Serena Brancale a Roma con il “Sacro Tour 2026”

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C’è un momento preciso in cui la musica smette di essere semplice ascolto e diventa un’esperienza collettiva, quasi una celebrazione mistica. Quel momento, ieri sera, si è palesato sul palco della Cavea dell’Auditorium Parco della Musica, dove Serena Brancale ha fatto tappa con il suo attesissimo “Sacro Tour 2026”. Un concerto sold out che ha trasformato la Capitale nell’epicentro di un sound che fonde radici pugliesi, elettronica, soul e una vocalità fuori dal comune.

Ad scaldare l’atmosfera ci ha pensato KLEM, l’artista scelto per aprire la serata. Salire sul palco dell’Auditorium prima di un uragano come la Brancale non è un compito semplice, ma KLEM ha dimostrato una maturità artistica sorprendente. Con un set intimo ma energico, capace di muoversi agilmente tra sonorità urban e sfumature pop contemporanee, ha catturato l’attenzione della platea fin dalle prime note. Il suo è stato un opening magnetico, un perfetto biglietto da visita che ha preparato il pubblico alla tempesta di groove che sarebbe seguita.

Quando Serena Brancale sale sul palco, le regole del gioco cambiano. Polistrumentista, performer e catalizzatrice di energia, l’artista barese ha ipnotizzato Roma con il repertorio del suo ultimo progetto, il “Sacro Tour“.

Il concerto è stato un viaggio ipnotico in cui il sacro e il profano si mescolano continuamente: i campionamenti elettronici dialogano con i ritmi del Sud, e il dialetto pugliese si trasforma in una lingua universale, fluida e incredibilmente cool. Dai successi virali che l’hanno consacrata al grande pubblico fino ai brani più intimi e jazzistici, Serena ha giocato con la loop station, ha improvvisato, ha ballato e ha teso un filo diretto con il cuore del pubblico.

Il concerto di ieri sera ha confermato ciò che ormai è una certezza nel panorama italiano: Serena Brancale non si limita a cantare, ma manipola la musica, la plasma a sua immagine e somiglianza e la regala al pubblico con una generosità disarmante.

Tra applausi a scena aperta, ovazioni e una platea che ha faticato a rimanere seduta, il “Sacro Tour 2026” ha lasciato a Roma un messaggio chiaro: il groove ha una nuova straordinaria sacerdotessa, e il suo rito è decisamente imperdibile.

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