Fabrizio Pezzino, nostro indimenticabile amico fraterno nonché batterista dei Vorianova, prematuramente scomparso. Fabrizio ha trasmesso a Leandro tanto amore verso la musica, l’arte e verso la bellezza in generale ed era nostra consuetudine passare settimane chiusi in studio ad Isnello creando quelli che poi sono diventati i suoni dei nostri dischi. Oggi Leandro suona la batteria che Fabrizio ha voluto donargli e nel nostro nuovo disco ci sarà ancora una volta il suono di questa unica amicizia.

Il disco che sta arrivando… indiscrezioni e curiosità?
Il nuovo disco uscirà il prossimo autunno per RadiciMusic Records. Sono 12 inediti tutti come sempre in lingua dialettale isnellese, brani che omaggiano uomini e donne che per noi rappresentano ed incarnano l’idea di rivoluzione. Ci siamo lasciati ispirare anche questa volta da quella parte di Sicilia che amiamo e dagli scorci della nostra Isnello abbiamo voluto volgere lo sguardo altrove, raccontando di uomini e donne la cui vita e le cui gesta ci hanno emozionato. Uno di questi brani è stato inoltre commissionato per un cortometraggio sulla vita di un grande artista siciliano (che ovviamente non possiamo ancora svelare) e che vedrà la partecipazione di alcuni noti attori italiani.

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