C’è un motivo se i Nobraino sono considerati una delle band più imprevedibili e travolgenti del panorama indie-rock italiano, e ieri sera – giovedì 9 luglio – ne abbiamo avuto la conferma definitiva. Nella cornice estiva e vibrante di Testaccio Estate, la band romagnola ha messo in scena uno show che è stato molto più di un semplice live: un rito collettivo fatto di sudore, ironia graffiante e sano delirio rock ‘n’ roll.
Al centro della scena, come sempre, un magnetico Lorenzo Kruger. Il “Ciavattaparoliere” e voce del gruppo non si limita a cantare: abita il palco, lo domina, lo distrugge. Con la sua teatralità istrionica e quel carisma da dandy, Kruger ha ipnotizzato il pubblico romano fin dalle prime note, muovendosi tra la folla e trasformando ogni pezzo in una performance d’arte varia.
La sua voce, profonda e graffiante, ha guidato gli spettatori attraverso i grandi classici della band e i brani più recenti, supportata da una sezione ritmica e armonica semplicemente impeccabile.
Il sound della serata è stato una macchina da guerra perfetta, grazie a una band in stato di grazia che unisce la storicità del progetto a innesti recenti che hanno portato nuova linfa vitale:
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Marco Simone (Nestor) Fabbri: Con la sua chitarra ha ricamato i riff taglienti e le atmosfere surreali che sono il marchio di fabbrica del gruppo.
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Samuele (Il Vix) Vichi: Alla batteria è stato il motore instancabile della serata, dettando ritmi serrati che non hanno lasciato un attimo di tregua sotto il palco.
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Pietro (Bartok II) Casadei: Al basso (in formazione dal 2022), ha garantito un groove solido, profondo e trascinante, colonna vertebrale di ogni pezzo.
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Nicoletta Nardi (Lady Barbuda): Nuova colonna del gruppo (dal 2024), ha letteralmente brillato ai tasti, alla chitarra e ai cori. La sua presenza e la sua seconda voce hanno aggiunto sfumature e una freschezza che arricchisce il sound storico dei Nobraino senza snaturarlo.
Il concerto è stato un crescendo di energia. Da pezzi storici che fanno ormai parte del canzoniere alternativo italiano a momenti di pura improvvisazione, l’empatia tra la band e il pubblico di Testaccio è stata totale. I Nobraino hanno dimostrato, se ancora ce ne fosse bisogno, che la loro dimensione ideale rimane quella del palco: liberi, sfrontati e fottutamente rock.
Roma si porta a casa le piaghe sotto i piedi per aver ballato tutta la notte e la consapevolezza che, finché ci saranno band come i Nobraino in giro, il rock d’autore italiano è in ottime, folli mani.
Doveva essere La Scaletta:
- Cani e Porci
- Nottambula
- Lo Scrittore
- Fabbrica delle Nuvole
- Bigamionista
- Record del Mondo
- Pixel
- Glenn Miller
- Esca Viva
- Tradimentunz
- Esperto di Comunicazione
- Canzone d’amore per Correre
- Ottomiliardi
- Miche’
- Via Zamboni
- La Signora Guarda il Mare
- Tempio di Iside
- Hotel Supramonte
- La Giacca
- Strano e Inaffidabile
- Titti di Piu
- Endorfine
- Signori della Corte
- Bifolco
- Film Muto
- Mangiabandiere
- Test di Gravita’ (Strumentale)

























































































