La magia dei Caamp a Rock in Roma prima dei Mumford & Sons

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La calda estate romana si è accesa ieri sera all’Ippodromo delle Capannelle con una delle serate più attese di Rock in Roma 2026. Se l’unione di cori epici, chitarre acustiche e banjo è la vostra definizione di “serata perfetta”, il doppio appuntamento di ieri ha superato ogni aspettativa. Prima del grande ritorno dei Mumford & Sons, il pubblico romano ha avuto il privilegio di farsi travolgere dall’indie-folk genuino e ruspante dei Caamp, per la prima volta su un palco così imponente nella Capitale.

Per chi ancora non li conoscesse, i Caamp sono una delle realtà più cristalline e in crescita del panorama indie-folk americano. Nati dall’amicizia d’infanzia tra Taylor Meier (voce e chitarra) ed Evan Westfall (banjo), a cui si sono poi aggiunti Matt Vinson (basso), Joseph Kavalec (tastiere) e Nicholas (Nick) Falk (batteria), la band originaria di Athens, Ohio, ha saputo conquistare milioni di ascoltatori globali partendo dal basso.

Il loro segreto? Una viscerale onestà intellettuale e un sound che unisce la malinconia del folk tradizionale americano alla ruvidezza del rock acustico. La voce graffiante e sabbiosa di Meier, unita agli intrecci ritmici del banjo di Westfall, crea quell’atmosfera da “falò tra amici sotto le stelle“, ma con una potenza sonora capace di riempire interi stadi.

Saliti sul palco mentre il sole cominciava a calare dietro le strutture dell’Ippodromo, i Caamp non hanno sofferto minimamente il peso di aprire per dei giganti del genere. Fin dalle prime note, la band ha stabilito un contatto diretto, quasi intimo, con le migliaia di fan che stavano già affollando il parterre.

La scaletta è stata un bilanciamento perfetto tra energia e ballate struggenti brani come By and By e Peach Fuzz hanno subito fatto ondeggiare la folla, complice un groove trascinante che ha rotto il ghiaccio all’istante, l’esecuzione di Vagabond, forse il loro pezzo più iconico, ha scatenato un coro spontaneo tra il pubblico. Il contrasto tra la fragilità della traccia e la potenza della performance live ha regalato uno dei momenti più fotografati e intensi dell’intero set, nessun trucco di produzione, solo strumenti veri, sudore e un’intesa fraterna tra i musicisti che si percepiva chiaramente anche dalle ultime file del PIT.

I Caamp hanno lasciato il palco tra gli applausi scroscianti di Roma, consegnando ai Mumford & Sons un pubblico già caldissimo, unito e vibrante. Chi è arrivato presto ieri a Capannelle ha assistito a qualcosa di speciale: l’ascesa definitiva di una band che sentiremo nominare sempre più spesso.

La Scaletta:

  • Come With Me Now
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  • Huckleberry Love
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  • Millions
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  • Mistakes
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  • Snowshoes
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  • No Sleep
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  • Peach Fuzz
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  • Vagabond
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  • Going to the Country

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